Recensione Il sorpasso - Filmedvd

Il sorpasso - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
4.40/5

Il sorpasso

RANKING
49° su 2502 in Generale
5° su 441 in Commedia
19621 h 48 min
Trama

Bruno Cortona, estroverso e superficiale quarantenne, incontra casualmente, nella Roma spopolata di Ferragosto, il timido studente universitario Roberto Mariani e lo convince ad unirsi a lui per una scorribanda automobilistica. Sono due temperamenti diversissimi, e il giovane prova per il suo occasionale compagno un misto di repulsione e di attrazione.

Metadata
Regista Dino Risi
Titolo originale Il sorpasso
Data di uscita 4 dicembre 1962
Nazione Italia
Durata 1 h 48 min
Attori
Cast: Vittorio Gassman, Catherine Spaak, Jean-Louis Trintignant, Claudio Gora, Luciana Angiolillo, Luigi Zerbinati, Mila Stanic, Linda Sini, Franca Polesello, Bruna Simionato, Lilly Darelli, Nando Angelini, Edda Ferronao, John Francis Lane, Annette Stroyberg, Jacques Stany, Paola Gassman, Aldo Gianni
Trailer

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Il sorpasso

Negli anni ’60 il neorealismo cominciava a lasciare il passo ad opere cinematografiche che seppero abbinare allo sguardo scrupoloso ed attento sulla realtà, bagnato da una malinconia di fondo, quello accattivante e luminoso della risata, tra momenti spassosi e ridicoli, situazioni comiche e brillante satira di costume. Stava nascendo quel filone che prese poi il nome di “commedia all’italiana”, rivisitando uno dei suoi titoli più caratteristici, “Divorzio all’italiana” (1961) di Pietro Germi. Vero emblema di questo genere è stato “Il sorpasso” di Dino Risi: un film che, da solo, potrebbe bastare a raccontarne le caratteristiche, le peculiarità e le rarità. Un modo di fare e concepire il cinema comico che di fatto è rimasto tipicamente italiano, senza riuscire mai ad attecchire completamente in altre cinematografie internazionali, come se fosse qualcosa che solo noi, la nostra italianità, il nostro modo di guardare al mondo, alla vita, alla quotidianità, fossero in grado non solo di realizzare, ma a priori di pensare: vedere una realtà nascosta dietro la satira di costume, intuire fondigli di pesante malinconia ed amarezza dietro una grassa risata o una battuta, compiere quindi salti tripli tra gioia e dolore, tra battute pesanti e leggere.

Il film di Risi in realtà si costruisce sulle fondamenta di un genere, l’on-the-road, che segnerà poi visibilmente il modo di concepire l’opera cinematografica in America, ponendo le basi per la nascita della New Hollywood. Servendosi dunque soprattutto di camera-car e di carrelli laterali, il regista segue il protagonista Bruno Cortona (Vittorio Gassman) alla guida della sua Lancia Aurelia B24 mentre attraversa una Roma deserta in un giorno di Ferragosto dei primi anni ’60: scorci, strade, orizzonti che il film impone come confini dai quali intende farci evadere. È lo stesso perimetro fisico dell’appartamento, ma anche esistenziale dello studio, della timidezza, del futuro già scritto in cui vive Roberto Mariani (Jean-Louis Trintignant), che Bruno incontra per caso nel suo vagare senza una vera meta, in cerca di acqua e di un telefono: trova ciò che cerca a casa di questo ragazzo, che poi invita per gioco (ma anche per sopperire ad un senso di solitudine in quel giorno di festa) a seguirlo, a farsi un giro di “poche ore”, che invece si protrarrà fino al giorno dopo. Ecco la fuga, l’evasione che coinvolgono anche noi, inermi passeggeri trasportati dentro a situazioni paradossali ed equivoche, all’insegna dell’imprevisto e dell’improvvisato; liberi e spensierati, ma mai in grado di scrostarci totalmente di dosso quel sapore amaro, talvolta salato, di problemi reali e di ferite lontane, che emergono con spietatezza e tragicità.

Una tragedia mascherata da commedia, o forse una commedia mascherata da tragedia. Sicuramente un modo tutto nuovo di scrivere e di approcciarsi alla realizzazione di un film, capace, come appunto fa “Il sorpasso”, di stare nel reale e descrivere allo stesso tempo un’Italia che si sta trasformando, tra il boom economico e le conquiste sociali, da “agricola” a “industriale”, un paese in preda a furiosi cambiamenti che lasceranno impronte profonde nel futuro, e di farlo talvolta meglio di un film impegnato. “Il sorpasso” rimane, a distanza di tanti anni, un film moderno, simbolo di una commedia unica che incarnava una comicità irrisolta. Basterebbe prendere in considerazione i dialoghi, sospesi tra la battuta funesta e quella ironica, delimitati da un’inquietudine che scava e che esplode per poi distendersi nella risata: la constatazione nostalgica dei fatti si salda indissolubilmente ad un istante di umorismo ed ilarità disincarnato, creando così un film-mostro (non a caso “I mostri” sarà l’opera successiva di Risi) ma reale, tangibile ed attuale. Tutto questo trova il suo compimento in Gassman, si risolve e si realizza nel suo personaggio, dall’estrema espressività e potente naturalezza: la sua esuberanza e voglia di vivere e divertirsi fanno da contrasto alla discrezione, l’impaccio, la calma di Roberto, ragazzo introspettivo, studioso e forse problematico. Istinto e razionalità. Sfacciataggine e malinconia.

Roberto è probabilmente la stessa proiezione di Bruno, di ciò che vorrebbe essere: vivere e vedersi vivere. È in queste situazioni ambigue, improvvisate e senza freni, gestite con intelligenza da Risi, che si avverte quell’intima esperienza di contatti sottili su cui la commedia all’italiana ha costruito la sua forza e il suo successo: frammenti di vita vengono toccati da frammenti di morte, imponendo uno sguardo nuovo, che va al di là dei limiti esistenziali solo apparentemente descritti. E la scena finale, inconcepibile in ogni altro tipo di commedia, testimonia in modo implacabile l’urgenza e la grandezza di questo genere unico. “Il sorpasso” è disponibile in Blu-Ray distribuito da CG Entertainment ed è figlio di un prezioso ed accurato restauro, gestito dalla Cineteca di Bologna e dall’Istituto Luce, che riconsegna un quadro pulito e solido, sia nell’immagine e nella resa del bianco nero, sia nell’uscita audio e di ambiente. Corposo il reparto dei contenuti extra, con il documentario di Lucia Pavan che raccoglie le voci di attori ed autori come Ricky Tognazzi, Nicola Guaglianone e Gabriele Mainetti e di critici quali Aldo Grasso ed Emanuele Sacchi, i quali tentano a distanza di anni di comprendere il film di Risi alla luce della sua capacità di non invecchiare, restando un’opera potente ed attuale. Fra gli extra è presente anche il documentario di Marco Risi “Parlando con Vittorio”, con curiosità sulla carriera di Gassman e di Risi e sul loro rapporto, tanto professionale quanto, soprattutto, umano.

Voto dell’autore:4.8 / 5

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