Il traditore - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
3.75/5

Il traditore

RANKING
917° su 2562 in Generale
368° su 732 in Drammatico
19351 h 31 min
Trama

Dublino, 1922. Gylo Nolan, un militante del Sinn Féin, sogna di abbandonare l’Irlanda e di salpare per l’America insieme alla donna che ama, Katie Madden. Per riuscirci, Gylo decide di denunciare alle autorità britanniche il suo amico Frankie McPhillip, leader del movimento indipendentista irlandese, intascando così la taglia di venti sterline. Subito dopo, tuttavia, l’uomo è colto da atroci rimorsi…

Metadata
Regista John Ford
Titolo originale The Informer
Data di uscita 26 Giugno 2019
Nazione U.S.A.
Durata 1 h 31 min
Trailer

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Il traditore

Tratto dal romanzo “The informer” di Liam O’Flaherty, “Il traditore” è il film che ha sancito la definitiva consacrazione di John Ford, nome d’arte di John Martin Feeney, nel novero dei grandi registi della Hollywood del cinema classico. Accolta dalle lodi della critica al Festival di Venezia del 1935, la pellicola è stata ricompensata con quattro premi Oscar: miglior regia (John Ford), miglior attore (Victor McLaglen), miglior sceneggiatura (Dudley Nichols) e miglior colonna sonora (Max Steiner). Si tratta del primo film di John Ford ambientato in Irlanda, terra amatissima dal regista e qui descritta nel pieno del conflitto fra il Governo britannico e il Sinn Féin, il movimento indipendentista irlandese.

Protagonista assoluto del film è l’attore inglese Victor McLaglen nel memorabile ruolo di Gypo Nolan: un personaggio meschino ed egoista, afflitto dalle condizioni di miseria del proprio paese, che decide di tradire il suo migliore amico, Frankie McPhillip (Wallace Ford), consegnandolo all’esercito per intascare la taglia di venti sterline. La parabola di Nolan è palesemente accostata alla figura evangelica di Giuda, così come il suo percorso di tradimento, redenzione ed espiazione riflette in maniera evidente l’itinerario cristiano della colpa e di un doloroso ma necessario pentimento; la storia del film è dunque filtrata attraverso la prospettiva cattolica di John Ford, che pone l’accento sul profondo tormento interiore del personaggio principale.

Girato con un budget modesto, in una Dublino ricostruita interamente in studio, “Il traditore” rappresenta un ideale punto d’incontro fra il cinema americano ed europeo: Ford, ammiratore di registi quali Fritz Lang e Friedrich Wilhelm Murnau, scelse di conferire al film un forte taglio espressionista, anche grazie alla fotografia in bianco e nero di Joseph H. August, che genera un’atmosfera notturna e nebbiosa. Magistrale l’interpretazione di Victor McLaglen, che si immedesima con intensità e pathos nel ruolo del traditore alcolizzato in preda ai rimorsi. Dallo stesso romanzo era già stato tratto un film omonimo nel 1929, per la regia di Arthur Robinson, mentre nel 1968 ne fu realizzata un’ulteriore trasposizione, “Tradimento”, diretto da Jules Dassin.

Voto dell’autore:4.0 / 5

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