I toni dell'amore - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 1 voto/i
3.80/5

I toni dell'amore

RANKING
728° su 2562 in Generale
76° su 241 in Sentimentale
20141 h 34 min
Trama

Ben, un pittore settantenne, e George, insegnante di musica in una scuola cattolica, dopo quasi quarant’anni di amorosa convivenza a Manhattan decidono di sposarsi, circondati dall’affetto di amici e familiari. Il matrimonio, tuttavia, provoca il licenziamento di George: privati della loro principale fonte di reddito, i due coniugi sono costretti a vendere il proprio appartamento e a farsi ospitare dai loro cari in due diverse abitazioni.

Metadata
Regista Ira Sachs
Titolo originale Love Is Strange
Data di uscita 20 Novembre 2014
Nazione Stati UnitiFrancia
Durata 1 h 34 min
Trailer
I toni dell'amore

Due anni dopo il pregevolissimo “Keep the lights on”, piccola perla semi-inosservata del moderno cinema indie americano, il regista e sceneggiatore Ira Sachs torna a raccontare una relazione omosessuale, passando però dalla tormentata intensità della giovinezza (al cuore del film precedente) al placido e solido affetto della maturità. Ne “I toni dell’amore”, difatti, la coppia di protagonisti al centro della vicenda sono due uomini, appena uniti in matrimonio, che hanno vissuto insieme per quarant’anni, condividendo un’intera esistenza contrassegnata da tenerezze quotidiane e da una stabilità eletta a modello da tutti i loro amici e familiari. Un equilibrio che, tuttavia, subisce un improvviso scossone quando l’intolleranza omofobica di un istituto religioso sottrae ai due protagonisti quella sicurezza finanziaria necessaria anche soltanto a mantenere un tetto comune.

È lo spunto narrativo, messo in scena senza bisogno di inutile enfasi, a partire dal quale si dipana la trama della pellicola di Ira Sachs: un’opera incentrata sulla forza di un sentimento costretto a sopportare la pressione logorante delle contingenze, fra il senso di inadeguatezza di chi è stato privato del proprio lavoro (e del proprio strumento di sussistenza) e il diagio di essere avvertito come un “peso” che grava sulla generosità altrui. Ad impersonare magnificamente, e con profonda sensibilità, questi due uomini costretti a vivere in abitazioni separate, nell’attesa di potersi finalmente ricongiungere l’uno all’altro, sono John Lithgow e Alfred Molina, ammirevoli per la sobrietà con la quale mettono in mostra la solitudine dei rispettivi personaggi, ma anche la naturale empatia in grado di legarli ad un giovane conosciuto per caso o a Joey (Charlie Tahan), il figlio del nipote di Ben, Elliot (Darren Burrows), e di sua moglie Kate (Marisa Tomei).

Proprio l’inaspettato rapporto di confidenza fra Joey, alle prese con i dubbi e le incertezze (forse anche sessuali?) tipici dell’adolescenza, e lo zio Ben, testimone silenzioso ma attento delle dinamiche familiari in casa di Elliot e Kate, costituisce uno dei percorsi più interessanti costruiti da Ira Sachs, il quale evita i didascalismi e le svolte melodrammatiche per affidarsi piuttosto ad una sapiente descrizione dei vari aspetti del quotidiano, da quelli in apparenza banali alle parentesi più intime e commoventi. Il regista americano dipinge in tal modo un tessuto narrativo magari non impeccabile (con qualche passaggio un po’ frettoloso e qualche subplot non portato fino in fondo), ma encomiabile per la sua capacità di delineare e di far affiorare emozioni e stati d’animo in maniera pudica, ma al contempo estremamente spontanea e coinvolgente.

Voto dell’autore:3.8 / 5

The following two tabs change content below.
Loading...