Il navigatore - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
4.45/5

Il navigatore

RANKING
38° su 2562 in Generale
1° su 36 in Demenziale
19240 h 59 min
Trama

A causa di un complotto di spionaggio due individui, Rollo Treadway e Betsy O’Brien, sono costretti a rifugiarsi all’interno di un transatlantico, di cui scoprono presto essere gli unici passeggeri. Soffriranno fame, stenti, le intemperie della natura e persino l’attacco di un manipolo di cannibali, provenienti dall’isola più vicina.

Metadata
Titolo originale The Navigator
Data di uscita 14 Dicembre 2019
Nazione Stati Uniti
Durata 0 h 59 min
Trailer

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Il navigatore

“Il navigatore” è il quarto lungometraggio diretto da Buster Keaton (in collaborazione con Donald Crisp), dopo una lunga serie di cortometraggi e mediometraggi comici che esibivano già l’assoluta padronanza tecnica del mezzo da parte del regista / attore / ideatore americano. Rollo Treadway e Betsy O’Brien, in fuga da alcuni malviventi, si ritrovano costretti al largo, contro le intemperie della natura, e nel chiuso della nave passeggeri – una S.S. Buford destinata alla demolizione e comperata per 25.000 dollari – cercano in tutte le maniere di sopravvivere. Si aggiungerà al pericolo la vera e propria minaccia rappresentata da un’intera isola di cannibali famelici che assaliranno la coppia, senza dar loro tregua.

In questo geniale film, girato sul lago Tahoe in California, emerge la perpetua lotta dell’uomo-Keaton contro gli oggetti: la sua fisicità sbatte contro il chiuso di una nave al largo, nel bel mezzo di disastri di diversa portata. Indimenticabili alcune scene, come quella della lotta per aprire una scatola di cibo conservato, la disastrosa prova di cucina (che Charlie Chaplin riprenderà astutamente ne “La febbre dell’oro”), la nave allo sbando con tutte le porte che si aprono e si chiudono allo stesso tempo, lo scontro subacqueo con pescecani e polipi voraci, l’attacco inatteso dei cannibali e Keaton che li terrorizza emergendo dalle acque con indosso lo scafandro da sommozzatore, dando loro l’idea di essere un alieno, fino all’autentico combattimento con l’ausilio di armi e fuochi d’artificio. Al pari di “Sherlock Jr.” e “The General”, ossia “La palla n. 13” e “Come vinsi la guerra”, Keaton mette a fuoco quelli che sono i temi principali del suo cinema: l’impossibilità dell’uomo di mettersi al pari della natura e dei suoi elementi, l’assurdità casuale del mondo e la lotta terrena come viatico per il concepimento dell’amore.

Ma “Il navigatore” ha anche qualcosa in più, e attiene all’armoniosa unione degli elementi del cinema di Buster Keaton: un cinema di altissimi livelli comico-spettacolari (che solo Harry Langdon con il suo “Preferisco l’ascensore”, del 1923, ha tentato discretamente di eguagliare), in grado di andare oltre la caratteristica slapstick-comedy, per un linguaggio mimico-creativo che fa impressione ancora oggi, nell’epoca del tripudio di effetti speciali ed abuso di CGI. Keaton non aveva di questi mezzi: lui era l’uomo, l’attrezzo, il congegno.

Voto dell’autore:4.9 / 5

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