Jimmy's Hall - Una storia d'amore e libertà - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 1 voto/i
3.50/5

Jimmy's Hall - Una storia d'amore e libertà

RANKING
1376° su 2562 in Generale
505° su 732 in Drammatico
20141 h 49 min
Trama

Nel 1932, dopo aver trascorso dieci anni negli Stati Uniti, l’ex rivoluzionario Jimmy Gralton fa ritorno nella natia Irlanda, nella Contea di Leitrim, per aiutare l’anziana madre a gestire la loro fattoria. I ragazzi della sua comunità convincono Jimmy a riaprire la cosiddetta “Jimmy’s hall”: una sala da ballo, nel bel mezzo della campagna, in cui un gruppo di volontari tengono lezioni di danza e contribuiscono a diffondere la cultura.

Metadata
Regista Ken Loach
Titolo originale Jimmy's Hall
Data di uscita 18 Dicembre 2014
Nazione FranciaRegno UnitoIrlanda
Durata 1 h 49 min
Attori
Cast: Barry Ward, Simone Kirby, Jim Norton, Andrew Scott, Brían F. O'Byrne, Francis Magee, Karl Geary, Shane Cullen, Paul Fox, Sorcha Fox, Aisling Franciosi, Denise Gough, Aileen Henry, Seamus Hughes, Martin Lucey, Chris MacManus, Conor McDermottroe, Mikel Murfi, Shane O'Brien, Chelsea O'Connor, John O'Dowd, Donal O'Kelly, Rebecca O'Mara, Seán T. Ó Meallaigh
Trailer
Jimmy's Hall - Una storia d'amore e libertà

Estremamente prolifico, con una media di quasi un film all’anno, Ken Loach, veterano del cinema britannico, torna nella verde Irlanda a otto anni di distanza da una delle sue opere più apprezzate e celebrate, “Il vento che accarezza l’erba”, in cui aveva raccontato la guerra per l’indipendenza irlandese e la guerra civile immediatamente successiva. In “Jimmy’s hall”, presentato al Festival di Cannes 2014, Loach e il suo fedelissimo sceneggiatore Paul Laverty collocano la narrazione pochi anni più tardi, nel 1932, ispirandosi ad una figura realmente esistita: Jimmy Gralton, leader comunista originario di Effrinagh, che da giovanissimo si trasferì negli Stati Uniti, rientrò in patria per combattere nella guerra d’indipendenza dal Regno Unito e in seguito tornò ancora una volta in Irlanda, dove fu tra i capofila del movimento da cui avrebbe poi avuto origine il Partito Comunista irlandese.

Ad impersonare il ruolo di Jimmy Gralton, dipinto come un uomo carismatico ma anche ragionevole e misurato, capace di unire all’impegno politico un’inusuale disponibilità al confronto e al dialogo, è l’attore Barry Ward, mentre Jim Norton presta il volto alla sua “nemesi”: padre Sheridan, anziano sacerdote che imbastisce un’autentica crociata contro la sala da ballo di Jimmy, nel nome di un oscurantismo ipocrita e bigotto che vorrebbe soffocare qualunque stimolo culturale, sociale o artistico che non passi sotto il controllo diretto della Chiesa Cattolica. Jimmy, assimilato pubblicamente a una sorta di Anticristo e vittima di numerosi tentativi di intimidazione, si troverà così a combattere una strenua battaglia per la libertà di pensiero, messa in scena da Loach con tutta la propria “vis” da cineasta militante ed appassionato, che spesso sacrifica la lucidità e il rigore in nome di una partecipazione – intellettuale ed emotiva – nei confronti dei suoi protagonisti.

E proprio nel suddetto approccio risiedono la forza, ma al contempo pure i limiti intrinseci di una pellicola quale “Jimmy’s hall”: un’opera coinvolgente, vitale, che sembra voler trascinare lo spettatore nel suo universo filmico, ma che tuttavia non riesce ad evitare del tutto le trappole di uno schematismo fin troppo rimarcato nella sua assenza di chiaroscuri. Loach, fra l’altro, si focalizza quasi interamente sulla coppia di antagonisti, Jimmy e padre Sheridan, lasciando spesso in ombra personaggi quali la dolce Oonagh (Simone Kirby) o padre Seamus (Andrew Scott), sacerdote connotato da dubbi e rimorsi, che avrebbe potuto approfondire maggiormente al fine di arricchire l’intreccio di ambiguità e sfumature che rimangono invece soltanto accennate.

Voto dell’autore:3.5 / 5

The following two tabs change content below.
Loading...