High life - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 1 voto/i
3.50/5

High life

RANKING
1376° su 2562 in Generale
61° su 133 in Fantascienza
20181 h 50 min
Trama

Monte è un prigioniero di un tecnologico carcere spaziale, rinchiuso assieme ad altri criminali che avevano subito una condanna a vita sulla Terra. La struttura, fluttuante nello spazio, è gestita dall'ambigua dottoressa Dibs, che conduce misteriosi esperimenti sui detenuti al fine di poter avviare un processo di inseminazione artificiale per far sopravvivere un neonato nella colonia spaziale. Con il divieto di rapporti fisici tra i detenuti, la vera missione dell'equipaggio è catturare l'energia di un buco nero per donare risorse alla Terra.

Metadata
Regista Claire Denis
Titolo originale High Life
Data di uscita Data ancora non definita
Nazione FranciaGermaniaPoloniaGran BretagnaUSA
Durata 1 h 50 min
Attori
Cast: Robert Pattinson, Juliette Binoche, André Benjamin, Mia Goth, Lars Eidinger, Agata Buzek, Claire Tran, Ewan Mitchell, Gloria Obianyo, Scarlett Lindsey, Jessie Ross, Victor Banerjee, Juliette Picollot, John Kimani Njeri
Trailer

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High life

A un anno di distanza da “Un beau soeil interieur” (“L’amore secondo Isabelle”), la regista francese Claire Denis torna dietro la macchina da presa per il suo primo e atteso film di fantascienza, “High life”: il primo nella carriera della Denis girato in lingua inglese, con Robert Pattinson e Juliette Binoche nel cast, presentato in anteprima mondiale al Toronto Film Festival e inserito nel programma del 36° Torino Film Festival, nella sezione “After hours”. Dopo aver passato in rassegna nella sua filmografia più generi, la regista di “Cannibal love” e “Les bastards” realizza per la prima volta un’opera di fantascienza; e per l’elegante e raffinata messa in scena hi-tech dell’immaginario sci-fi del set principale, quella prigione che è l’unico scenario degli eventi del film, la Denis abbraccia una costruzione estetica ben definita, tipica del genere di riferimento. Fin dalle prime battute, “High life” si dimostra un esempio di fantascienza estremamente affascinante, ma dotata anche di una visione complessa ed ermetica, strutturata su una sceneggiatura che prende forma come un flusso di coscienza, alternando i lassi temporali e sfruttando la frammentarietà dei ricordi di una vita che non c’è più.

In maniera coraggiosa e tutt’altro che semplice, “High life” prova già dalle atmosfere a riproporre ambizioni kubrickiane in un finale sospeso (ma senza effetti di “lesa maestà”), rievocando quella sensazione d’isolamento nello spazio di “Gravity” di Alfonso Cuarón e offrendo pure letture tematiche affini a quelle di “Interstellar” di Christopher Nolan. Ma nonostante per tutta la durata permanga l’idea di un film più complesso rispetto a quello che mostra, e che purtroppo non riesce a scrollarsi di dosso una freddezza generale che tende forse a raffreddare l’empatia dello spettatore, Claire Denis riesce a raccontare la storia di un contrasto perenne tra elementi primordiali sia attraverso i codici del genere fantascientifico, sia attraverso la propria poetica personale. Prima di tutto, “High life” viaggia sul dualismo fra una distopia mortifera e cinica (i detenuti della colonia sono tutti destinati o a morire o a vagare in eterno nello spazio) e la spinta alla ricerca di una nuova vita e di una speranza di sopravvivenza; tra un senso di affetto, seppur morboso e viscerale, e la solitudine; tra la fame dei propri istinti e una morale asettica imposta dall’alto. E il simbolo di “High life” resta probabilmente il personaggio di Juliette Binoche, la dottoressa Dibs, emblema delle dicotomie di vita e morte, di dolore e piacere, e di un’ossessione per la rinascita.

Voto dell’autore:3.5 / 5

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