Johnny English - La rinascita - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 4 voto/i
3.28/5

Johnny English - La rinascita

RANKING
1798° su 2562 in Generale
15° su 36 in Demenziale
20111 h 41 min
Trama

Dopo la sua ultima missione in Mozambico, conclusasi in un disastro totale, l'agente segreto Sir Johnny English ha lasciato l'MI7, e per cinque lunghi anni si è rifugiato in Tibet, dove ha vissuto come un eremita, nascondendosi al mondo per la vergogna e l'umiliazione della missione fallita. Qui un monaco buddhista lo convince ad allenarsi nelle arti marziali in attesa di una nuova occasione per riscattarsi.

Metadata
Regista Oliver Parker
Titolo originale Johnny English Reborn
Data di uscita 28 Ottobre 2011
Nazione Gran Bretagna
Durata 1 h 41 min
Trailer
Johnny English - La rinascita

La commedia, se non il più difficile, è sicuramente tra i generi più ostici da affrontare, soprattutto per gli sceneggiatori. Far ridere è un processo creativo che richiede uno sforzo intellettivo considerevole, maggiore rispetto all’ideazione di una scena drammatica o paurosa. Se la battuta o il gesto non sono congeniati magnificamente non ci sarà nessuna risata e una commedia che non crea ilarità rischia il flop. Però, come il rovescio della medaglia insegna, se una produzione comica funziona, trascina molto più facilmente di un altro genere. Dopo questa riflessione-papier avete sicuramente capito la tipologia filmica di “Johnny English – La rinascita” di Oliver Parker. Il sequel sulla spia britannica più imbranata di questo decennio è una commedia d’azione edificata perlopiù sul mostro sacro della mimica comica anglosassone, Rowan Atkinson, che interpreta l’agente segreto Johnny English, spia infallibile dei servizi britannici.

L’ultima fatica del regista Oliver Parker (“Dorian Gray”, “Un marito ideale”) inizia in maniera divertente e continua ad esserlo per buona parte del film. Atkinson ci dona delle scene comiche favolose (il pestaggio della madre del capo dei servizi è spassosissima), ma purtroppo le sequenze veramente esilaranti diminuiscono con l’avanzare dei minuti, creando sempre meno pathos nello spettatore; questo anche a causa della trama e della componente action, che fungono solo da contorno anziché da fondamenta. Ora ditemi, da un prodotto con i sopracitati elementi cosa vi aspettate? Di certo non un capolavoro, e difatti è così. “Johnny English – La rinascita” è un film spiritoso, più che sufficiente, ma poteva ambire a qualcosa di più. Tutto il cast ha lavorato benissimo, da Atkinson, mattatore del genere, a Gillian Anderson, dalla soave Rosamund Pike allo statuario Dominic West, e anche la regia di Parker risulta gradevole.

La nota dolente è la struttura della storia: perché si producono lungometraggi basati su sceneggiature tanto povere? Perché dobbiamo continuare a vedere produzioni con trame più simili a canovacci che a intrecci? Questo problema affligge moltissimo il genere in oggetto e “Johnny English – La rinascita” ne è l’ennesima prova. Se siete fan dell’attore di Mr. Bean comprate il biglietto e godetevi la corsa, ma ai restanti cosa posso consigliare? Otto euro forse son troppi. Abbiamo bisogno di racconti intriganti, anche semplici ma costruiti degnamente. Prima del 3d, dello sviluppo tecnologico, dei nuovi stili di regia necessitiamo di ritrovare la strada smarrita.

Voto dell’autore:3.3 / 5

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