Io e lei - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 1 voto/i
3.30/5

Io e lei

RANKING
1714° su 2562 in Generale
172° su 241 in Sentimentale
20151 h 37 min
Trama

Federica Salvini fa l’architetto, è divorziata e convive serenamente da cinque anni con la sua compagna Marina Baldi, una ex-attrice che ha abbandonato la carriera nel cinema e ora gestisce una piccola impresa gastronomica nel centro di Roma. Nonostante il profondo affetto che lega le due donne, Federica avverte ancora un senso di disagio rispetto alla propria omosessualità, arrivando a compromettere il rapporto con Marina.

Metadata
Titolo originale Io e lei
Data di uscita 1 Ottobre 2015
Nazione Italia
Durata 1 h 37 min
Trailer

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Io e lei

In un’annata, il 2015, in cui il cinema statunitense sembra più che mai interessato a portare in scena storie omosessuali declinate al femminile (“Carol”, “Freeheld”, “Grandma”), in Italia anche la regista Maria Sole Tognazzi sceglie di puntare in questa direzione con “Io e lei”, ritratto delle “scene di un matrimonio” all’interno di una coppia lesbica della medio-alta borghesia romana. Il registro adottato dalla Tognazzi è quello di una commedia ironica sottilmente venata di malinconia, con un copione ideato e congegnato proprio in funzione delle due attrici protagoniste: Margherita Buy, di nuovo al lavoro con la regista dopo “Viaggio sola” (2012), offre il consueto campionatio di idiosincrasie, insicurezze e nevrosi nel ruolo di Federica, cinquantenne divorziata ancora incapace di accettare pienamente le proprie tendenze saffiche, mentre su Sabrina Fellini è cucita la parte di Marina, donna più schietta, verace, energica e soprattutto pronta alla battuta, innescando così una serie di duetti ben collaudati fra le due interpreti.

E sono proprio le suddette punchline (affidate quasi sempre alla Ferilli) e le gag ben dosate e di discreta efficacia a costituire il punto di forza di “Io e lei”: un film in cui il sentimento fra due donne è ricondotto in un alveo borghese “normalizzato” e rassicurante (forse fin troppo rassicurante), evitando qualunque minimo accenno di trasgressione per sottolineare al contrario il senso di quotidianità e di realismo di un rapporto di coppia sottoposto ai dubbi e alle fragilità emotive del personaggio di Federica. Sotto questo aspetto, nonché nella struttura narrativa di base, “Io e lei” si rifà palesemente al modello di uno dei migliori titoli contemporanei a tematica LGBT, “I ragazzi stanno bene”; con la differenza che, mentre lo splendido film di Lisa Cholodenko raggiungeva livelli di mimesi e di coinvolgimento davvero stupefacenti, nella pellicola della Tognazzi l’emozione rimane assai più “ovattata”. Un limite dovuto in primo luogo alla sceneggiatura firmata insieme a Ivan Cotroneo e Francesca Marciano, talmente schematica nei suoi snodi narrativi da dare l’impressione di un’opera costruita a tavolino. Così, al di là della sua indubbia gradevolezza, “Io e lei” non riesce mai ad assumere uno sguardo davvero penetrante sulla realtà messa in scena, né tantomeno a veicolare il pathos di un amore ancora vivido e vibrante, a dispetto dell’usura del tempo e delle barriere auto-imposte.

Voto dell’autore:3.3 / 5

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