Il settimo figlio - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 1 voto/i
3.00/5

Il settimo figlio

RANKING
1965° su 2515 in Generale
15° su 24 in Fantasy
20151 h 42 min
Trama

Lo stregone John Gregory, impegnato a tenere a freno le forze dell’oscurità per proteggere gli esseri umani, scopre con sgomento che Madre Malkin, una delle streghe più potenti e malvage, è riuscita a fuggire dalla prigione in cui Gregory l’aveva rinchiusa. Il mago tenta invano di fermare Madre Malkin, e quando lei uccide il suo apprendista, Bill Bradley, Gregory decide di arruolare un altro “settimo figlio”, il giovane Tom Ward.

Metadata
Regista Sergej Bodrov
Titolo originale Seventh Son
Data di uscita 19 febbraio 2015
Nazione CanadaStati Uniti
Durata 1 h 42 min
Attori
Cast: Jeff Bridges, Julianne Moore, Ben Barnes, Alicia Vikander, Kit Harington, Djimon Hounsou, Olivia Williams, Antje Traue, Jason Scott Lee, David Cubitt, Eric Keenleyside, Thai-Hoa Le, Carmel Amit, Gerard Plunkett, Jim Shield, Timothy Webber, Julian Black Antelope, Luc Roderique, Sean Carey, Fraser Aitcheson, Zahf Paroo, Loyd Catlett, Primo Allon, Lilah Fitzgerald, Faustino Di Bauda, Taya Clyne, Billy Wickman, Brenda McDonald, Duffy, Marcel Bridges, Yaroslav Poverlo, Isabelle Landry, Jason Asuncion, Joanne Bentley, Anthony Welch
Trailer

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Il settimo figlio

È possibile, nel cinema odierno, proseguire lungo la strada del fantasy “classico”, dopo che saghe quali “Harry Potter” e in particolar modo “Il signore degli anelli” hanno stabilito nuovi, ineludibili canoni, nonché modelli di confronto ai quali appare impossibile sottrarsi? La questione è tuttora aperta, e ha provocato difficoltà perfino in chi – come Peter Jackson – quei canoni ha contribuito in prima persona ad imporli, salvo poi doverne tener conto per le produzioni successive (vedasi la trilogia de “Lo Hobbit”, che non ha ripagato appieno le aspettative). In un contesto del genere, e alla luce degli straordinari sviluppi del fantasy negli ultimi 15 anni, risulta ancor più ardua l’impresa del regista russo Sergej Bodrov (“Mongol”), ingaggiato dalla Legendary Pictures per lanciare una nuova epopea cinematografica basata sulla serie letteraria “L’apprendista del mago” di Joseph Delaney, a partire dal primo romanzo del ciclo, “Il settimo figlio”.

Un’impresa miseramente fallita, come lasciavano prevedere già i clamorosi ritardi dell’uscita della pellicola nelle sale (girata nel 2012 e in seguito rimandata di un anno per vari problemi di post-produzione), e segnata da un sonoro tonfo al botteghino americano (un tonfo compensato, almeno in parte, dal mercato internazionale). Anche perché, nell’era post-Tolkien, “Il settimo figlio” si propone come l’equivalente del “grado zero” del fantasy: un prodotto totalmente privo di originalità, che si accontenta di ripercorrere sentieri già ampiamente battuti e di poggiarsi su archetipi – anzi, purtroppo sarebbe più corretto definirli stereotipi – privi del benché minimo sviluppo. Nel corso di un racconto asciugato a 102 minuti e privo di reali sussulti, Bodrov e i suoi sceneggiatori (fra i vari accreditati anche Steven Knight) affastellano avventure ed avvenimenti ma si dimenticano di costruire personaggi profondi o credibili, e non riescono mai a sprigionare alcuna traccia di reale pathos.

All’interno di un’operazione tanto fiacca ed anacronistica, consigliabile solo ed esclusivamente ad un pubblico di pre-adolescenti (forse gli spettatori più piccoli potrebbero apprezzare l’estrema semplicità dell’impianto narrativo), il povero Ben Barnes (in passato il Principe Caspian ne “Le cronache di Narnia”) non ha chance di trovare la definitiva consacrazione divistica di cui è ancora in attesa, mentre la star de “Il trono di spade” Kit Harington viene liquidata dopo una manciata di (inutili) minuti. E se perlomeno Julianne Moore sa dominare la scena grazie alla sua “scenografica” strega Madre Malkin, connotata da accenti vagamente camp, il veterano Jeff Bridges, nei panni dello stregone burbero e semi-alcolizzato John Gregory, ci consegna una delle peggiori performance della sua carriera, inclusa una pronuncia biascicata capace di rendere semi-incomprensibili quasi tutte le sue battute.

Voto dell’autore:3.0 / 5

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