Il comandante e la cicogna - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 3 voto/i
3.80/5

Il comandante e la cicogna

RANKING
728° su 2562 in Generale
81° su 453 in Commedia
20121 h 48 min
Trama

Il comandante Giuseppe Garibaldi e la cicogna albeggiante nell’aria tesa di Milano. Uno stuolo di statue e di figurine esili che si muovono nella foschia di una società italiana sempre più degenerata, dove l’insabbiamento delle opportunità e dei valori è qualcosa di sottoposto ai cittadini, da parte di autorità fallimentari.

Metadata
Regista Silvio Soldini
Titolo originale Il comandante e la cicogna
Data di uscita 18 Ottobre 2012
Nazione Italia
Durata 1 h 48 min
Trailer
Il comandante e la cicogna

L’occhio di Silvio Soldini, che recupera con garbo e ironia quel tocco da commedia solare e surreale che gli era caro e che tanto gli aveva portato fortuna con “Pane e tulipani”, con più di un ammiccamento alle figurine smarrite e al cinema di Maurizio Nichetti, nel suo nuovo film, “Il comandante e la cicogna”, riesce a non perdersi dentro il rischio di una divagazione nel disegno di tanti personaggi ben scritti, e fra i più disparati, curiosi, pittoreschi (e forse è questo l’unico punto a sfavore, perché a momenti si genera un distacco dalla realtà di un microcosmo che dovrebbe essere macrocosmo), ma reali. Anche se inizialmente l’impressione era quella della macchietta, i personaggi costruiti assieme agli sceneggiatori Marco Pettenello e Doriana Leondeff funzionano eccome, specie quando nel cuore del film i loro “destini” s’incrociano abilmente.

Il solito valente e spiritoso Valerio Mastandrea nel ruolo di Leo, un padre di famiglia in difficoltà con i propri figli senza punti di riferimento; la bella Claudia Gerini nel ruolo di Teresa, ex moglie trapassata che riappare nel momento in cui suo marito ha bisogno di una chiacchierata liberatoria; il bravo Giuseppe Battiston nei panni di Amanzio, un curioso “eremita” del sapere che osserva e commenta, sottolineando in maniera stravagante le stramberie della gente che si aggira nella metropoli dello sbando del costume; Alba Rohrwacher in quelli dismessi di Diana, una squinternata giovane all’inutile ricerca di giustizia; poi, fra gli altri attori in ruoli minori, da segnalare la gustosa caratterizzazione dell’avvocato Malaffano da parte di Luca Zingaretti, a suo agio in ruoli come questo.

A suo modo, “Il comandante e la cicogna” è un film serio: apertamente si apre, dice, parla e conclude con una speranza. In fin dei conti è l’amore, nonostante tutti sembrino in guerra, a poter salvare il mondo, mentre una cicogna può essere la dimostrazione che, a volte, il fatto di poter volare può non essere necessariamente sintomo di libertà, e che oltrefrontiera, in Svizzera, potrebbe esserci soltanto una scappatoia, e non una soluzione.

Voto dell’autore:3.9 / 5

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