Kill 'em all - Recensione

Voto staff filmedvd

Film considerato da evitare
sulla base di 1 voto/i
1.50/5

Kill 'em all

RANKING
2097° su 2102 in Generale
74° su 75 in Azione
20121 h 26 min
Trama

Otto pericolosi serial killer vengono rapiti e narcotizzati, ritrovandosi improvvisamente all'interno di una camera chiamata "The Killing Chamber". Questi vengono così costretti a combattere tra loro e superare svariate insidie; il sopravvissuto dovrà affrontare poi il più temibile dei sicari.

Metadata
Regista Raimund Huber
Titolo originale Kill 'em All
Data di uscita 28 maggio 2017
Nazione Stati Uniti
Durata 1 h 26 min
Attori
Cast: Johnny Messner, Joe Lewis, Gordon Liu Chia-Hui, Ammara Siripong, Brahim Achabbakhe, Tim Man, Rashid Phoenix, Erik Markus Schuetz, Ice Chongko, Parichart Rakmak, Narat Nakthong, Richard Wilson, Wiets Kirsten, Kosol Saisanit, Nicky Tamrong, Charsenchai Chantarisrima, Siam Prasongseansook, Winai Thawattana, Fer Thaniya, Pichai Mitra, Ong-art Nopphboon
Trailer

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Si sa, quando le idee scarseggiano si può sempre prendere un gruppo di combattenti fenomenali, in questo caso super.assassini solitari, buttarli in un qualche luogo e costringerli a combattere secondo regole dettate da un folle. Era accaduto con “La prova“, film di Jean-Claude Van Damme del 1996, o con il più recente “Dead or alive” del 2006; ma come dimenticare anche “Battle Royale” di Kinji Fukasaku del 1999, tratto dall’omonimo romanzo di Koushun Takami, anche se in questo caso si trattava di studenti che dovevano scannarsi su un’isola deserta per via di un programma governativo, o il futuristico “Gamer”, o il testosteronico “The condemned – L’isola della morte”, o il fantascientifico “Hunger Games”. Appurata la totale mancanza di originalità di “Kill ‘em all”, diretto da Raimund Huber, ci sarebbe perlomeno da auspicarsi una buona riuscita visiva e coreografica, oltre che un qualche insperato colpo di scena degno di nota; ed invece, una delle più gigantesche “boiate” della storia del cinema è servita. E non solo perché privo di carisma e personalità, ma perché sembra un film girato da un ragazzino capriccioso con i compagni amatoriali che provano (giocando) a “darsi le botte”.

Il problema più grande è che per film pessimi come “La prova” perlomeno era assicurata la spettacolarità dei combattimenti, mentre in questa indegna pellicola statunitense i combattimenti sono al limite del goffo, quasi ridicoli e grotteschi, ed anche lo spettatore più paziente del mondo si renderà conto che i lottatori fanno solo finta di colpirsi e che le mosse sono rallentate non per un trucco registico, ma perché colpiscono piano,  al punto da apparire inconsistenti e burlesche. Ma non è finita qui, sia ben chiaro: c’è la necessità, quasi per una spinta irrazionale, di sottolineare almeno uno dei momenti più bassi e farseschi della pellicola. Ci sarà da ridere quando un omaccione gigantesco combatte contro un’esile ragazza e la massacra di botte, ma lei, per una qualche inspiegabile grazia divina, si alza ogni volta come se si fosse appena svegliata, e poi ci sarà il clou dell’intero film: l’esile ragazza, per sconfiggere il mostruoso omaccione, lo prenderà a mattonate sulla testa. Esatto, veri e propri indistruttibili mattoni picchiati con una violenza inaudita sul cranio; ma l’omone non perderà neanche una goccia di sangue e sembrerà solo stordito.

E dopo questo plauso all’imbecillità del copione e all’irragionevole finanziamento che qualche irresponsabile produttore ha stanziato per questo capolavoro di illogicità, c’è da chiedersi se gli attori siano stati trovati in qualche scadente uovo di Pasqua. Perché di recitazioni inadeguate il film è pieno: gli attori non sanno piangere, neanche fossimo in una qualche soap-opera sudamericana di serie B, non sanno morire (e non dovrebbe essere poi così complicato) e non sanno nemmeno correre e camminare. Dunque cosa sanno fare? Rendere una pellicola dalla trama logora e stereotipata (ci credereste mai che a sopravvivere sarà proprio la ragazza, tra centinaia di portenti della lotta molto più bravi, forti e grossi di lei? Ci credereste mai che questi spietati assassini solitari inizieranno a provare sentimenti di solidarietà verso i colleghi?) uno dei peggiori film di sempre, a tratti persino esilarante, ma in maniera involontaria: il problema infatti è che “Kill ‘em all” non è una commedia, ma un action-movie di arti marziali che vorrebbe prendersi molto sul serio.

Voto dell’autore:1.5 / 5

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Da quando ho 13 anni mi sono imposto di vedere almeno due film al giorno. Ora ho quasi 29 anni e posso dire di aver visto più di diecimila film, qualcuno più, qualcuno meno. Nel 2016 ho collaborato alla stesura del libro " J-Movie. Il cinema giapponese dal 2005 al 2015" (2016, Edizioni Simple) occupandomi del cinema horror giapponese nel capitolo 5. Il cinema è la mia grande passione, se ancora non fosse chiaro

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