Il grande caldo - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 3 voto/i
4.47/5

Il grande caldo

RANKING
35° su 2562 in Generale
1° su 23 in Noir
19531 h 29 min
Trama

Dopo il suicidio di un capo della polizia, Tom Duncan, il sergente Dave Bannion scopre una spessa coltre di corruzione che insudicia non solo il buon nome della polizia, ma dell’intera città. Una bomba destinata a lui uccide accidentalmente sua moglie Katie. Bannion viene poi sospeso dal servizio e prosegue le indagini per conto suo, con l’aiuto di Debby Marsh, sfigurata in volto dal suo uomo, Vince Stone, lo scagnozzo del potentissimo boss Mike Lagana.

Metadata
Regista Fritz Lang
Titolo originale The Big Heat
Data di uscita 9 Dicembre 2019
Nazione U.S.A.
Durata 1 h 29 min
Attori
Cast: Glenn Ford, Gloria Grahame, Jocelyn Brando, Alexander Scourby, Lee Marvin, Jeanette Nolan, Peter Whitney, Willis Bouchey, Robert Burton, Adam Williams, Carolyn Jones
Trailer

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Il grande caldo

La prolifica attività di regista dell’austriaco Fritz Lang si può dividere in un primo periodo tedesco (1921-1933) e in un secondo periodo statunitense (1934-1960), dopo la fuga del regista dalla Germania nazista. “Il grande caldo” è forse il miglior film del Lang americano: noir di una crudezza che impressiona persino ai giorni nostri, il film ripercorre tutti i temi fondamentali della cinematografia del regista di “Metropolis” e “M – Il mostro di Düsseldorf”. Fin dalla prima, magistrale scena, quella del suicidio, il film mantiene una rigida struttura scevra da compromessi; Lang sceglie sempre le vie meno comode per penetrare nell’animo umano e nella sporcizia urbana.

La violenza non è mai gratuita; anzi, alcune scene di morte vengono volontariamente occultate (il suicidio iniziale, l’esplosione in cui rimane uccisa la moglie di Bannion e anche la stessa famosissima scena del caffè bollente). Ma quando Lang vuole colpire duro, e dimostrare che in fin dei conti dietro ognuno si cela un potenziale assassino (tema fondamentale di tutto il cinema langhiano), non va tanto per il sottile. Bannion, interpretato da Glenn Ford, incarna la figura del giustiziere solitario – come lo Spencer Tracy di “Furia” – e rispecchia tutte quelle caratteristiche del particolarissimo super-uomo langhiano, uno che nel bene e nel male (vedi il dottor Mabuse) si fa carica del proprio lato oscuro e delle contraddizioni della psiche umana. L’eroe de “Il grande caldo”, un poliziotto che più retto e onesto non si può, non disdegna la vendetta e alla fine trova il giusto equilibrio tra giustizia privata e ufficiale (la cui opposizione è un altro tema dell’intera produzione del regista).

Gloria Grahame interpreta Debby Marsh. Il suo volto, mezzo “pulito” e mezzo sfigurato dalle ustioni, è un’immagine che rende perfettamente l’ambivalenza del personaggio, infantile e demoniaco al contempo, docile fidanzata di un uomo violento e spietata assassina; un’ambivalenza che Lang ha sempre cercato di portare alla luce, mostrando così la doppiezza dell’essere umano. Terribile traduzione letterale del titolo originale “The big heat”, che nel gergo sta a indicare un fermento di attività della polizia nella lotta alla criminalità.

Voto dell’autore:4.5 / 5

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