Il caso Spotlight - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 1 voto/i
4.00/5

Il caso Spotlight

RANKING
327° su 2562 in Generale
148° su 732 in Drammatico
20152 h 09 min
Trama

2001: il nuovo editore del “Boston Globe”, Marty Baron, assegna al cosiddetto “team Spotlight”, una squadra di reporter investigativi diretta dal giornalista Walter Robinson, un’inchiesta legata agli abusi sessuali su minorenni in una diocesi di Boston e sul presunto insabbiamento da parte dell’Arcivescovo Bernard Law. L’indagine di Robinson e dei suoi collaboratori porterà alla luce retroscena ancora più oscuri e inquietanti.

Metadata
Regista Tom McCarthy
Titolo originale Spotlight
Data di uscita 18 Febbraio 2016
Nazione Stati Uniti
Durata 2 h 09 min
Attori
Cast: Mark Ruffalo, Michael Keaton, Rachel McAdams, Liev Schreiber, John Slattery, Stanley Tucci, Brian d'Arcy James, Billy Crudup, Jamey Sheridan, Len Cariou, Paul Guilfoyle, Elena Wohl, Maureen Keiller, Neal Huff, Michael Cyril Creighton, Gary Galone, John Franchi, Richard Jenkins
Trailer
Il caso Spotlight

Si ravvisa la solida lezione di un certo cinema d’impegno civile, tipico della Hollywood degli Anni ’70, ne “Il caso Spotlight”, la vera storia del team di giornalisti che nel 2002, sulle colonne del quotidiano “The Boston Globe”, pubblicarono una delle più clamorose inchieste di inizio millennio: la denuncia di decine di atti di pedofilia commessi da sacerdoti cattolici in numerose diocesi del Massachusetts, nonché la sistematica operazione di insabbiamento condotta dall’Arcivescovo di Boston, il Cardinale Bernard Law, con la silenziosa complicità dei vertici della Chiesa Cattolica. Un’indagine lunga, complessa e tutt’altro che priva di difficoltà, le cui fasi sono ricostruite nel dramma diretto da Thomas McCarthy (“L’ospite inatteso”), estremamente apprezzato dalla critica e ricompensato con due premi Oscar per il miglior film e la miglior sceneggiatura, firmata da McCarthy insieme a Josh Singer.

Muovendosi nel solco di una pietra miliare del filone giornalistico quale “Tutti gli uomini del Presidente”, il cult di Alan J. Pakula del 1976 sullo scandalo Watergate, “Il caso Spotlight” si sviluppa secondo un rigore encomiabile, che tuttavia non esclude – ma al contrario alimenta – la tensione drammatica della vicenda e il senso di “pathos” rispetto ai personaggi: sia le vittime degli abusi, chiamate ad offrire la propria testimonianza su esperienze così traumatiche (ma McCarthy, sapientemente, sceglie di non ricorrere alla facile soluzione del flashback, affidandosi soltanto al potere evocativo della parola), sia i “cronisti d’assalto” del “Boston Globe”, votati ad una missione perseguita con quotidiana, incrollabile scrupolosità, fra battute d’arresto (gli attentati dell’11 settembre, destinati a catalizzare tutta l’attenzione mediatica) e muri di gomma da buttar giù, in un modo o nell’altro. Thomas McCarthy, dunque, non cede alle facili scorciatoie della spettacolarizzazione o (peggio) della retorica, optando invece per un approccio “classico” e lineare tanto nella narrazione, quanto nella messa in scena.

Se ne “Il caso Spotlight” si può riscontrare un limite, esso è da ricercare semmai nello schematismo di fondo dell’opera, comprensibile (data la materia) ma forse un po’ troppo calcato; a tale manicheismo, tuttavia, McCarthy rimedia non rinunciando ad accenni di ambiguità e ad un’ulteriore problematizzazione, laddove i medesimi “eroi” della pellicola sono chiamati in causa a considerare le responsabilità di ciascun individuo – loro stessi compresi – nella diffusa omertà che, per decenni, ha permesso di continuare a far funzionare gli ingranaggi di un meccanismo corrotto e aberrante. Ma “Il caso Spotlight”, è bene non dimenticarlo, è anche un magnifico film di attori, con un eccellente cast corale in cui a distinguersi, fra Rachel McAdams, Liev Schreiber, John Slattery e una breve ma efficacissima apparizione di Stanley Tucci, sono soprattutto il carismatico Walter Robinson impersonato da un sopraffino Michael Keaton e il suo infaticabile braccio destro Michael Rezendes, a cui conferisce intensità e calore un Mark Ruffalo sempre più bravo.

Voto dell’autore:4.0 / 5

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