It - Recensione

Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 3 voto/i
3.67/5

It

RANKING
1059° su 2323 in Generale
35° su 108 in Horror
20172 h 15 min
Trama

Ottobre 1988: nella cittadina di Derry, nel Maine, il piccolo George Denbrough scompare misteriosamente dopo essere staro catturato da un clown di nome Pennywise. In realtà, Pennywise è un'antica entità malvagia denominata It che si nutre della paura e delle anime dei ragazzi di Derry. Mentre il clown continua a terrorizzare la città, un gruppo di amici tra cui Bill, fratello maggiore di George, e la giovane Beverly Marsh, cercano un modo di sconfiggere It per sempre.

Metadata
Regista Andy Muschietti
Titolo originale It
Data di uscita 19 ottobre 2017
Nazione Stati Uniti
Durata 2 h 15 min
Attori
Cast: Jaeden Lieberher, Bill Skarsgård, Jeremy Ray Taylor, Sophia Lillis, Finn Wolfhard, Jack Dylan Grazer, Wyatt Oleff, Chosen Jacobs, Nicholas Hamilton, Jackson Robert Scott, Owen Teague, Logan Thompson, Jake Sim, Javier Botet, Tatum Lee, Steven Williams, Stephen Bogaert, Geoffrey Pounsett, Pip Dwyer, Ari Cohen, Stuart Hughes, Megan Charpentier, Molly Atkinson, Elizabeth Saunders, Joe Bostick, Anthony Ulc, Katie Lunman, Neil Crone, Sonia Gascón, David Katzenberg, Cyndy Day, Edie Inksetter, Carter Musselman, Aimee Lenihan, Kylie Lenihan, Becky Wolf, Kelly Van der Burg
Trailer

Tratto dal celeberrimo romanzo omonimo scritto da Stephen King nel 1986, che aveva già ispirato la famosa miniserie televisiva del 1990 con protagonista l’attore Tim Curry nel ruolo di Pennywise, “It” arriva per la prima volta al cinema con un film diretto da Andrés Muschietti (regista nel 2013 dell’horror “La madre”) e sceneggiato da Chase Palmaer, Cary Fukanaga e Gary Dauberman. Uscito nel settembre 2017 negli USA, “It” si è rivelato un enorme successo al box-office, infrangendo diversi record d’incasso per una pellicola di genere horror e arrivando a oltrepassare la quota dei 600 milioni di dollari in tutto il mondo. Con “It”, Muschietti imbastisce un horror / thriller dai canoni classici, sfruttando le atmosfere kinghiane per poi addentrarsi nelle varie pieghe della trama. L’obiettivo postosi dagli autori pare essere quello di realizzare la versione “aggiornata” di un romanzo iconico: “It”, infatti, si veste di un immaginario e di un’estetica anni ’80 già ben consolidate a livello cinematografico, e il riferimento principale sembra essere un’opera come “Stranger things”, una serie rispetto alla quale il film di Muschietti condivide più di un elemento.

Proprio a tal proposito, dal punto di vista stilistico questa nuova versione di “It” risulta probabilmente dotata di un’identità non troppo personale, dal momento che ci si muove più per volontà citazionista, tipica di un’operazione nostalgia, che non in base alla necessità di uno sguardo nuovo sul racconto. Muschietti si appoggia spesso sull’aura mitica dell’opera originale di Stephen King, ma il film ne trasmette solo un riflesso abbozzato e inerme, in cui le immagini e il loro contesto rischiano di essere percepiti come derivativi e un po’ didascalici. Il film riesce a regalare qualche azzeccata sequenza carica di tensione, ma anche in questo caso la scelta di proporre un horror più “scenografico” e dal gusto contemporaneo finisce per smorzare l’effetto di inquietudine, attraverso un uso del tappeto sonoro purtroppo deleterio, che inficia quasi ogni momento di suspense. Di un’opera che costruisce ben poco di originale e che si basa quasi esclusivamente sui canoni dell’horror contemporaneo, va rilevata anche la prevedibilità della scrittura: il racconto di formazione dei membri del “Club dei Perdenti”, incentrato sulla necessità di affrontare e superare le proprie paure, si sviluppa attraverso una sceneggiatura da pilota automatico, dando la sensazione di essere un po’ fuori tempo massimo.

Voto dell’autore:3.2 / 5

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  • diego

    Dopo il più che positivo “La Madre” Andy Muschietti si cimenta alla realizzazione del remake di uno dei cult della cinematografia Horror mondiale “IT”. Obiettivamente credo che non ci sia bisogno di dilungarsi troppo sui contenuti dell’opera, già ben sviscerati nell’analizzare il romanzo di Stephne King ed il primo film originale. Il mondo dei più piccoli, le loro paure ed il loro inconscio in contrapposizioni al mondo degli adulti, disinteressati, menefreghisti e distratti quando si tratta di ascoltare i più piccoli, sono anche qui rappresentati come erano rappresentati nei precedenti lavori. Il regista in questo caso riesce nella non facile prova di dare qualcosa di suo al prodotto, senza eseguire una mera e semplice scopiazzatura, ma allo stesso tempo senza stravolgere la natura e le atmosfere tanto caratteristiche del film originale. In “IT” non c’è la paura come la percepiamo noi grandi (da qui le lamentele da parte di alcuna parte del pubblico), ma ci sono le paure come le provano i più piccoli, da quelle più banali come passare davanti ad un quadro dal volto inquietante a quelle più importanti dopo esperienze traumatizzanti. “IT” per molti (anche per il sottoscritto) è stato il film che li ha battezzati al cinema dell’horror e della paura e credo che sinceramente anche questo prodotto abbia tutte le caratteristiche, rivisitate ai tempi moderni, di riprendere quel ruolo che aveva assunto il suo predecessore. voto 3.5/5