Il grande match - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da evitare
sulla base di 2 voto/i
2.40/5

Il Grande Match

RANKING
2432° su 2562 in Generale
418° su 453 in Commedia
20131 h 53 min
Trama

Billy McDonnen e Henry Sharp sono due pugili rivali ormai in pensione, ma che non hanno smesso di odiarsi. Il manager di Henry, in occasione dell’uscita di un videogioco, gli organizza un incontro simulato per registrare i movimenti del suo personaggio; ma anche Billy si trova lì per lo stesso motivo e i due si azzuffano. Un video della rissa circola in rete e la gente torna ad interessarsi alla loro faida.

Metadata
Regista Peter Segal
Titolo originale Grudge Match
Data di uscita 9 Gennaio 2014
Nazione Stati Uniti
Durata 1 h 53 min
Attori
Cast: Robert De Niro, Sylvester Stallone, Alan Arkin, Jon Bernthal, Kevin Hart, Kim Basinger, LL Cool J, Judd Lormand, Nicole Andrews, Han Soto, Griff Furst, Don Lake, Camden Gray, Carrie Lazar, John L. Armijo, Todd Truley
Trailer
Il grande match

Quando si pensa ai film sulla nobile arte del pugilato la nostra mente torna immediatamente a sognare figure romantiche, personaggi ai margini della società: reietti a cui la vita ha riservato ben poche gioie, e che cercano riscatto su un quadrato a tu per tu con il proprio avversario, fronteggiando in ogni round anche la loro stessa esistenza. Chi meglio di Jake LaMotta e Rocky Balboa incarnano questa descrizione? Due simboli, uno reale e l’altro di fantasia, entrati nell’immaginario collettivo, chi per un verso, chi per un altro. Le loro celebri imprese sono state osannate, i loro nomi scolpiti su una cintura, ma le loro esistenze non si sono mai “normalizzate”: entrambi si sentono a casa solo ed esclusivamente su quel ring che gli permette di aggredire la vita, di completarsi come individui e affrontare se stessi, perché la boxe prima di tutto è uno sport che sfida noi stessi. Si può uscirne vincitori, ma si può uscirne anche sconfitti… e cosa accade se si esce sconfitti?

Con “Il grande match”, diretto da Peter Segal (“L’altra sporca ultima meta”, “Agente Smart – Casino totale”, “50 volte il primo bacio”), Sylvester Stallone e Robert De Niro tornano dunque a collaborare sul grande schermo dopo il mediocre “Cop land” del 1997. Sono passati ormai molti anni dalla prima volta in cui i due hanno indossato i guantoni: Stallone nel 1976 ha scritto e interpretato “Rocky”, mentre De Niro nel 1980 ha interpretato Jake LaMotta in “Toro scatenato” di Martin Scorsese, vincendo il suo secondo Oscar. Da questa prospettiva “Il grande match” rappresenta più di una semplice commedia: è un sogno che, per gli amanti del cinema sportivo, diventa realtà. Chi non ha mai immaginato di veder lottare l’uno di fronte all’altro LaMotta e Balboa? Tuttavia gli anni passano per tutti, e i ricordi di quei due campioni non possono che pesare come macigni sul pubblico e sugli attori stessi. Tra allenamenti al limite dell’estremo da parte di Stallone, in stile Rocky Balboa, ed escandescenze sui generis di De Niro “LaMotta”, il film procede con una certa piattezza per tutta la sua durata.

Il regista Peter Segal caparbiamente fa il suo sporco lavoro, e cercando a sprazzi di fondere insieme le mitologie dei due boxeur crea un mix di sequenze, a volte a dir poco surreali e ai limiti del grottesco. La sceneggiatura, di ben poca consistenza, contribuisce alla mediocrità del film e fatica a suscitare l’interesse del pubblico nei confronti delle vicende che precedono l’avvicinarsi dell’epico scontro. Il duo dei protagonisti è contornato da un cast di attori comprimari di tutto rispetto: dal mitico Alan Arkin all’ancora bellissima Kim Basinger, passando per un sempre più bravo Jon Bernthal (“The walking dead”). Ma purtroppo “Il grande match” si limita a suscitare qualche risata, ma lancia poco o niente nell’immaginario degli spettatori, mentre i due mostri sacri del cinema hollywoodiano cominciano a sentire sulle loro spalle il peso degli anni che passano e si limitano a fare autoironia. “Il grande match” risulta dunque il prodotto di un cinema in crisi di idee, in cui la voglia di stupire, inventare ed evolversi è solo un lontano miraggio…

Voto dell’autore:2.5 / 5

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