Il diritto di contare - Recensione

Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 2 voto/i
3.35/5

Il diritto di contare

RANKING
1417° su 2177 in Generale
493° su 624 in Drammatico
20162 h 07 min
Trama

1961: la fisica e matematica afroamericana Katherine Johnson, assieme alle colleghe ed amiche Dorothy Vaughan e Mary Jackson, grazie alle proprie conoscenze viene ingaggiata per collaborare con la NASA nella "corsa allo spazio". Katharine deve occuparsi di calcolare le traiettorie per il Programma Mercury, in modo tale da permettere all'astronauta John Glenn di percorrere l'intera orbita terrestre.

Metadata
Regista Theodore Melfi
Titolo originale Hidden Figures
Data di uscita 8 marzo 2017
Nazione Stati Uniti
Durata 2 h 07 min
Attori
Cast: Taraji P. Henson, Octavia Spencer, Janelle Monae, Kevin Costner, Kirsten Dunst, Jim Parsons, Mahershala Ali, Aldis Hodge, Glen Powell, Kimberly Quinn, Olek Krupa, Kurt Krause, Donna Biscoe, Ariana Neal, Corey Mendell Parker, Karan Kendrick, Jaiden Kaine, Gregory Alan Williams, Maria Howell, Dane Davenport, Travis Smith, Scott Michael Morgan, Robert McKay, Gary Weeks, Ken Strunk, Lidya Jewett, Saniyya Sidney, Zani Jones Mbayise, Tre Stokes, Selah Kimbro Jones, Ashton Tyler, Alkoya Brunson, Arnell Powell, Crystal Lee Brown, Tequilla Whitfield, Evan Holtzman, Joe Hardy Jr., Addison Rose Melfi
Trailer

Tratto dal libro “Hidden figures – The story of the African-American women who helped win the space race”, scritto da Margot Lee Shetterly, “Il diritto di contare” (“Hidden figures” in originale) è il terzo film del regista e sceneggiatore Theodore Melfi, due anni dopo aver diretto la commedia “St. Vincent”, e racconta la storia vera della scienziata afroamericana Katherine Johnson (Taraji P. Henson), matematica della NASA che calcolò le traiettorie per le missioni Mercury e dell’Apollo 11. Candidato a tre premi Oscar nelle categorie per miglior film, miglior attrice non protagonista (Octavia Spencer) e miglior sceneggiatura non originale, “Il diritto di contare” segue il sentiero di un canonico dramedy biografico, poggiandosi su una sceneggiatura che si limita, con certa prevedibilità, a seguire stilemi drammaturgici ben definiti. Se la messa in scena d’epoca conta sul discreto mestiere del comparto tecnico, a livello narrativo l’obiettivo di Melfi sembra essere quello di partire dalla storia vera di Katherine Johnson per guardare in modo più ambizioso agli ideali propri di un cinema nobile, facendo riferimento alla questione razziale nell’America degli anni ’60.

“Il diritto di contare”, infatti, si propone come l’ennesimo (e a tratti scontato) dramma su razzismo e disuguaglianza sociale, per il quale il modello più vicino pare essere quello di “The help”: il contesto storico è dipinto forse in maniera un po’ troppo patinata e non esiste un vero discorso ideologico, oltre ai pleonasmi e le ovvietà sulle vicende messe in scena. L’obiettivo sacrosanto è quello proprio di un cinema sui diritti civili, che si configura come un inno all’uguaglianza; ma magari, nel panorama contemporaneo, andrebbero riviste le modalità con cui veicolare tale messaggio. Anche la pellicola di Melfi, infatti, si rivela un’opera debole e fiacca per diversi aspetti, in cui la scrittura si dimostra didascalica e la storia procede con il pilota automatico sul piano dei personaggi e delle situazioni. In pratica “Il diritto di contare” si lancia in un racconto di coraggio, consapevolezza e forza d’animo, in cui lo spunto più incisivo consiste nella necessità di credere in se stessi nonostante le storture della società e della storia; ma il formato quasi da film televisivo e una generale freddezza non aiutano un’opera senza particolari difetti, ma dal sapore preconfezionato.

Voto dell’autore:3.0 / 5

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