Il giustiziere della notte - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 1 voto/i
3.50/5

Il giustiziere della notte

RANKING
1351° su 2514 in Generale
24° su 98 in Azione
19741 h 33 min
Trama

Quando tre aggressori violentano e traumatizzano la figlia Carol ed uccidono la moglie Joanna a New York, l'architetto Paul Kersey realizza quanto poco riesca a fare la polizia contro la delinquenza e che sono pressoché nulle le speranze di cattura dei tre aggressori. La figlia Carol viene rinchiusa in una casa di cura per malattie mentali e Paul è inviato per lavoro a Tucson, Arizona, dove conosce e simpatizza con Ames Jainchill, un cliente della compagnia che gli illustra il modo di agire degli abitanti del luogo, abituati a girare armati e a reagire prontamente in caso di aggressione...

Metadata
Regista Michael Winner
Titolo originale Death Wish
Data di uscita 19 settembre 2018
Nazione Stati Uniti
Durata 1 h 33 min
Trailer

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Il giustiziere della notte

Uscito nel 1974, negli anni in cui la violenza dilagava nelle strade periferiche delle grandi metropoli americane, “Il giustiziere della notte” di Michael Winner, tratto dal romanzo “Death wish” di Brian Garfield, uscito due anni prima, sollevò un vespaio di polemiche, accompagnato però anche da un successo commerciale con pochi precedenti (costò tre milioni di dollari e ne incassò oltre 20 milioni). Un film frutto delle tensioni e del desiderio di giustizia e di vendetta di una società stremata dalla violenza dilagante, che oggi non ha perso la sua problematicità / contraddittorietà sul piano etico, morale e sociale, ma che cinematograficamente non presenta particolari pregi.

Difatti, al di là della buona regia di Micheal Winner, abile nel tratteggiare le cupe e minacciose atmosfere delle notti di New York (ben diversa da quella romantica tratteggiata qualche anno più tardi da Woody Allen) e nel conferire tensione ad un narrato senza particolari cedimenti, il film risulta piuttosto scarno e spigoloso, spesso monolitico nel portare avanti la vicenda. E qui si arriva al messaggio che passa fra le righe, onestamente piuttosto discutibile e che ha fatto la gioia dei produttori di armi; Winner non a caso spesso ricorda il mito del West e dei pioneri, della giustizia fai da te che per una larga percentuale degli americani rimane tuttora un caposaldo nel loro modo di pensare. Attraverso la rappresentazione asciutta delle uccisioni del giustiziere si tenta di arrivare a giustificare facilmente le azioni di Paul Kersey, per uno spettacolo che parla più alla pancia che non alla testa dello spettatore.

In tal senso, dopo la visione di questo film, alla domanda “Vi sentireste più sicuri in un mondo in cui ognuno ha una pistola?”, si sarebbe quasi tentati di rispondere affermativamente, ma basterebbe guardarsi un film come “Bowling a Columbine” per ricredersi presto. Insomma, Winner affronta la violenza in maniera fin troppo sommaria e spettacolarizzata (un trend che avrebbe caratterizzato buona parte del cinema d’azione a seguire ma in fondo figlio diretto di certo western), altra cosa rispetto allo Stanley Kubrick di “Arancia meccanica”, che anziché fornirci delle risposte ci offriva invece molte difficili domande.

Voto dell’autore:3.5 / 5

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Chi sono? Bella domanda sicuramente meglio della risposta che vi riporto di seguito. Sono un ragazzo di 32 anni di professione Ingegnere, appassionato soprattutto di cinema e che ha trovato nel collezionare i Dvd il più naturale sfogo alla sua passione. Nel tempo libero non c'è attività che superi il guardarmi un bel film sopra una comoda poltrona (forse solo una partita di calcetto).

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