Il diritto di uccidere - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 1 voto/i
3.70/5

Il diritto di uccidere

RANKING
1001° su 2562 in Generale
398° su 732 in Drammatico
20151 h 42 min
Trama

Nairobi: una squadra dell’intelligente americana sta conducendo un’operazione militare per rintracciare una cellula terroristica. Per mezzo di un sofisticato drone-cimice, la squadra si infiltra all’interno di un’abitazione dove un pericoloso ricercato sta preparando un attacco suicida. L’unica soluzione possibile per evitare una strage sembra essere l’eliminazione dell’obiettivo tramite un drone armato, ma un “piccolo” problema manda all’aria i piani americani: una bambina di nove anni è sistemata con la sua bancarella a vendere il pane proprio davanti all’abitazione e pare destinata ad essere una “vittima collaterale” dell’attacco americano.

Metadata
Regista Gavin Hood
Titolo originale Eye in the Sky
Data di uscita 25 Agosto 2016
Nazione Gran Bretagna
Durata 1 h 42 min
Attori
Cast: Helen Mirren, Aaron Paul, Alan Rickman, Iain Glen, Barkhad Abdi, Phoebe Fox, Kim Engelbrecht, Jeremy Northam, Meganne Young, Carl Beukes, Monica Dolan, James Alexander, Armand Aucamp, Babou Ceesay, Francis Chouler, Kenneth Fok, Daniel Fox, Olga Gainullina, John Heffernan, Graham Hopkins, Jessica Jones, Tyrone Keogh, Lex King, Kate Liquorish, Richard McCabe, Zak Rowlands, Julian Stone, Luke Tyler, Aisha Takow, Ebby Weyime, Mondé Sibisi, Gavin Hood, Michael O'Keefe
Trailer

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Il diritto di uccidere

Soggetto più attuale e scottante non ci poteva essere per l’esperto Gavin Hood: il regista sudafricano si era già confrontato con tematiche legate all’attualità con i precedenti “Il suo nome è Tsootsi” (2005, premio Oscar per il miglior film straniero) e “Rendition – Detenzione illegale” (2007). È proprio quest’ultimo film a connettersi con un fil rouge all’ultimissimo “Eye in the Sky”, titolo decisamente più interessante della convenzionale rititolazione italiana, “Il diritto di uccidere”. Nel film del 2007 un ingegnere egiziano veniva rapito e accusato di terrorismo, e il suo sacrificio accettato dalle autorità in nome della lotta al terrorismo; ne “Il diritto di uccidere”, una bambina innocente di neppure dieci anni diventa suo malgrado l’unico ostacolo di un’operazione in grado di sventare un attentato. Un calcolo apparentemente semplice – una vita per salvarne potenzialmente altre decine – ma non così scontato quando si tratta di esseri umani. E nel film di Hood, la contrapposizione tra l’elemento umano e quello tecnologico risulta centrale, con una serie di dicotomie fortemente ancorate all’oggi.

Da un lato l’infiltrato dei servizi segreti sotto copertura che lavora nella terra e nel fango, rischiando ogni momento di essere scoperto e arrestato; dall’altro la squadra di “manovratori” in grado di uccidere premendo un tasto, comodamente seduti davanti a una console. Un mondo in cui una cimice-drone da film di James Bond spia i “cattivi” della situazione, mentre una bambina di nove anni lavora per ore sotto il sole cocente per vendere poche, misere pagnotte. Gavin Hood infonde a un film dai connotati fortemente etici la tensione in crescendo delle più tese puntate di “Homeland”, impreziosendo uno spettacolo convenzionale ma efficace attraverso una riflessione che va inevitabilmente a toccare il cinema stesso, sull’atto del guardare ed essere guardati. In tutto questo spiare, infatti, gli agenti “deus ex machina”, che agiscono al contempo come spettatori e manovratori, sono essi stessi manovrati da chi dovrà giudicarli: l’opinione pubblica, il leak, lo scandalo che li condannerebbe più di qualsiasi bomba lasciata esplodere. Personaggio, questo, ben interpretato da noi spettatori. Una volta ne uccideva più la penna, ora ne uccide più lo sguardo. Tagliate con l’accetta ma ottime le interpretazioni, Helen Mirren su tutti, per un film che avrebbe meritato più attenzione.

Voto dell’autore:3.7 / 5

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