Il mio angolo di paradiso - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da evitare
sulla base di 1 voto/i
2.30/5

Il mio angolo di Paradiso

RANKING
2472° su 2562 in Generale
237° su 241 in Sentimentale
20111 h 46 min
Trama

Marley Corbett è una giovane donna in carriera che è appena stata nominata vice-presidente dell’agenzia pubblicitaria per cui lavora. Brillante e spigliata, Marley vive diverse avventure ma non ha alcuna intenzione di impegnarsi in una storia seria. La sua esistenza, tuttavia, cambia improvvisamente nel momento in cui scopre di avere un tumore al colon, con poche speranze di guarigione.

Metadata
Regista Nicole Kassell
Titolo originale A Little Bit of Heaven
Data di uscita 18 Novembre 2011
Nazione U.S.A.
Durata 1 h 46 min
Trailer
Il mio angolo di paradiso

È possibile realizzare un “cancer-movie”, filone ad altissimo rischio di patetismo, ottenendo risultati degni da un punto di vista artistico e cinematografico? Evidentemente sì, se si pensa a un film pluripremiato come “Voglia di tenerezza” di James L. Brooks, ma certo non è un’impresa facile. Di sicuro non è il caso del secondo lungometraggio della regista Nicole Kassell, “Il mio angolo di paradiso”: una pellicola che, dopo un avvio da commedia brillante, sprofonda inesorabilmente in un oceano di melassa, nel tentativo di raccontare il dramma di una giovane donna, Marley Corbett (Kate Hudson), che scopre di avere un cancro al colon allo stadio avanzato e, affrontando la sua malattia, inizia a rivalutare il valore dell’amicizia e della famiglia e soprattutto acquista fiducia nell’amore, sentimento che fino ad allora aveva sempre tenuto a distanza.

Insomma, il film vorrebbe trattare tematiche decisamente impegnative (il senso dell’esistenza, la ricerca della felicità, il confronto con la prospettiva della morte), ma la sceneggiatura di Gren Wells si mantiene su un livello di disarmante superficialità, costruendo una pellicola che sovrabbonda di banalità impressionanti e di sentimentalismo a buon mercato. Per ovvie esigenze di cassetta, il resoconto della malattia della protagonista viene amalgamato ad una scontatissima storia d’amore (neanche fosse “Love story”) fra Marley e il suo medico, Julian Goldstein (Gael García Bernal). Una storia d’amore dallo sviluppo quanto mai prevedibile, troppo forzata per coinvolgere lo spettatore e che si trascina stancamente fino al lacrimoso epilogo: in pratica, un’interminabile serie di commiati fra Marley e tutte le persone a lei care (amici, genitori, fidanzato), prima della chiusura su una consolatoria sequenza finale per la quale l’aggettivo “pacchiana” non rende neanche lontanamente l’idea.

Al di là delle eventuali buone intenzioni degli autori, “Il mio angolo di paradiso” risulta un prodotto falso e ricattatorio, a tratti perfino irritante nella sua esasperata ruffianeria. La volenterosa Kate Hudson si ricicla per l’ennesima volta nello stesso tipo di ruolo che puntualmente le viene cucito addosso (indizio di una scarsa versatilità?), mentre Gael García Bernal, visibilmente spaesato, costituisce un clamoroso esempio di miscasting. E se il cast di contorno risolleva in minima parte le sorti del film, è assai triste constatare come Whoopi Goldberg, che fino a vent’anni fa vantava un’onorevole carriera d’attrice, debba ormai accontentarsi di un bislacco cameo nei panni di se stessa in versione “divina”.

Voto dell’autore:2.3 / 5

The following two tabs change content below.
Loading...