Hungry hearts - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 2 voto/i
3.00/5

Hungry Hearts

RANKING
2000° su 2562 in Generale
643° su 732 in Drammatico
20141 h 49 min
Trama

Mina e Jude si conoscono accidentalmente a Brooklyn, New York, all’interno del bagno pubblico di un ristorante cinese. Nasce una storia d’amore e Mina, vegana, resta incinta. Ma le abitudini nutritive della donna, mal viste soprattutto da Anne, la madre di Jude, si tramutano presto in solitaria ossessione, dal momento in cui mettono al mondo un bambino e qualcuno instilla nella mente di Mina che suo figlio è un “indaco”.

Metadata
Titolo originale Hungry Hearts
Data di uscita 15 Gennaio 2015
Nazione Italia
Durata 1 h 49 min
Attori
Cast: Adam Driver, Jake Weber, Natalie Gold, Victor Williams, Victoria Cartagena, Alba Rohrwacher, Cristina J. Huie, Toshiko Onizawa, David Aaron Baker
Trailer
Hungry hearts

C’è da fare una premessa rispetto alla trama di “Hungry hearts”: il concetto pseudoscientifico dei bambini indaco non si accorda bene con quello di veganesimo, poiché è per l’appartenenza della donna alla poc’anzi menzionata fascia alimentare che il dramma prende corpo (mentre viene da dubitare dell’ipotesi secondo cui Mina tenga alla salute del bambino solo perché le è stato detto che è indaco, dal momento che lo avrebbe accudito comunque secondo sue convinzioni). Saverio Costanzo, dal di dentro della storia del libro e di quella sua personale, racconta una crisi dai tratti psicotici, capace di sbriciolare l’amore di una coppia che si divide di fronte ad un’importante scelta di vita: come nutrirsi in questo mondo in cui tutto è contaminato e diversamente controllato?

A tal proposito, Costanzo sceglie un approccio stilistico realista, da cinema-verità, mettendo in primo piano il rapporto fra due individui che tentano di amarsi pur nelle loro inconciliabilità. Ma nonostante l’approccio molto diretto, il film non riesce ad attrarre a sé la giusta empatia e langue nella deriva di un’eccessiva staticità emotiva, che non decolla né attraverso la forma né con le interpretazioni di Adam Driver e Alba Rohrwacher, che proprio in funzione dei temi avrebbero dovuto lasciare un’impronta quantomeno indicativa. Inoltre, emerge un dilemma etico: il veganesimo è un’alternativa forma di follia e il vegetarianesimo è solo il primo passo? Costanzo, in funzione dell’autobiografismo del film, sembra volerci rendere coscienti del fatto che la donna sia del tutto in errore (quindi il veganesimo è follia pura, soprattutto nel momento in cui si decide di non far consumare carne e derivati ad un bambino appena nato) e che il bambino sia denutrito e stia rischiando la vita solo ed esclusivamente a causa delle idee di sua madre.

O forse la follia è più negli occhi e nella mente della di lui madre? Naturalmente i medici consigliano l’assunzione della carne e dei suoi derivati, mentre la psicologia scientifica consiglia l’allontanamento della donna dal bambino. Costanzo non riesce ad essere neutro (o semplicemente non vuole?) e la sua esperienza di vita prende il sopravvento all’interno della storia del suo film, che spocchiosamente si mitiga nella “tragedy”, nervosa e senza sussulti.

Voto dell’autore:2.7 / 5

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