Jurassic World – Il regno distrutto - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da evitare
sulla base di 2 voto/i
2.25/5

Jurassic World – Il regno distrutto

RANKING
2445° su 2514 in Generale
116° su 120 in Fantastico
20182 h 08 min
Trama

A distanza di tre anni dalla fine di Jurassic World a causa della ribellione dei dinosauri, su Isla Nublar e i suoi abitanti, ormai allo stato brado, incombe la minaccia fatale del vulcano, risvegliatosi improvvisamente e imminente causa di una possibile nuova estinzione. Owen Grady e Claire Dearing tornano dunque sull’isola, quest’ultima convinta da Eli Mills, braccio destro di Benjamin Lockwood, ex socio di John Hammond, per tentare di salvare i dinosauri.

Metadata
Titolo originale Jurassic World: Fallen Kingdom
Data di uscita 7 giugno 2018
Nazione Stati Uniti
Durata 2 h 08 min
Attori
Cast: Chris Pratt, Bryce Dallas Howard, Rafe Spall, Justice Smith, Daniella Pineda, James Cromwell, Isabella Sermon, Toby Jones, Ted Levine, BD Wong, Geraldine Chaplin, Jeff Goldblum, Michael Papajohn, Robert Emms, Charlie Rawes, Daniel Stisen, Kamil Lemieszewski
Trailer
Jurassic World – Il regno distrutto

Dall’audace regia di Colin Trevorrow per “Jurassic World”, in “Jurassic World – Il regno distrutto” si passa alla più conservatrice mano di Juan Antonio Bayona, che non riesce a recuperare il buon equilibrio trovato dal suo predecessore e firma un capitolo piuttosto fiacco e anonimo della saga ispirata al romanzo di Michael Crichton. Non mancano le sequenze ricche di pathos in “Jurassic World – Il regno distrutto”, ma sono troppe le lacune di questo quinto episodio, che probabilmente traccia un solco decisivo nel franchise iniziato nel 1993 da Steven Spielberg. Nonostante “Jurassic World” strizzasse l’occhio in maniera palese e, a tratti, fin troppo autocompiaciuta al passato giurassico degli anni ’90, Trevorrow era riuscito a trovare un equilibrio che permettesse di dare freschezza e modernità alla storia senza dimenticare ciò che nacque con la prima, storica visita al Jurassic Park di Alan Grant e soci. “Jurassic World – Il regno distrutto” è una totale delusione dal punto di vista dell’epica, della sceneggiatura, dello spirito di un’opera che avrebbe potuto intitolarsi in qualsiasi altro modo e che probabilmente avrebbe fatto una buona figura.

In questo modo scompaiono quasi completamente l’essenza di “Jurassic Park” e il terrore suscitato da quella pellicola. E se può essere considerata lodevole l’intenzione di allontanarsi dalla direzione originale, tuttavia risulta difficile trovare qualche caratteristica interessante in “Jurassic World – Il regno distrutto”. L’impressione è che ormai ci si stia indirizzando verso prodotti in serie che nulla hanno a che fare con lo spirito artigianale e genuinamente spettacolare della pellicola di Spielberg; ma nonostante la mediocrità dei primi due sequel, il riavvio con “Jurassic World” aveva fatto ben sperare, al netto di qualche lacuna. Bayona trasforma invece a propria immagine e somiglianza un prodotto che spiazza ma lascia di stucco in negativo, annullando quasi completamente lo spirito di “Jurassic Park”: il suo film si snoda confusamente e diventa un’accozzaglia di brutte citazioni e dialoghi banali, con una trama inconsistente che lascia molti dubbi e mostra diversi buchi in fase di scrittura. Al di là dei personaggi principali, Owen e Claire, interpretati da Chris Pratt e Bryce Dallas Howard, il resto del cast è impegnato in un complesso lavoro d’immedesimazione nel contesto di un film che si limita ad abbozzare i propri personaggi, ricalcati in maniera sin troppo evidente sui profili del passato.

Bayona conferisce a “Jurassic World – Il regno distrutto” un’atmosfera più sommessa e soporifera, che lascia spazio al thriller senza averne le caratteristiche e che tenta di virare sull’horror con risultati poco riusciti. Il rapporto fra Owen e l’unico velociraptor rimasto in vita a distanza di anni, Blue, è simbiotico ed emozionante, ma la cornice nella quale viene dipinto, così come altre sequenze legate all’aspetto più emozionale del film, si rivelano irritanti e spesso insostenibili. Forzato il cameo di Jeff Goldblum, di nuovo nelle vesti di Ian Malcolm, e fastidiosa l’ironia che si percepisce per tutto l’arco della durata del film, così come le pseudo-argomentazioni etiche e scientifiche, nulla più che delle dinamiche superficiali per allungare il brodo. “Jurassic World – Il regno distrutto” appare insomma come un film di serie B realizzato con mezzi da cinema di serie A, in cui la soglia di sospensione dell’incredulità è davvero esagerata per poter essere giustificata appieno; un film che perde completamente quel fascino che, seppur offuscato, era riuscito a fare capolino da tutti i capitoli precedenti. Ora Isla Nublar è distrutta, e con essa forse lo spirito che accompagnò Alan Grant e Ellie Sattler 25 anni fa su quell’isola in grado di meravigliare e spaventare il mondo del cinema.

Voto dell’autore:2.5 / 5

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