Isadora - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 2 voto/i
3.40/5

Isadora

RANKING
1613° su 2562 in Generale
39° su 54 in Biografico
19682 h 11 min
Trama

Nizza, 1927. Isadora Duncan, la leggendaria ballerina americana, giunta ormai alla soglia dei 50 anni, conduce un’esistenza bohémienne spostandosi da una località all’altra della Costa Azzurra e dettando la propria autobiografia all’assistente Roger. Vengono così rievocati alcuni fra i principali episodi nell’esistenza della Duncan: dal grande successo ottenuto nel mondo della danza ai suoi amori appassionati.

Metadata
Regista Karel Reisz
Titolo originale Isadora
Data di uscita 14 Settembre 1968
Nazione Gran BretagnaFrancia
Durata 2 h 11 min
Trailer

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Isadora

Fra le voci più originali ed apprezzate del Free Cinema inglese fin dal suo esordio dietro la macchina da presa, “Sabato sera, domenica mattina” (1960), nel 1968 il regista di origine cecoslovacca Karel Reisz si cimentò con un progetto diverso rispetto ai suoi lavori precedenti e più legato a canoni narrativi tradizionali: “Isadora”, un film dedicato alla figura preminente della danza moderna fra Ottocento e Novecento, la celeberrima Isadora Duncan, basato in parte sull’autobiografia della stessa Duncan e in parte sul libro “Isadora Duncan – An intimate portrait” di Sewell Stokes, amico della ballerina nata a San Francisco, e pubblicato per la prima volta in Dvd in Italia grazie a Pulp Video. A prestare corpo e volto a questo personaggio “larger than life”, caratterizzato da un atteggiamento orgogliosamente anticonformista e da una movimentata vita amorosa, Reisz chiamò Vanessa Redgrave, all’epoca star emergente del cinema britannico e da lui già lanciata al successo due anni prima con la commedia “Morgan matto da legare”.

Attraverso una struttura drammaturgica che spazia liberamente fra passato e presente, “Isadora” sottolinea proprio la caparbietà, l’entusiasmo e lo spirito di indipendenza della Duncan, nonché la sua radicata passione per l’arte, messa in scena in parallelo alle sue vivaci avventure sentimentali, fra cui la sua relazione con l’attore e regista Gordon Craig (James Fox) e il rapporto, sfociato in un matrimonio, con il poeta russo Sergej Esenin (Zvonimir Crnko). Un racconto, quello del film di Reisz, che incasella numerose scene madri, incluso il macabro incidente che avrebbe causato l’assurda morte di Isadora, ma non è esente da qualche prolissità, nonostante la drastica riduzione della durata imposta dalla distribuzione (nella versione originale la pellicola durava 168 minuti, ma il regista dovette portarla a 131 minuti per l’uscita nelle sale); mentre il sottotesto più prettamente politico della vicenda, ovvero l’adesione della Duncan ai principi della rivoluzione sovietica, viene esplorato in maniera non troppo approfondita. Ma a illuminare il film è soprattutto la presenza scenica di Vanessa Redgrave, che ottenne la nomination all’Oscar e il premio come miglior attrice al Festival di Cannes 1969: un’interpretazione che restituisce appieno il fascino e il carisma della Duncan, nonché il vitalismo venato di malinconia dei suoi ultimi anni.

Voto dell’autore:3.5 / 5

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