Io e te - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
3.55/5

Io e Te

RANKING
1336° su 2562 in Generale
497° su 732 in Drammatico
20121 h 43 min
Trama

Lorenzo è un adolescente introverso e soggetto a scatti d’ira verso la madre Arianna, invadente e ovviamente fin troppo premurosa; a scuola si isola e preferisce un paio di cuffie ad un vivace scambio di battute, risparmiandone di esagitate per la madre. Il padre non c’è, la sorellastra Olivia è lontana, almeno fino a quando Lorenzo, con la scusa della gita in settimana bianca, non decide di trovare un pertugio nel sotterraneo del suo palazzo all’interno della cantina, per poter vivere in totale isolamento con le cose che ama di più. Olivia è una tossicodipendente e cerca anche lei un rifugio, lontano dalle tentazioni della dipendenza. Diventeranno dipendenti l’uno dall’altra?

Metadata
Titolo originale Io e Te
Data di uscita 25 Ottobre 2012
Nazione Italia
Durata 1 h 43 min
Trailer
Io e te

“Io e te” potrebbe voler dire “io e te una cosa sola…”; ma così non è, almeno inizialmente. A 31 anni da “La tragedia di un uomo ridicolo” Bernardo Bertolucci torna a fare un film italiano, recitato in lingua italiana, e torna a dirigere un film a nove anni di distanza da “The dreamers”. Tratto dall’omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti e presentato fuori concorso al Festival di Cannes 2012, “Io e te” si prende cura dei suoi adolescenti con la dedizione dell’operatore verso la propria macchina, e dentro questo rapporto umanamente sincero e sentito, quello tra Lorenzo ed Olivia, si cela la volontà di rifiuto di Bertolucci verso un mondo adulto distante e soggetto a nevrosi causate dagli stessi adulti, e rigettate verso l’universo adolescenziale con plateale egoismo.

Lorenzo si rifiuta di comunicare perché preferisce vivere dentro la sua musica, i suoi libri con racconti di vampiri, sorseggiando Coca Cola e mangiando merendine. Olivia, con la scusa di dover ritrovare alcuni indumenti, giunge inaspettatamente a scombinargli i piani di una solitudine coatta che si fa a due, in modo tale che l’“io e te” possa diventare davvero un modo per ritrovarsi. La ragazza cerca una via d’uscita dal fuori, per andare “dentro”; a volte l’andare dentro può essere una liberazione, come accade sovente nei film del regista parmense. Ma Bertolucci prende le distanze dalla tragedia, presente nel romanzo, e dona un vagito di speranza, nonostante il film sia intessuto di scene accese e anche forti, ma pure di malinconico rancore addolcito da stupende canzoni, che vanno dal David Bowie di “Space oddity” ai nuovi Arcade Fire di “Rebellion (Lies)”; i titoli delle canzoni stesse sembrano suggerire le emozioni che i personaggi del film vivono o sono costretti a vivere, così tutto diventa intercambiabile e sondato dentro il terreno motivazionale.

Solo che l’umanità ferita, ritratta in maniera agonizzante e patetica in “Ultimo tango a Parigi” o sognante e contraddittoria in “The dreamers”, stavolta si riduce infine ad una serie di scaramucce di pura ribellione e poco più. Ci piace vedere il talento prematuro di due giovanissimi come Jacopo Olmo Antinori e Tea Falco, ma ad un certo punto i loro personaggi ci fanno giusto un po’ di compassione. Tutto ciò che ha generato quel male è completamente omesso dal racconto, così come i flashback rivelatori subentranti dal passato e decisamente presenti nel romanzo. Si sorride timidamente, del resto apprezzando comunque lo sforzo di un regista in difficoltà ma sempre dotato di grande passionalità, che ammicca al François Truffaut de “I quattrocento colpi” proprio sul finale, lasciando constatare quanto sia pregnante la sua distanza dal cinema di oggi e il bisogno psico-fisico di riallacciarsi ad una tradizione che, oltre ad essere stimolante e ricca di nuove idee, fu rivoluzionaria. E quella rivoluzione Bernardo la toccò con mano, omaggiandola a modo suo.

Voto dell’autore:3.6 / 5

The following two tabs change content below.

Ultimi post di Federico Mattioni (vedi tutti)

Loading...