La cura dal benessere - Recensione

Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 1 voto/i
3.70/5

La cura dal benessere

RANKING
826° su 2177 in Generale
35° su 123 in Thriller
20172 h 26 min
Trama

Lockhart, un giovane e ambizioso affarista di Wall Street, viene inviato per recuperare Roland Pembroke, il CEO della sua azienda, in un idilliaco ma misterioso centro di benessere, situato in una posizione remota nelle Alpi svizzere. Costretto suo malgrado a fermarsi più del tempo voluto, Lockhart inizierà a capire che i trattamenti effettuati dal dottor Heinreich Volmer e dal suo staff non sono quello che sembrano.

Metadata
Regista Gore Verbinski
Titolo originale A Cure for Wellness
Data di uscita 23 marzo 2017
Nazione GermaniaStati Uniti
Durata 2 h 26 min
Attori
Cast: Dane DeHaan, Jason Isaacs, Mia Goth, Douglas Hamilton, Adrian Schiller, Celia Imrie, Ashok Mandanna, Harry Groener, Godehard Giese, Tomas Norström, Angelina Häntsch, Jeff Burrell, Annette Lober, Eric Todd, Christian Brauer, Thomas Richter, Chris Huszar, Marko Buzin, Ivo Nandi, Magnus Krepper, Michael Mendl, Maggie Steed, Craig Wroe, David Bishins, Lisa Banes, Carl Lumbly, Tom Flynn, Jason Babinsky, Johannes Krisch, Rebecca Street, Susanne Wuest, Peter Benedict
Trailer

Oggetto misterioso questo “La cura dal benessere”, fanta-thriller dai confini sfumabili che ha incassato poco al box-office e di cui pochissimi stanno parlando. Strano se pensiamo che il film riporta il suo regista, Gore Verbinski, alle atmosfere horror e thriller che con il cult “The ring”, dell’ormai lontano 2002, gli avevano donato le luci della ribalta, inquadrando un talento visionario di sicuro interesse. Un aspetto, questo, che a conti fatti e dopo aver ultimato la visione de “La cura dal benessere” viene pienamente e largamente confermato: il genere della suspense, del mistero, dell’orrore e della paura è l’habitat naturale del regista americano e della sua energia artistica, negli anni recenti dissipata un po’ alla ricerca pioneristica di altri tipi di produzioni, tra la commedia e l’avventura, talvolta unite in prodotti ibridi anche di valore, se pensiamo al primo capitolo della saga cult “Pirati dei Caraibi”, ma di certo senza quella carica dovuta alla naturalezza, agiatezza e genuinità palesate dentro i confini del thriller. E la maggior parte della riuscita di quest’opera sta tutta qui: nel lavoro certosino, maniacale, anche geniale di Verbinski alla regia, esaltato soprattutto nella prima ora di film, quando una sceneggiatura qua e là deficitaria crea e allo stesso tempo mantiene ad alti livelli promesse ed aspettative.

Una regia quindi attenta ai dettagli, all’effetto stilistico non svuotato del suo significato sintattico e narrativo, alla cura nel montaggio e all’alternanza dei piani, alle inquadrature profonde e all’ampio respiro scenografico e fotografico. Si entra assuefatti e sedotti dentro “La cura dal benessere”, come d’altro canto dentro questo sanatorio che si erge come fortezza remota tra le foreste delle Alpi svizzere, in un’atmosfera gotica. Lockhart (Dane DeHaan), un giovane affarista di Wall Street con ambizioni e manie di grandezza, viene inviato dai suoi superiori in questo centro di cura per riportare a casa l’amministratore delegato dell’azienda, il signor Roland Pembroke, entrato in cura nella struttura per 15 giorni e da allora non più tornato. Anche il giovane, però, ne resterà imprigionato, coinvolto in un mistero che ha radici in un passato oscuro e minaccioso e irretito dal fascino ambiguo della giovane Hannah (Mia Goth). Si diceva tuttavia di una sceneggiatura che non tiene alla distanza, anche eccessivamente lunga vista la durata del film, perdendosi in un antefatto, che possiamo definire più semplicemente come il “movente” (elemento fondamentale in questo tipo di trame), un po’ debole e non in grado di reggere quanto su di esso viene costruito: dinamiche, ossessioni e perversioni, incubi, allucinazioni, centinaia di donne e uomini potenzialmente malati, inebetiti, quindi curati o “usati”.

Paradossalmente Lockhart sarà l’unico ad uscirne veramente diverso, e in un certo senso guarito. Ma il benessere visto come malattia da curare, la parabola del ricco e potente felice di essere “prosciugato”, la solitudine degli affetti e i traumi del passato sono temi che non attecchiscono su un piano metaforico o propriamente riflessivo più ampio, restando confinati al solo scopo di meccanismo narrativo. In ogni caso, il quadro complessivo si dimostra comunque di ottima fattura offrendo un intrattenimento assicurato, sebbene non strutturato in metodi di coinvolgimento originali, ma adagiato su turning-point e svelamenti, su una progressione degli eventi che hanno il sapore del già visto. Ottima prova di tutto il cast, su tutti il giovane e sempre convincente Dan DeHaan, ma anche il celebre “Lucius Malfoy” Jason Isaacs nel ruolo del direttore responsabile del sanatorio, e “responsabile” in senso più ampio dei fatti misteriosi che vi hanno luogo. Per tutti questi fattori, “La cura dal benessere” è un film che si ritaglia una propria dignità e che non merita questo sottotono promozionale, ma piuttosto di essere difeso e aiutato a farsi largo tra la moltitudine di titoli che sbancano il botteghino (quelli sì, spesso, di dubbie qualità).

Voto dell’autore:3.7 / 5

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