In solitario - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 1 voto/i
3.50/5

In solitario

RANKING
1376° su 2562 in Generale
505° su 732 in Drammatico
20131 h 37 min
Trama

Yann Kermadec vede realizzarsi il suo sogno quando viene chiamato a sostituire l’amico Franck Drevil alla partenza della Vendeè Globe, il giro del mondo in barca a vela in solitario. Animato da un furioso desiderio di vincere, in piena gara Yann scopre a bordo un passeggero inaspettato che rimetterà tutto in discussione.

Metadata
Titolo originale En solitaire
Data di uscita 21 Novembre 2013
Nazione Francia
Durata 1 h 37 min
Trailer
In solitario

“In solitario”, diretto da Christophe Offenstein, racconta la traversata in solitario, da parte dello skipper Yann Kermadec, della Vendeè Globe, uno dei più importanti giri del mondo in barca a vela. Un film fortemente descrittivo, che a tratti rasenta quasi il documentario, ed una storia che trova la propria incarnazione simbolica nello spirito del suo protagonista, François Cluzet, il quale offre una prova di oggettiva professionalità e di intensa immedesimazione, reggendo l’architettura filmica con efficacia e grande solidità emotiva. A questo va aggiunta l’apprezzabile sensibilità tecnica del regista e, specialmente per gli appassionati di vela, una veridicità ed autenticità che catturano e aiutano ad assorbire il pathos della traversata.

Nella scelta delle riprese e del taglio delle inquadrature, trapela infatti l’esperienza da capo-operatore del regista Offenstein. Il tocco è quello di chi è abituato a lavorare molto a contatto con l’immagine: la scelta del montaggio predilige sequenze brevi e dettagliate; scorci della barca e uno stile che mette in rilievo il valore interpretativo del protagonista Cluzet, il quale viene incorniciato sempre nello spazio limitato dell’imbarcazione ed è costretto a muoversi su brevi direttrici, che definiscono l’ambiente principale. L’intimità dell’avventura di Yann Kermadec, con i rischi e le fatiche annesse, non avrebbero potuto infatti essere resi adeguatamente da campi lunghi o da movimenti di macchina esageratamente ampi.

Il riscontro verso il film, positivo per quanto riguarda l’aspetto tecnico, lo è altrettanto nell’impianto narrativo e descrittivo. “In solitario” pone in stretta relazione il protagonista con chi lo sta osservando, e cerca di far capire cosa significhi traversare in mare aperto per mesi in quelle particolari condizioni: skype, attrezzatura tecnica, computer, satellite sono le uniche risorse a disposizione dello skipper. La regata diventa però un pretesto narrativo: il fulcro centrale è e resta la profonda esperienza a contatto con se stessi e con il proprio modo di essere. Anche l’inatteso, come può essere un clandestino a bordo, non distoglie da tali binari. Un buon risultato ed una proiezione godibile, che non avverte il bisogno di strafare e di disfare.

Voto dell’autore:3.5 / 5

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