Hercules - Il guerriero - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 1 voto/i
2.50/5

Hercules - Il guerriero

RANKING
2361° su 2562 in Generale
115° su 126 in Fantastico
20141 h 38 min
Trama

La leggenda racconta che Hercules era figlio di Zeus e di una mortale, e la sua straordinaria forza gli aveva permesso di compiere da solo le celebri dodici fatiche, sconfiggendo le creature più mostruose e affrontando i maggiori pericoli. In realtà Hercules è un combattente mercenario che insieme ad altri compagni di lotta compie missioni pericolose in cambio di oro, e che su questo falso mito ha costruito una storia da narrare ai nemici per spaventarli.

Metadata
Regista Brett Ratner
Titolo originale Hercules
Data di uscita 13 Agosto 2014
Nazione Stati Uniti
Durata 1 h 38 min
Attori
Cast: Dwayne Johnson, Ian McShane, John Hurt, Rufus Sewell, Aksel Hennie, Ingrid Bolsø Berdal, Reece Ritchie, Joseph Fiennes, Tobias Santelmann, Peter Mullan, Rebecca Ferguson, Isaac Andrews, Joe Anderson, Steve Peacocke, Nicholas Moss, Irina Shayk, Robert Maillet, Ian Whyte, Barbara Palvin, Caroline Boulton, Christopher Fairbank, John Cross, Máté Haumann, Matt Devere, Robert Whitelock, Karolina Szymczak
Trailer
Hercules - Il guerriero

Nuova trasposizione cinematografica delle avventure del celeberrimo personaggio della mitologia greca, che dopo i peplum italiani degli anni ’60 e la pellicola d’animazione Disney torna a vivere sullo schermo con “Hercules – Il guerriero”, pochi mesi dopo l’altro film dedicato ad Hercules uscito in sala nel 2014, “Hercules – La leggenda ha inizio”. La fonte d’origine del film è la graphic novel “Hercules – La guerra dei traci”, e il possente guerriero ha il volto ma sopratutto l’immensa corporatura di Dwayne Johnson, nuova pedina del cinema action, che in pellicole come “Hercules – Il guerriero” trova il suo perfetto campo da gioco. A dirigere è l’onesto mestierante hollywoodiano Brett Ratner, che si limita a scomparire dietro la macchina da presa e a star dietro ai muscoli e alle mazzate del suo Hercules.

Che “Hercules – Il guerriero” abbia obiettivi e pretese quasi nulle è chiaro fin da subito: è cinema d’avventura fantasy talmente rozzo da non essere per nulla epico e volto al puro svago ludico dello spettatore, senza richiedergli di ragionarci troppo sopra. Eppure la tentata rivisitazione del mito originale messo in dubbio dal film, cioè l’idea che Hercules non sia veramente figlio di Zeus, ma semplicemente un incredibile guerriero che lavora per soldi ma ha un’etica solidissima e soprattutto un passato cupo da cancellare, sulla carta risultava interessante, perché il maggiore punto d’interesse di “Hercules – Il guerriero” è la dicotomia verità / finzione della storia. Quasi tutti i personaggi non sono quello che sembrano, e in fondo anche lo stesso Hercules si nasconde dietro una leggenda; ma tutto resta una pura suggestione a favore di una pellicola testosteronica e urlata, che annoia e stordisce con un IMAX 3D per nulla necessario, inefficace nell’esaltare le poco avvincenti sequenze di combattimento. Un film che gioca tutte le sue carte migliori subito, finendo poi per girare a vuoto con svolte narrative prevedibili.

E tra una messa in scena che si rifà pedissequamente a “Troy” e una sceneggiatura da pseudo-intrigo politico che pare una versione dilettantistica de “Il trono di spade”, si salva un’estetica non plasticosa di snyderiana memoria, merito della fotografia di Dante Spinotti (collaboratore dei film di Micheal Mann), che nobilita l’immagine nell’inquadratura, nonostante l’apporto degli effetti visivi sia ai minimi come qualità di resa. Così “Hercules – Il guerriero” rimane cinema vecchio e ammuffito, riconducibile a un genere, quello della riproposizione della mitologia, che ormai sta saturando gli schermi. Restano solamente il corpo e i gesti possenti del suo protagonista, unico motore della vicenda: un eroe con cicatrici nell’animo che troverà la forza (non solo fisica) per prendere consapevolezza di sé. Ma l’impressione è di aver assistito ad un’opera nulla che non ha la stessa capacità del suo personaggio principale di imprimersi nella memoria dello spettatore.

Voto dell’autore:2.5 / 5

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