Joy - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 2 voto/i
3.35/5

Joy

RANKING
1680° su 2562 in Generale
42° su 54 in Biografico
20152 h 04 min
Trama

Joy Mangano è una giovane casalinga e madre di due figli che sogna di diventare un'inventrice di successo. Per realizzare il suo obiettivo e uscire da una situazione personale ed economica molto complicata, e nonostante le varie difficoltà, Joy decide di mettere in pratica l'idea che potrebbe cambiarle la vita: lanciare sul mercato un rivoluzionario mocio per i pavimenti.

Metadata
Titolo originale Joy
Data di uscita 28 Gennaio 2016
Nazione Stati Uniti
Durata 2 h 04 min
Trailer
Joy

A due anni da “American hustle – L’apparenza inganna”, il regista David O. Russell torna al cinema con l’ottavo film della sua filmografia (se non contiamo “Accidental love”, firmato sotto pseudonimo), e il terzo in coppia con l’attrice Jennifer Lawrence dopo le precedenti collaborazioni ne “Il lato positivo” e il già citato “American hustle”. “Joy” prende spunto dalla storia vera dell’inventrice Joy Mangano, creatrice della celebre scopa per la pulizia dei pavimenti Miracle Mop. David O. Russell è un cineasta molto amato in patria, dove la critica è sempre stata più che indulgente verso le sue opere, attribuendogli uno statuto registico forse troppo benevolo; e “Joy”, che paradossalmente negli Stati Uniti ha ricevuto critiche non così unanimi, riconferma Russell come un mestierante di lusso del cinema americano, capace di destreggiarsi con una buona dose di furbizia tra un’anima più commerciale, mai troppo accentuata, e un’aria autoriale nascosta e indefinita, e probabilmente nemmeno troppo perseguita dal regista stesso.

E nel raccontare la parabola della sua protagonista, Joy, Russell punta sul sicuro e si affida a degli stilemi ben conosciuti, come una macchina ormai già collaudata e senza troppo rischi. Così “Joy” si rivela l’ennesimo racconto sulla realizzazione dei propri sogni, facendo riferimento nello specifico al Sogno Americano, in base al quale chiunque, anche una casalinga divorziata e con figli, può diventare più di quello che appare e dare una svolta alla propria esistenza. Tale aspetto un po’ ruffiano, totalmente legato alla poetica del regista, è forse l’elemento più prevedibile e consolatorio di un film che, seppur mancando di quello scatto in più in grado di elevarlo, rappresenta con lieve cinismo il modello familiare, raffigurato in maniera distorta e disturbante, nonché come il principale ostacolo al successo di Joy; e la figura quasi tragicomica di Rudy Mangano, il personaggio interpretato da Robert De Niro, un padre mai davvero coinvolto negli interessi e nelle passioni della figlia, ne è un esempio lampante.

Ma anche questo tema narrativo può essere ricondotto ad una “cattiveria” circoscritta e preventivata, perché comunque rimane evidente l’assenza di uno sguardo d’insieme su quanto messo in scena, così come la sensazione di un cinema che potrebbe ambire a risultati più alti, ma talvolta rimane intrappolato nella sua struttura. Allora l’intuizione più felice di “Joy” non è nemmeno l’affidarsi alla bravura ormai da veterana di Jennifer Lawrence, capace di caricarsi il film sulle spalle con una sicurezza invidiabile, ma piuttosto la scelta di rappresentare l’American Dream attraverso l’immaginario televisivo: la sua realizzazione attraverso una televendita, il suo opposto mediante le infinite puntate di una soap-opera.

Voto dell’autore:3.0 / 5

The following two tabs change content below.

Ultimi post di Riccardo Tanco (vedi tutti)

Loading...