Il sale della terra - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 1 voto/i
4.50/5

Il sale della Terra

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20° su 2562 in Generale
2° su 71 in Documentario
20141 h 50 min
Trama

Da quarant’anni Sebastião Salgado attraversa i continenti sulle tracce di un’umanità in pieno cambiamento. Dopo aver testimoniato alcuni tra i fatti più sconvolgenti della nostra storia contemporanea – conflitti internazionali, carestie, migrazioni di massa – Salgado si lancia adesso alla scoperta di territori inesplorati e grandiosi, per incontrare la fauna e la flora selvagge in un grande progetto fotografico, un omaggio alla bellezza del pianeta che abitiamo. La sua vita e il suo lavoro ci vengono rivelati dallo sguardo del figlio Juliano Ribeiro Salgado, che l’ha accompagnato nei suoi ultimi viaggi, e da quello di Wim Wenders, egli stesso regista e fotografo.

Metadata
Titolo originale The Salt of the Earth
Data di uscita 23 Ottobre 2014
Nazione BrasileFranciaItalia
Durata 1 h 50 min
Trailer
Il sale della terra

“In ogni fotografia di Salgado vediamo sì frammenti di tempo, ma più di ogni altra cosa vediamo verità”: con queste parole il celebre regista tedesco Wim Wenders introduce il suo nuovo documentario, diretto insieme a Juliano Ribeiro Salgado e dedicato al fotografo brasiliano Sebastião Salgado. La pellicola, dal titolo “Il sale della terra”, è stata presentata alla nona edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, dopo aver vinto il Premio della Giuria Ecumenica nella sezione “Un certain regard” al Festival di Cannes 2014. Un film affascinante, il cui polo centrale non è tanto la scoperta del Salgado uomo, quanto invece la scoperta di cosa si cela realmente dietro al suo lavoro. Nelle fotografie di Salgado, infatti, quella sottile linea che intercorre tra realtà e finizione si annulla, in virtù della grandezza delle sue immagini.

Salgado è un artista dello sguardo, un esploratore dell’anima, un Ulisse contemporaneo nato per raccontare attraverso l’immagine l’intera umanità. Egli, a suo dire, non realizza delle foto belle, bensì delle foto giuste, non ricerca la bellezza nelle immagini quanto invece la verità, anche se il più delle volte i suoi detrattori lo accusano di estetizzare troppo la realtà. Sta di fatto che l’intero percorso di vita di Salgado è una costante quanto incessante scoperta e testimonianza della vita sulla Terra, attraverso i suoi reportage in tutte le parti del mondo: dal Rwanda all’Etiopia, passando per l’Angola e il Mozambico, a partire dalle grandi migrazioni umane (“Exodus”), passando poi alla scoperta dell’America Latina inesplorata (“Others Americas”), fino al nascita della vita sulla Terra (“Genesis”). E Wenders, grande regista e amante fin da giovane della pittura e della fotografia, non poteva non rimanerne affascinato.

È nato così il progetto de “Il sale della terra”: un enorme lavoro di ricerca, che è stato girato in due fasi distinte: la prima con due uomini, Salgado e Wenders, seduti ad un tavolo, l’uno di fronte all’altro, che dialogavano mentre tre telecamere li riprendevano; la seconda invece fu aggiunta dopo che Wenders, resosi conto delle forti reazioni di Salgado, decise di dar spazio quasi esclusivamente alla parola e alla fotografia. Venne dunque rigirato il tutto, lasciando spazio solo al volto del suo interlocutore all’interno di una camera oscura (luogo fetale per ogni fotografo), al fine di cogliere le più intime sfumature emotive di Salgado, il quale, posto di fronte ad un gobo elettronico e alle sue stesse fotografie, inizia a raccontarsi con sensibilità  palpitante. “Il sale della terra” è un film universale che ci rimanda al concetto più alto di vita e di libertà, un’opera totale realizzata da due geni dell’immagine.

Voto dell’autore:4.5 / 5

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