La caduta della casa Usher - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
4.45/5

La caduta della casa Usher

RANKING
38° su 2562 in Generale
2° su 113 in Horror
19281 h 03 min
Trama

Allan è ospite della dimora di Lord Roderick Usher. All’interno del castello, Allan si rende conto che la salute della moglie di Roderick, Madeleine, peggiora di giorno in giorno, così come l’equilibrio mentale del padrone di casa. Una serie di eventi, legati ad un ritratto e ad una cripta, faranno precipitare la situazione – e l’abitazione stessa – in un fuoco di sconvolgimenti fuori dell’ordinario.

Metadata
Regista Jean Epstein
Titolo originale La Chute de la maison Usher
Data di uscita 23 Settembre 2020
Nazione FranciaStati Uniti
Durata 1 h 03 min
Trailer

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La caduta della casa Usher

Tratto dall’omonimo racconto di Edgar Allan Poe, il film di Jean Epstein, “La caduta della casa Usher”, ingloba anche la famosa novella “Il ritratto ovale” del noto scrittore americano di racconti dell’incubo, e confeziona una suggestiva opera evocativa, arcana, una sorta di videoclip ante-litteram. Epstein cura personalmente l’illuminazione, il montaggio e gli effetti ottici presenti nel film, come le sovrimpressioni, i flou ed i ralenti, e si fa aiutare, nel conferire alla pellicola un’aura di fascino e di mistero, nientemeno che dal maestro spagnolo Luis Buñuel. La vicenda del racconto è nota e viene solo in parte trasformata dal lavoro di sceneggiatura degli stessi Epstein e Buñuel: Lord Roderick Usher chiede al suo amico Allan di raggiungerlo nella sua lugubre magione. Allan lo trova intento a dipingere un ritratto della sua compagna, Lady Madeleine, e praticamente annegato nella pazzia; man mano che il marito la ritrae, la donna deperisce sempre di più, fino alla morte nel momento in cui il quadro prende vita, quindi viene sistemata in una bara e custodita all’interno della dimora.

Ma in una notte di tempesta, la forza del vento ribalta tutto e provoca un incendio scatenato dalle candele che Roderick aveva disposto con cura attorno alla bara della donna; prende fuoco il ritratto e Madeleine torna in vita. Ogni singola immagine gronda magia, strazio e malinconia, in un andirivieni sospensivo che ancora oggi non ha eguali, in grado di illustrare al meglio l’universo fantastico e terrorizzante dei racconti di Poe (che sarà riproposto in maniera kitsch dall’accoppiata Richard Matheson e Roger Corman in una lunga serie di film nella prima metà degli anni ’60). La psicologia dei personaggi si legge nei loro occhi grazie ad avanzati effetti d’illuminazione; il delirio psicotico o psico-sessuale (psicanalizzato da Freud in uno studio specifico legato al racconto principale) presente nei racconti dell’incubo dello scrittore è efficacemente rappresentato a livello espressivo, tanto nella forma quanto nei contenuti ben riordinati.

Gli arcani suoni di una chitarra e poi di un’arpa facilitano la letterale immersione nelle atmosfere visivamente stupefacenti del film: immagini fluttuanti nella penombra degli ambienti, sviscerate dentro l’assoluta padronanza dei mezzi tecnici da parte dei registi, in grado di produrre un capolavoro assai sottovalutato ancora oggi dalla critica media e che figura, al contrario, forse come il film muto più avanzato (molto più dei giochi di montaggio dei sovietici, ad esempio, seppur rivoluzionari se trattati in quel contesto). Secondo Epstein, grande teorico e tecnico all’avanguardia, autore di un gran numero di cortometraggi e lungometraggi tuttora introvabili, l’essenza del cinema risiede infatti nella fotogenia.

Voto dell’autore:4.9 / 5

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