Recensione Insyriated - Filmedvd

Insyriated - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 1 voto/i
4.00/5

Insyriated

RANKING
308° su 2441 in Generale
139° su 693 in Drammatico
20171 h 25 min
Trama

Oum Yazan, madre di tre figli, vive barricata nella propria abitazione, in una città sotto assedio. La donna ha reso l’appartamento un porto sicuro per la famiglia e per alcuni vicini, cercando di proteggerli dalla guerra. Quando le bombe minacciano di distruggere l’edificio, quando i cecchini trasformano i cortili in zone di morte e i ladri irrompono per saccheggiare e violentare, mantenere tra quelle mura il sottile equilibrio della routine diventa una questione di vita e di morte.

Metadata
Titolo originale Insyriated
Data di uscita 22 marzo 2018
Nazione LibanoBelgioFrancia
Durata 1 h 25 min
Attori
Cast: Hiam Abbass, Diamand Bou Abboud, Juliette Navis, Mohsen Abbas, Moustapha Al Kar, Alissar Kaghadou, Ninar Halabi, Mohammad Jihad Sleik, Elias Khatter, Husam Chadat, Issan Dib, Orwa Khultum, Madjd Tarabay
Trailer

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Insyriated

“Insyriated” di Philippe Van Leeuw porta al cinema il conflitto siriano, ancora in corso e dall’esito in bilico, all’interno delle quattro mura di una casa in cui una coraggiosa donna dà rifugio alla propria famiglia e ai giovani vicini. Oum Yazam, interpretata da una splendida Hiam Abbass, si troverà a difendere la propria casa con il pensiero fisso di una fuga, nascondendo un segreto che non deve essere svelato, tra fame, paure e rapporti che diventano fragili e forti a intervalli vari. Un pugno nello stomaco: questo è “Insyriated”, mostrando le atrocità di una guerra che miete tante vittime e di cui conosciamo troppo poco, in maniera comunque veicolata dalla televisione. Il pensiero della fuga diventa tema di profonda attualità: in fondo la guerra è ancora in pieno svolgimento, e questo mostra tutto il coraggio del belga Van Leeuw, che illustra il conflitto siriano con occhi diversi da quelli a cui si è abituati. Il cinema in questo caso non ha funzione sociale, o perlomeno non traspare esplicitamente, ma ha l’ingrato compito di mostrare e lo fa attraverso le tende chiuse e le barricate. “Lascia il mondo fuori” è il leit-motiv con cui il film si sviluppa, lasciando trasparire come le guerre entrino nelle case, anche quando queste sono chiuse.

Attraverso le azioni quotidiane si sviluppano i personaggi in un contesto in cui la quotidianità è insanguinata e avvilita da un conflitto che non si placa davanti agli sguardi sconfitti degli uomini alle finestre, inermi e rassegnati. La guerra c’è ma non si vede nel film di Van Leeuw, alla sua opera seconda dopo “The day God walked away”, che trattava del genocidio in Rwanda. A volte si teme che i tempi non siano del tutto maturi per raccontare di questo conflitto, ma la scelta di Van Leeuw è intelligente ed il suo occhio sugli innocenti permette una riflessione maggiore. A volte i tempi del film non sono precisi e la costruzione dei personaggi avrebbe potuto essere maggiormente studiata: l’arco della trasformazione infatti non è sempre del tutto credibile, e probabilmente Van Leeuw avrebbe potuto giocare maggiormente con le mura della casa per renderle protagoniste o antagoniste, ma di certo più presenti. Manca infatti quel senso claustrofobico che, con quel contesto, era possibile. Tuttavia le imperfezioni stilistiche di Van Leeuw non intaccano l’impianto narrativo e le vite di chi in quei posti vive e dai quali, a volte, fugge. Un film di formazione che aiuta a comprendere meglio la migrazione di tante persone e che potrebbe avere la forza di infondere un senso di umanità che spesso sembra non appartenere al genere umano.

Voto dell’autore:4.0 / 5

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Da quando ho 13 anni mi sono imposto di vedere almeno due film al giorno. Ora ho quasi 29 anni e posso dire di aver visto più di diecimila film, qualcuno più, qualcuno meno. Nel 2016 ho collaborato alla stesura del libro " J-Movie. Il cinema giapponese dal 2005 al 2015" (2016, Edizioni Simple) occupandomi del cinema horror giapponese nel capitolo 5. Il cinema è la mia grande passione, se ancora non fosse chiaro

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