Teneramente folle - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 1 voto/i
2.50/5

Infinitely Polar Bear

RANKING
2361° su 2562 in Generale
401° su 453 in Commedia
20141 h 30 min
Trama

Boston, anni '70. Cam Stuart soffre di disturbi maniaco depressivi e ha appena avuto una crisi nervosa sul lavoro. Le difficoltà economiche in famiglia sono troppe e la moglie Maggie decide di accettare una borsa di studio a New York e lasciare che Cam si prenda cura delle due figlie, Amelia e Faith.

Metadata
Regista Maya Forbes
Titolo originale Infinitely Polar Bear
Data di uscita 18 Giugno 2015
Durata 1 h 30 min
Trailer

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Teneramente folle

“Teneramente folle” è l’opera d’esordio della regista Maya Forbes, presentata in anteprima al Sundance Festival per poi approdare al 32° Torino Film Festival nella sezione “Festa Mobile”. Già dai primi minuti lo stile e il modo di raccontare di “Teneramente folle” appaiono evidenti: la Forbes aderisce perfettamente a tutti gli stilemi più classici e conosciuti della commedia indie o dramedy che dir si voglia, intingendo il tutto in un simpatico tono d’epoca degli anni ’70 nella periferia di Boston. Al centro della storia troviamo il personaggio di Cam Stuart, un padre di famiglia che soffre di disturbi bipolari ed è stato ricoverato per guarirsi. Quando la moglie Maggie, per risollevare le sorti della famiglia, decide di accettare una borsa di studio a New York, Cam è costretto a badare tutto da solo alle due pestifere figlie.

“Teneramente folle” gioca in maniera molto semplice con lo spettatore, offrendo una trama il più lineare possibile, personaggi dalla caratterizzazione marcata che facilitano l’immedesimazione dello spettatore (soprattutto quello di Cam, interpretato da un bravo Mark Ruffalo) e una regia che asseconda lo sviluppo della sceneggiatura. Tenero, simpatico, buffo e pieno di buoni sentimenti, “Teneramente folle” si prende tutti gli aggettivi possibili per un classico film formato Sundance senza la volontà di voler essere altro. Così l’ironia della pellicola scaturisce dal conflitto tra i bizzarri comportamenti di Cam a causa del suo disturbo e il ruolo di padre. “Teneramente folle” racconta infatti una storia sul senso di responsabilità di un uomo, un racconto di formazione per un adulto che deve crescere; oltre a questo è presente l’ovvio espediente, tipico dei film indipendenti americani, di trattare tematiche serie come la malattia mentale con dolcezza e candore, quasi a trasformare i difetti dei personaggi in elementi di simpatia.

Ovviamente, “Teneramente folle” sfodera un proprio carisma nei confronti del pubblico ed è parecchio accondiscendente, ma il suo essere totalmente aderente ad un particolare modello produttivo senza discostarsene affatto diventa un limite quasi insuperabile; perché anche nei meriti (che a ben vedere sono sempre e solo quelli) il film finisce per stancare presto e, a parte qualche sequenza azzeccata, assestarsi su un livello di mediocrità e vecchiume di tante altre opere simili, diventando prevedibile nelle svolte e nei personaggi. Si potrebbe pensare che Maya Forbes abbia studiato il manuale su come dirigere una commedia indie che possa piacere a tutti, ma si è dimenticata l’ingrediente fondamentale: inserire un cuore pulsante nel suo film.

Voto dell’autore:2.5 / 5

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