La fratellanza - Recensione

Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 1 voto/i
3.50/5

La fratellanza

RANKING
1241° su 2323 in Generale
459° su 660 in Drammatico
20172 h 01 min
Trama

Finito in prigione per aver causato accidentalmente la morte di un amico in un incidente d'auto, Jacob "Money" Harlon lotta per sopravvivere ai pericoli della detenzione e alle ostilità tra gang rivali. Money si schiera con la fratellanza ariana, la quale, dopo che l'uomo viene rilasciato per buona condotta, lo costringe a orchestrare un crimine per proteggere la moglie Kate e sua figlia.

Metadata
Regista Ric Roman Waugh
Titolo originale Shot Caller
Data di uscita 7 settembre 2017
Nazione Stati Uniti
Durata 2 h 01 min
Attori
Cast: Nikolaj Coster-Waldau, Jon Bernthal, Lake Bell, Omari Hardwick, Michael Landes, Jeffrey Donovan, Benjamin Bratt, Emory Cohen, Jessy Schram, Matt Gerald, Evan Jones, Holt McCallany, Juan Pablo Raba, Chris Browning, Sarah Minnich, Keith Jardine, Monique Candelaria, Max Greenfield, Brendan Kelly, John Trejo, Dylan Kenin, Danny Winn, Matthew Page, Mark Sivertsen, Brandon K. Hampton, Jonathon McClendon, Chris Adams, Esodie Geiger, David House, Michael Sheets, Mike Ostroski, Nathaniel Augustson, J. Nathan Simmons, Howard Ferguson Jr., Joshua R. Aragon, Jacob Browne, Cru Ennis, Jetto Dorsainville, Marika Day, David Miller, Diana Gaitirira, Joseph P. Santillanes, Derek Dinniene, Bobby Lee Osborn, Ivan Brutsche, Cajardo Lindsey, Diego Joaquin Lopez, Rodger Larance, Jose B. Martinez, Alexander Daniel Pimentel, Michael Benjamin Kirby, Euphrates 'Tee' Arthur, Dash Hamblin, Fred Padilla, Jonathan Lane, Johnathan Paul Pena, J.D. Herrera
Trailer

Un film con un Jaime Lannister muscoloso e ricoperto di tatuaggi avrebbe potuto spingere in sala involontariamente molti fan de “Il trono di spade”; e se i fan della serie Tv più celebre degli ultimi anni, firmata da David Benioff e D.B. Weiss e tratta dall’opera letteraria di George R.R. Martin, sono un numero ingente, allora in parte è facile spiegare la sorpresa al botteghino de “La fratellanza”, film carcerario firmato da Ric Roman Waugh, alla sua terza prova di regia. L’attore danese Nikolaj Coster-Waldau (Jaime Lannister, appunto) qui presta corpo e volto a Jacob Harlon, impeccabile uomo d’affari, marito e padre di famiglia, che dopo un bicchiere di troppo a cena e per un rosso al semaforo non rispettato provoca un incidente mortale in cui perde la vita il suo miglior amico. Costretto al patteggiamento per evitare una pena più lunga e vinto dai sensi di colpa, Jacob entrerà in quel microcosmo autosufficiente che è il carcere, dove inizierà per lui un regresso umano inesorabile e imprevedibile in tutte le sue variabili e profondità. Quella pena di due anni, così apparentemente breve, basterà a schiacciarlo, dilatandosi poi sensibilmente in un tempo eterno quando un unico impulso diventerà prioritario: non tanto quello di resistere, ma quello di sopravvivere.

Infatti dopo essere stato casualmente, nella prima notte di carcere, testimone dei soprusi e delle violenze subiti da un ragazzino di colore, novellino anche lui, Jacob sarà costretto a scegliere immediatamente, senza ripensamenti, tra l’essere vittima o carnefice, preda o predatore. Uomo o bestia: l’istinto alla sopravvivenza avvicina l’uomo all’animale, e porterà Jacob a trasformarsi fisicamente ed interiormente, paralizzandolo in un vortice buio e senza via d’uscita. “Breaking bad”, per citare un’altra memorabile serie Tv del nuovo millennio: il film di Ric Roman Waugh di fatto inscena la parabola di un uomo buono e dalla vita ideale che in un attimo fatale si stravolge, adeguandosi a costumi e modi opposti ed impantanandosi nella malavita e nel malaffare, dove clan e leggi non scritte diventano i nuovi ideali di famiglia, e logiche di prevaricazione e violenza le nuove morali; sempre più “bad”, sempre meno redimibile. Una parabola che Roman Waugh affronta con una narrazione compatta e incalzante, capace di coinvolgere ed emozionare, di tenere desta la tensione nell’alternanza temporale tra passato e presente, tra l’antefatto e i fatti attuali, tra l’uomo di prima e l’uomo nuovo. Equilibrato e preciso, lo stile del regista si ispira a quello di cineasti importantissimi (David Cronenberg e Michael Mann, per esempio) e fa leva su modelli cinematografici tramandati negli anni, sia per il ritratto della vita carceraria, sia per quello della criminalità e dei traffici sporchi.

Il film incontra qualche limite, paradossalmente, quando disdegna una rappresentazione più forzata e meno realistica dei personaggi: la Bestia, colui che è a capo della fratellanza a cui aderisce Jacob, per esempio, il cui nominativo rimanda già ad una realtà esagerata, è un personaggio che fin da principio viene ammantato da un’aura di mistero e terrore, smorzata tuttavia alla sua entrata in scena, dentro l’inquadratura e il campo cinematografico. Ma “La fratellanza” resiste bene nel percorso di coerenza stilistica intrapreso per ricercare una verosimiglianza e un’attendibilità dei fatti mostrati, con una macchina da presa ad altezza uomo, attratta dal corpo che cambia e da occhi e sguardi che restano gli stessi e che raccontano più di tante azioni e parole; appassionata a brevi momenti di umanità che non si lascia sfuggire e cattura senza artifici, isterismi e sproporzioni. Rapporti e legami familiari che si consumano da lontano, tra parole e fotografie, o in fugaci incontri; o tra le brevissime righe di una lettera, non enfatiche ma semplici, che dicono tutto. Degli errori di un uomo che ha ceduto all’istinto di sopravvivenza e che ha tradotto quel medesimo istinto nella protezione della sua vera famiglia: per salvarla dalla morte e dal declino umano e morale. Un Walter White alla luce del sole. Un Jaime Lannister, asservito ed impotente, che siederà su un trono di potere.

Voto dell’autore:3.5 / 5

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