Io, Daniel Blake - Recensione

Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 3 voto/i
3.50/5

Io, Daniel Blake

RANKING
1149° su 2177 in Generale
429° su 624 in Drammatico
20161 h 40 min
Trama

Il cinquantanovenne Daniel Blake vive a Newcastle e ha lavorato una vita come falegname. A causa di un grave problema di salute, Daniel si ritrova a chiedere un sussidio statale per la malattia senza ottenerlo, ed è costretto a presentare una richiesta di sostegno per la disoccupazione per mantenersi, nonostante le precarie condizioni. Un giorno Daniel incontra Katie, una giovane madre single in cerca di lavoro.

Metadata
Regista Ken Loach
Titolo originale I, Daniel Blake
Data di uscita 21 ottobre 2016
Nazione Gran BretagnaFranciaBelgio
Durata 1 h 40 min
Trailer

Presentato in anteprima al 69° Festival di Cannes, dove ha ottenuto la Palma d’Oro, “Io, Daniel Blake” è il nuovo film del regista Ken Loach, due anni dopo il precedente “Jimmy’s hall” e a dieci anni di distanza dalla vittoria della sua prima Palma d’Oro a Cannes, ottenuta con “Il vento che accarezza l’erba”. “Io, Daniel Blake” riporta Ken Loach ai temi cari al suo cinema: il regista inglese realizza infatti un dramma a sfondo sociale sulle storture burocratiche e finanziarie della Gran Bretagna di oggi, supportato dalla sceneggiatura del sodale Paul Laverty. Daniel Blake, interpretato dall’ottimo Dave Johns, è un operaio quasi sessantenne costretto a rivolgersi allo Stato per richiedere un sussidio per la propria malattia, mentre è allo stesso tempo obbligato a cercarsi un impiego per avere diritto all’assegno di disoccupazione; Daniel conoscerà la giovane Katie e insieme proveranno a farsi forza tra le difficoltà. Loach non nasconde l’urgenza politica e i richiami all’attualità del suo film, che mette in scena la battaglia civile e morale di un uomo contro uno Stato ingiusto che calpesta diritti e distribuisce ingiustizie. Il regista inglese torna dunque a un cinema che prova a farsi vivido e ad ammantarsi d’importanza civile, rappresentando la lotta spesso impari del comune cittadino contro un sistema distorto che tende ad affossarlo invece che aiutarlo.

E se lo stile di Loach pare comunque più contenuto e asciutto del solito, “Io, Daniel Blake” punta a rappresentare con silente disillusione la disumanizzazione della macchina statale, quasi incapace di capire il bisogno del prossimo e volta al contrario a complicarne le necessità. Il Daniel Blake di Loach sembra una sorta di eroe stoico, che la società ha però rigettato e sta per dimenticare: una specie di oggetto del passato da cancellare, come dimostra la sequenza della sala computer, in cui uno spaesato Daniel non riesce a compilare moduli online. E quello che rimane è allora l’aiuto reciproco della persona al di là dello Stato, il valore della solidarietà come ancora di salvezza. “Io, Daniel Blake”, insomma, mette tutti i tasselli al posto giusto ma resta purtroppo vittima di un’idea di cinema che risulta stantia e schematica, senza sollevare troppi dubbi: un’opera che vorrebbe gettare luce sull’attualità ma non assume un vero sguardo sul presente, rifugiandosi in una sorta di cinema politico perentorio nei toni che però perde efficacia nei modi, e a cui non basta quasi più l’urgenza di racconto per essere incisivo. E nemmeno il discorso un po’ tronfio sull’affermazione dell’identità umana come simbolo di dignità sembra funzionare adeguatamente, in un film che appare fin troppo fuori tempo massimo.

Voto dell’autore:2.5 / 5

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