Keep the lights on - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 1 voto/i
3.80/5

Keep the Lights On

RANKING
728° su 2562 in Generale
76° su 241 in Sentimentale
20121 h 48 min
Trama

Erik Rothmas è un regista danese che vive a New York, dove è impegnato a girare un documentario. Nel corso di uno dei suoi incontri con partner occasionali Erik conosce Paul Lucy, un giovane ed attraente avvocato del settore editoriale. Fra i due nasce da subito un tenero sentimento che si trasforma ben presto in una relazione, ma la loro serenità viene incrinata dai problemi di tossicodipendenza di Paul.

Metadata
Regista Ira Sachs
Titolo originale Keep the Lights On
Data di uscita 9 Dicembre 2019
Nazione U.S.A.
Durata 1 h 48 min
Trailer

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Keep the lights on

Una relazione fra due individui innamorati si regge su un miracoloso quanto fragile equilibrio, spesso sul punto di incrinarsi o di spezzarsi del tutto; eppure, fin quando quell’equilibrio sopravvive, può regalare degli irripetibili momenti di felicità. Ira Sachs, regista americano attivo da oltre quindici anni nell’ambito del cinema indipendente, con il film “Keep the lights on” ci racconta un decennio nella vita di due persone impegnate nel tentativo di tenere vivo questo equilibrio; frammenti di un discorso amoroso che ci permettono di penetrare nell’intimità di una coppia gay di New York: dal primo incontro per una notte di sesso occasionale alla nascita di un amore intenso e reciproco, passando attraverso difficoltà, crisi e riappacificazioni che si susseguono di volta in volta in maniera ineluttabile.

“Keep the lights on” rappresenta un film personalissimo per il suo autore e regista Ira Sachs, il quale si è ispirato alla propria relazione con un agente letterario, riversando in questa pellicola una partecipazione autobiografica che emerge dall’estrema cura per i dettagli psicologici e dalla capacità di cogliere sfumature riprese dalla più stretta quotidianità. L’attore danese Thure Lindhardt, già ottimo protagonista di un altro film a tematica gay, “Fratellanza – Brotherhood”, presta il volto a Erik Rothmas (quasi un alter ego del regista), film-maker dalla tormentata sensibilità, mentre il giovane Zachary Booth (il figlio di Glenn Close nella serie televisiva “Damages”) interpreta il suo compagno Paul Lucy, un avvocato rampante che, dietro una personalità apparentemente solida, cela una disperata dipendenza dalle droghe. Una tendenza autodistruttiva che, nel corso di pochi anni, comprometterà la felicità dei due innamorati, in un calvario sentimentale che, anche nello stile da “cinéma vérité”, ricorda certi tratti delle pellicole di John Cassavetes o di Rainer Werner Fassbinder (ma con meno durezza e maggiore romanticismo).

Per vari aspetti, incluso il suo approccio minimalista ed il profondo senso di realtà, “Keep the lights on” può essere paragonato a un film analogo uscito nel 2011, il bellissimo “Weekend” di Andrew Haigh, in cui però la cronaca dell’amore fra due ragazzi si concentrava nell’arco di soli tre giorni. Ira Sachs, invece, procede per capitoli emblematici, come se stesse sfogliando le pagine di un diario, e mantiene sempre la macchina da presa sui suoi protagonisti, con un’aderenza al vero che si manifesta anche nella scelta degli ambienti (in una New York dalle luci soffuse) e nel realismo della messa in scena (incluse le sequenze erotiche); riuscendo, in questo modo, a conferire un’impeccabile spontaneità ai propri interpreti e a suscitare il coinvolgimento dello spettatore verso una storia d’amore di spiazzante (e talvolta dolorosa) “normalità”.

Voto dell’autore:3.8 / 5

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