Il quinto potere - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 1 voto/i
3.50/5

Il quinto potere

RANKING
1376° su 2562 in Generale
505° su 732 in Drammatico
20132 h 08 min
Trama

Berlino, 2007. In occasione di un’importante conferenza sulle nuove tecnologie, il giovane attivista tedesco Daniel Domscheit-Berg conosce di persona il giornalista australiano Julian Assange, editore capo del sito WikiLeaks, che contribuisce a diffondere informazioni riservate garantendo il completo anonimato delle proprie fonti. Daniel decide di unire le forze con Assange e di aiutarlo nella sua missione.

Metadata
Regista Bill Condon
Titolo originale The Fifth Estate
Data di uscita 24 Ottobre 2013
Nazione U.S.A.
Durata 2 h 08 min
Trailer
Il quinto potere

Il concetto dei “poteri” su cui si basano gli equilibri di una società o di uno stato si è evoluto profondamente nel corso delle varie epoche storiche, e durante il ventesimo secolo ha attraversato grandi mutazioni: il Novecento, infatti, ha segnato la piena affermazione del cosiddetto “quarto potere” (un’espressione che non a caso corrisponde all’efficace rititolazione italiana del capolavoro di Orson Welles, “Citizen Kane”), ovvero la stampa, la cui influenza si è contrapposta ai tre poteri tradizionali, vale a dire il clero, la nobiltà e il popolo. Con il sintagma “quinto potere” si definisce invece una “costola” del quarto potere che agisce al di fuori delle regole e dei canoni “ufficiali”: un termine già utilizzato in passato per identificare la crescente importanza della televisione nella società odierna (come mostrato da un altro straordinario capolavoro cinematografico, “Quinto potere” di Sidney Lumet), e trasferito ora su quel fondamentale strumento di veicolazione dell’opinione pubblica costituito da internet.

Emblematico dunque il titolo “Il quinto potere” (a dispetto dell’irritante sovrapposizione con l’identico titolo italiano del cult di Lumet, in originale “Network”) per il film che il regista Bill Condon ha deciso di dedicare, a brevissima distanza dalla vicenda specifica, allo scandalo di WikiLeaks e alla figura del suo fondatore, il giornalista australiano Julian Assange, attualmente rifugiato politico nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra. Sceneggiato da Josh Singer, “Il quinto potere” è basato su due libri incentrati sul caso WikiLeaks, incluso un memoriale scritto dall’ex-portavoce e braccio destro di Assange, Daniel Domscheit-Berg, che nel 2010 ha interrotto la sua collaborazione con il sito web. Ad impersonare sullo schermo i ruoli di Assange e Domscheit-Berg sono rispettivamente l’inglese Benedict Cumberbatch (con relativa tinta bianca) e il tedesco Daniel Brühl, che ne rievocano il sodalizio, le tensioni e la definitiva rottura, mentre il film illustra le fasi principali della clamorosa fuga di notizie che, a partire dal 28 novembre 2010, avrebbe portato alla pubblicazione on-line di oltre 250.000 documenti confidenziali di 274 ambasciate americane.

La pellicola di Bill Condon, dunque, si propone in primo luogo l’obiettivo di affrontare uno dei grandi dilemmi attorno ai quali si è concentrato il dibattito sulla funzione e sul potere dei media: quali sono i limiti del diritto di informazione, e in che modo le nuove possibilità offerte dal web hanno modificato le regole dell’etica giornalistica? Il film stimola in tal senso la curiosità dello spettatore, pur non prendendo una posizione netta sull’argomento, e pone l’accento sulle ossessioni e le idiosincrasie del “personaggio” Assange (mentre il “vero” Assange ha duramente criticato l’intero progetto). E se a livello di docu-fiction l’opera nel complesso funziona e mostra un buon ritmo, dal punto di vista della messa in scena “Il quinto potere” sconta tuttavia alcuni didascalismi inutili (quali la rappresentazione “visiva” di determinati aspetti “astratti” del giornalismo on-line), mentre l’inseguimento dei toni del thriller fa venir meno quel rigore stilistico e quella profondità – anche metaforica – che caratterizzavano invece, per restare sul tema di internet, lo splendido “The social newtork”, in cui David Fincher e Aaron Sorkin analizzavano un altro recentissimo fenomeno rivoluzionario legato al mondo “virtuale”, ovvero il boom di Facebook.

Voto dell’autore:3.5 / 5

The following two tabs change content below.
Loading...