Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte I - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 3 voto/i
3.40/5

Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte I

RANKING
1613° su 2562 in Generale
75° su 133 in Fantascienza
20142 h 03 min
Trama

Dopo aver scoccato la freccia che ha distrutto l’arena durante i Giochi della Memoria, Katniss Everdeen viene portata al Distretto 13, dove la presidente Alma Coin, insieme a Plutarch Everbee e ad alcuni amici di Katniss sopravvissuti agli Hunger Games, stanno preparando la rivolta finale contro il regime di Capitol City. Katniss dovrà scegliere se diventare la Ghiandaia Imitatrice, ovvero il volto-simbolo che salverà l’intera nazione di Panem.

Metadata
Titolo originale The Hunger Games: Mockingjay - Part 1
Data di uscita 20 Novembre 2014
Nazione Stati Uniti
Durata 2 h 03 min
Attori
Cast: Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Liam Hemsworth, Woody Harrelson, Robert Knepper, Sam Claflin, Julianne Moore, Lily Rabe, Evan Ross, Philip Seymour Hoffman, Elden Henson, Stef Dawson, Mahershalalhashbaz Ali, Wes Chatham, Elizabeth Banks, Jeffrey Wright, Stanley Tucci, Donald Sutherland, Toby Jones, Willow Shields, Jena Malone, Patina Miller, Michael Garza, Erika Bierman, Kirk Crenshaw, Natalie Dormer, Michael Forbes, Tyler Lee Allen, Bill Bennett, Sarah Blackman, Stephen Mackenzie Brown, Marshall Choka
Trailer
Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte I

“Hunger Games – Il canto della rivolta, parte 1” di Francis Lawrence è il sequel del film “Hunger Games – La ragazza di fuoco”, ed è tratto da “Il canto della rivolta”, terzo e ultimo romanzo della saga scritta da Suzanne Collins. Il film è il primo atto del finale cinematografico della serie, che avrà la sua conclusione il prossimo anno con la seconda parte de “Il canto della rivolta”. Come fu per il finale della serie di Harry Potter e di “Twilight”, si è deciso infatti che anche la saga di “Hunger Games” avesse un doppio finale diviso in due film; e non si può nascondere che tale mossa, volta non tanto a rendere la narrazione più sciolta (vista la massa di eventi degli atti finali), è una scelta puramente commerciale e di marketing, che obbliga il pubblico a tornare in sala per assistere al vero epilogo. “Hunger Games – Il canto della rivolta, parte 1” ha appunto i difetti del film preparatorio: un continuo rimando a qualcosa di più grande che avverrà nel prossimo episodio, con tanti nuovi percorsi di racconto che si aprono mentre se ne chiudono pochissimi.

Fatte queste premesse, valide anche per le altre due saghe sopracitate, “Il canto della rivolta, parte 1”, pur essendo un film non conclusivo né autoconcluso, dimostra e ribadisce che la serie cinematografica  di “Hunger Games”, iniziata nel 2012, rappresenta l’unico alfiere possibile dell’ormai saturo filone degli “young adult”: un’opera con una propria coerenza interna a livello sia di stile che di tematiche, e che sa rivolgersi con dovizia al proprio pubblico di riferimento, cioè gli adolescenti e i pre-adolescenti, senza eccessive banalità. In questo capitolo non ci sono più le arene dei giochi, ma è guerra totale: i ribelli riuniti nel Distretto 13 si organizzano per la lotta imminente, mentre il regime di Capitol City prova a mettere a tacere le voci di una sommossa. Il regista Francis Lawrence apporta molte innovazioni a livello visivo, ma prosegue sulla strada di una messa in scena quanto mai realistica, semplice e senza fronzoli. C’è la guerra e c’è la violenza, c’è il senso di perdita e morte, e “Il canto della rivolta, parte 1”, come gli episodi precedenti, possiede quella giusta consapevolezza narrativa di essere un’opera per ragazzi, in cui si fondono avventura e spettacolo.

Certo questo è forse anche il limite maggiore, e probabilmente gli spettatori più adulti non si sentiranno altrettanto coinvolti, ma è comunque apprezzabile un film che si dimostra anche crudo, in cui la morte è raffigurata in maniera tangibile (nonostante si veda scorrere pochissimo sangue), e in cui il discorso sulla propaganda mediatica organizzata sia dai ribelli, sia del governo, come la necessità della costruzione di un simbolo in cui credere, seppur lineare non è mai troppo superficiale. Ma soprattutto “Il canto della rivolta, parte 1” è un film sulla presa di coscienza della propria eroina, interpretata da una Jennifer Lawrence più sofferta che nei film precedenti, in lotta con se stessa e con la sua identità di salvatrice. Ci sono problemi di ritmo, i momenti spettacolari sono pochi e risultano comprensibili le critiche alla struttura dell’opera, troppo impegnata ad accattivarsi il proprio target di riferimento, trattando tematiche forti senza particolare profondità. Ma resta da apprezzare la lucidità di un blockbuster che non tratta con stupidità i propri spettatori, per quanto giovani, e dimostra di sapere di cosa sta parlando e a chi si sta rivolgendo.

Voto dell’autore:3.2 / 5

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