Interstellar - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 4 voto/i
4.65/5

Interstellar

RANKING
7° su 2562 in Generale
1° su 133 in Fantascienza
20142 h 49 min
Trama

Il futuro della Terra e dell’umanità intera è in pericolo. Tempeste di sabbia invadono i raccolti di granturco e Cooper, ex pilota collaudatore d’aviazione ed ingegnere, costretto a occuparsi d’agricoltura, padre di due figli, Murph e Tom, che cresce amorevolmente e da solo in una bellissima fattoria, parte per un viaggio ad altissimo rischio per la salvaguardia del pianeta e dei propri figli, insieme a un gruppo di esploratori scientifici della NASA, con l’obiettivo di trovare luoghi in cui una nuova vita sia ancora possibile passando attraverso i wormhole, ideale scorciatoia da un universo all’altro che permettono di muoversi nel tempo e nello spazio. Cooper è particolarmente affezionato a Murph, e lo è anche grazie alla passione in comune per la scienza; il viaggio di Cooper porterà entrambi a scoperte sensazionali che trascendono le conoscenze scientifiche, scoperte nelle quali padre e figlia sono inscindibilmente congiunti.

Metadata
Titolo originale Interstellar
Data di uscita 6 Novembre 2014
Nazione U.S.A
Durata 2 h 49 min
Trailer
Interstellar

“Interstellar”, la nuova, sensazionale esperienza cinematografica che il grande regista, sceneggiatore e produttore inglese Christopher Nolan ci regala al suo nono film, scritto di nuovo assieme al fratello Jonathan, è delle più ambiziose ed emotivamente coinvolgenti della sua fulminante carriera. Basandosi sulle teorie del fisico teorico Kip Thorne (che ha fatto da guida a tutti i reparti presenti sul set) riguardo la possibilità di viaggiare tra vari sistemi solari attraverso un cunicolo spazio-temporale (“wormhole”), il film esplora con struggente, temerario coraggio e tangibile realismo nella scoperta dell’inconoscibile, come le più grandi opere di fantascienza sanno realizzare, la dimensione abissale della sete di conoscenza ed esplorazione umana oltre lo spazio e il tempo e fino ai confini dell’amore, potente assolo meditativo al quale Nolan ci sottopone con parsimonia.

L’impostazione sussidiaria a sostegno delle teorie fisiche, che sembra aggravare la comprensione del film, è stemperata in un sostrato di umanesimo in grado di tessere la scienza con i sentimenti puri. Il notevolissimo apporto degli effetti visivi e auditivi può contare sul nuovo direttore della fotografia olandese Hoyte van Hoytema, i designati alla cura degli innovativi effetti speciali John Kelso e Paul Franklin, il sound designer Richard King, lo scenografo Nathan Crowley e un sontuoso Hans Zimmer, alla quinta collaborazione con Nolan, al quale per “Interstellar” sottopone l’incredibile cifra di 45 sessioni, in grado di alternare sapiente intimismo e solenne grazia nella scelta di strumenti quali organo, fiati, archi, ottoni e pianoforte. Il pubblico si sente parte integrante dell’incredibile viaggio di Cooper anche grazie alla trascinante tangibilità dell’insieme delle componenti (alcune delle magnifiche location sono islandesi), a cui offrono un apporto di assoluto valore tutti gli attori, in particolar modo Matthew McConaughey e Anne Hathaway, veri e propri protagonisti votati alla missione, perfetti studenti e allievi modello di un percorso cognitivo non indifferente. Essi riescono a restituire sullo schermo la verità necessaria della quale un film del genere necessita, con il dirompente spirito d’avventura e la spavalderia tanto western che McConaughey sa infondere nel personaggio di Cooper, riuscendo oltremodo a donargli il calore giusto nella gestione del rapporto con la propria figlia (alcune scene, come quella del saluto prima della partenza per la missione, sono da brivido).

Davvero un gran lavoro quello dell’attore texano, che come il Dom Cobb di Leonardo DiCaprio funge da filtro ideale per le emozioni che Nolan vuole far percepire attraverso lo sguardo, il pensiero, le azioni del suo eroe pronto al viaggio (i suoi film sono sempre labirintici viaggi foschi e dischiusi, fondati tanto sul disfattismo insito nella natura umana quanto sulla speranza). Innegabilmente, “Interstellar” mira molto in alto in quanto a punti di riferimento cinematografici: si scalda prendendo a modello un capolavoro come “2001 – Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick, rigorosamente razionale e sostanzialmente freddo nella sua notevole misura in proporzione a livello teorico-scientifico, dal quale Nolan sa distaccarsi per abbracciare saperi ancora più vasti, e “Guerre stellari” per il semplice gusto dell’avventura e per il sagace modello di squisita ironia che restituisce nella scrittura del robot spaziale Tars; mentre, per la cura nella filosofia dei dialoghi (si tratta forse della migliore sceneggiatura dell’intera cinematografia dei fratelli Nolan), sembra volersi avvicinare all’Andrej Tarkovskij di “Solaris” (esplicativo il contrasto fra i silenzi all’interno della nave spaziale e il frastuono minaccioso dell’esterno), dilagando a tratti in una studiata astuzia emotiva (c’è forse un commiato di troppo nel film, unica pecca nella costante mirabilia). In fin dei conti “Interstellar” vuole parlarci dell’amore incontrastato contro tutte le barriere del tempo e dello spazio, unico elemento spirituale in grado di trascenderli. In questo senso, Nolan riesce nell’impresa apparentemente proibitiva di unire la meraviglia tecnica con l’intimità delle vicissitudini umane in un modo mai visto, appreso e sentito prima d’ora nella storia del cinema.

E continua a godere del suo commovente approccio disorientante, che nel caso di questo film è ancora più palese: nella prima parte il regista sembra voler calcare la strada del tradizionale percorso volto alla scoperta e alla conoscenza di altri mondi, non solo di se stessi, e di nuovo, come in tutti gli altri suoi film, i personaggi sbagliano rischiando di compromettere ogni cosa e andando incontro a nemici e rischi evitabili. Poi però, quando la missione rischia di fallire, ecco una serie di colpi di genio (risultano geniali a maggior ragione alcune scelte di montaggio della prima ed ultima parte del film) che deviano una propedeutica consequenzialità essenziale, in realtà ingegnosamente tradita da alcuni intuitivi accorgimenti. Del resto, il cinema di Christopher Nolan è un appassionante gioco ad incastri, un puzzle estremo e libero che sceglie sempre la strada più impervia, coinvolgendo e rendendo credibili perfino le storie più incredibili, nella caparbia convinzione di non dover (poter?) rassomigliare a nessuno. Eccolo, il cinema di Nolan, tutto compreso in quella oscurità piena di luce, ostinata e contraria a tutte le correnti, che viaggia potente e fieramente solitaria dentro il sistema hollywoodiano. Questa sì che è una vera rivoluzione: far respirare aria indipendente dall’interno del sistema. Un concetto all’interno e all’esterno del tempo, valido e superbo quanto l’amore, in questo caso di natura stellare fuori e dentro il sistema solare, incline ad una missione intergalattica per la conservazione e la ricerca dell’amore oltre lo spazio e nel tempo, dal quale proviene l’unica concreta paura. Sublime.

Voto dell’autore:5.0 / 5

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