La favorita - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
3.75/5

La favorita

RANKING
912° su 2539 in Generale
20° su 37 in Storico
20182 h 00 min
Trama

Inghilterra, 1708: mentre il Regno è impegnato nella guerra contro la Francia, la Regina Anna è alle prese con una salute cagionevole. A farne le veci l'amica, amante e consigliera politica Sarah Churcill, che cerca di supportare la guerra. Tutto cambia però quando a corte arriva la giovane Abigail Masham, cugina di Sarah e nobildonna caduta in disgrazia, che costruisce uno stretto rapporto d'intimità con la Regina Anna, provocando invidie e ostilità da parte della cugina.

Metadata
Titolo originale The Favourite
Data di uscita 24 Gennaio 2019
Durata 2 h 00 min
Attori
Cast: Olivia Colman, Emma Stone, Rachel Weisz, Nicholas Hoult, Joe Alwyn, Mark Gatiss, Jenny Rainsford, James Smith, Tim Ingall, LillyRose Stevens, Liam Fleming, Carolyn Saint-Pé, Jennifer White, Edward Aczel, Wilson Radjou-Pujalte, Timothy Innes, Basil Eidenbenz, James Melville, Declan Wyer, Ben English, Peter Brookes, Emma Delves, Faye Daveney, Anthony Dougall
Trailer
La favorita

Presentato in anteprima mondiale alla 75° Mostra del Cinema di Venezia, dove si è aggiudicato il Gran Premio della Giuria e la Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile andato ad Olivia Colman, “La favorita” è il nuovo film diretto dal regista greco Yorgos Lanthimos e scritto da Deborah Davis e Tony McNamara. Vincitore del Golden Globe per la miglior attrice di commedia, sempre vinto dalla Colman, “La favorita” è il sesto film diretto da Lanthimos dopo “Kinetta”, “Dogtooth”, “Alps”, “The lobster” e “Il sacrificio del cervo sacro”, e il primo non sceneggiato dallo stesso regista. Nel cast troviamo un un trio di attrici di alto livello, tra cui Olivia Colman nei panni della Regina Anna d’Inghilterra, affiancata dalle co-protagoniste Rachel Weisz ed Emma Stone. Ambientato nell’Inghilterra del XVIII secolo alla corte della Regina Anna, ultima discendente della casa Stuart, “La favorita” è il primo film d’epoca diretto da Lanthimos, che realizza un elegante dramma storico in costume, ambientato quasi interamente all’interno del palazzo reale.

Visivamente ambizioso, caratterizzato da una messa in scena curata nel dettaglio e dalla grande ricercatezza e precisione scenografica, “La favorita” è supportato da un notevole impianto formale di gusto barocco, tramite precisi quadri d’immagine dalla raffinata composizione. Lo stesso Lanthimos si lascia trasportare (o andare, dipende dai punti di vista) verso una regia formalista e svolazzante, tra carrellate e grandangoli: un approccio ambizioso, ma che troppe volte scivola nell’esercizio di stile suggestivo, ma forse pretenzioso nei modi e nelle intenzioni. Così come la scelta di illuminare il film indugiando sulle sequenze notturne alla luce naturale delle candele, in un rimando fin troppo limpido al “Barry Lyndon” di Stanley Kubrick, a cui “La favorita” cerca di assomigliare più del dovuto, almeno a livello stilistico. Nel film di Lanthimos, del resto, sono parecchie le analogie tematiche, con un caustico dramma storico sull’ambizione e sulla ricerca del successo in cui il regista descrive cinicamente la scalata e l’ambizione sociale di due donne (interpretate dalle bravissime Rachel Weisz ed Emma Stone) abbacinate dal potere e disposte a tutto pur di entrare nelle grazie dell’eccentrica e scorbutica Regina Anna dell’eclettica Olivia Colman.

Un film sulle lusinghe e sulla seduzione al potere? Oppure un dramma storico sul mantenimento di uno “status quo”? “La favorita” non mente sulla sua identità di opera macchiavellica su un mondo in cui il fine giustifica i mezzi, tra ripicche, vendette e desiderio di sopravvivenza; purtroppo però il film propone molto ma conclude poco, subendo i difetti del cinema chiuso e stridente di Lanthimos. La mancanza di uno sguardo sulla vicenda e sui personaggi restituisce nuovamente allo spettatore un cinema freddo e distante, purtroppo esageratamente costruito, fino a risultare fastidioso e poco sincero; inutilmente ad effetto nell’estremizzare i sentimenti e le loro conseguenze, portando a una cattiveria artificiosa e a un sarcasmo preconfezionato che finisce per risultare ristretto e soffocante.

Voto dell’autore:3.0 / 5

The following two tabs change content below.

Ultimi post di Riccardo Tanco (vedi tutti)

Loading...