Icaros: a vision - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 1 voto/i
3.80/5

Icaros: a vision

RANKING
702° su 2477 in Generale
283° su 701 in Drammatico
20171 h 30 min
Trama

Angelina è una giovane donna che, malata terminale, si mette alla ricerca di un miracolo: la guarigione. Questa spearnza la conduce in Amazzonia, dove trova ricovero nelle cure e nelle pratiche di uno sciamano e nelle proprietà allucinogene dell'ayahuasca, infuso psichedelico a base di diverse piante. Questo viaggio della speranza si trasforma quindi nella scoperta dei segreti dell'esistenza stessa grazie agli Icaros, i famosi canti curativi.

Metadata
Titolo originale Icaros: A Vision
Data di uscita 12 aprile 2018
Nazione PerùStati Uniti
Durata 1 h 30 min
Trailer

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Icaros: a vision

Sospeso tra finzione e documentario, “Icaros: a vison” si muove sull’onda dell’autobiografia di Leonor Caraballo, artista argentina alla sua prima opera di regia, scritta a quattro mani con Matteo Norzi, in un mix piuttosto psichedelico che se da un lato inevitabilmente affascina, dall’altro lascia spesso interdetti. Se “Le porte della percezione” di Aldous Huxley del 1954 aveva lanciato nella cultura pop il pensiero sotto effetto di allucinogeni, “Icaros: a vison” non è altrettanto incisivo, perdendosi in manierismi spesso inutili a differenza, ad esempio, di “Enter the Void” di Gaspar Noé del 2009. I difetti principali risiedono proprio in una regia a volte approssimativa, che smorza la carica emotiva; tuttavia questa potrebbe rivelarsi non una mancanza o un difetto, bensì una scelta ben precisa e intelligente. A livello concettuale, infatti, “Icaros: a vison” ha diversi spunti narrativi che elevano la pellicola, rendendola per certi versi un piccolo gioiello: per esempio, da subito appare evidente il parallelismo tra Angelina e l’Amazzonia stessa, facilitata dal connubio fra attori professionisti e membri della tribù Shipibo.

Nel film Angelina rappresenta dunque il “mondo civile” che scopre il “mondo selvaggio”, ma soprattutto è una malata terminale che cerca disperatamente di salvarsi; un po’ come l’Amazzonia stessa, diventata una risorsa sfruttata senza rimorsi e senza ritegno. E partendo da questo parallelismo poi si sviluppano diversi temi interessanti, come le cure per malattie considerate inguaribili, l’accettazione della morte, l’importanza della condivisione, il superamento delle proprie paure, la rinascita e l’amicizia. Tutti questi temi si mescolano perfettamente tra loro, riuscendo tuttavia a risultare ben chiari durante l’intera visione del film. Qui risiede la vera forza di “Icaros: a vison”: nel prediligere i contenuti rispetto ad una linearità narrativa e registica che avrebbero di certo facilitato l’intrattenimento, ma probabilmente a discapito di tutto il resto. La potenza di “Icaros: a vison” è tutta qui ed esplode ad ogni sequenza, ed anche una volta terminato il film probabilmente si rimarrà ancora incollati alla sedia a fissare lo schermo ormai nero per perdersi nei pensieri.

Voto dell’autore:3.8 / 5

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Da quando ho 13 anni mi sono imposto di vedere almeno due film al giorno. Ora ho quasi 29 anni e posso dire di aver visto più di diecimila film, qualcuno più, qualcuno meno. Nel 2016 ho collaborato alla stesura del libro " J-Movie. Il cinema giapponese dal 2005 al 2015" (2016, Edizioni Simple) occupandomi del cinema horror giapponese nel capitolo 5. Il cinema è la mia grande passione, se ancora non fosse chiaro

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