La rosa purpurea del Cairo - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 4 voto/i
4.25/5

La rosa purpurea del Cairo

RANKING
128° su 2562 in Generale
4° su 126 in Fantastico
19851 h 22 min
Trama

Nell’America degli Anni ’30, nel bel mezzo della Grande Depressione, Cecilia lavora come cameriera in un bar per mantenere il marito Monk, fannullone e disoccupato. Per soffocare le proprie frustrazioni, Cecilia trascorre gran parte del suo tempo libero al cinema; fino al giorno in cui, mentre assiste ad un film intitolato “La rosa purpurea del Cairo”, uno dei personaggi esce dallo schermo e le viene incontro…

Metadata
Regista Woody Allen
Titolo originale The Purple Rose of Cairo
Data di uscita 17 Maggio 1985
Nazione U.S.A.
Durata 1 h 22 min
Attori
Cast: Mia Farrow, Jeff Daniels, Danny Aiello, Irving Metzman, Stephanie Farrow, Edward Herrmann, John Wood, Deborah Rush, Van Johnson, Zoe Caldwell, Milo O'Shea, Dianne Wiest, Glenne Headly
Trailer

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La rosa purpurea del Cairo

Può l’arte infrangere le regole della finzione e mescolarsi alla realtà? O, per essere più precisi, cosa accadrebbe se il personaggio di un film decidesse all’improvviso di uscire dallo schermo per tuffarsi nel “mondo reale”? Woody Allen prova a raccontarcelo ne “La rosa purpurea del Cairo”, una delle opere più originali e fantasiose della sua vastissima produzione. Per la seconda volta dopo “Interiors” Allen si limita a restare dietro la macchina da presa, concentrandosi sul ruolo di regista per mettere in scena un’incantevole favola moderna in cui immaginazione ed ironia si amalgamano con un equilibrio a dir poco perfetto.

Ambientata negli anni della Grande Depressione, la storia ha come protagonista Cecilia, una giovane donna insoddisfatta e frustrata interpretata con sensibilità da una bravissima Mia Farrow (alla sua quarta collaborazione con Allen, a quel tempo suo compagno anche nella vita). Intrappolata in un’esistenza grigia e squallida e in un matrimonio ormai privo di passione, Cecilia trova la sua unica via di fuga dai problemi della realtà nel cinematografo: e proprio nel buio della sala incontra Tom Baxter (Jeff Daniels), un affascinante avventuriero che tutt’a un tratto smette di recitare le battute del suo copione e decide di fuggire insieme a lei. Il rapporto fra verità e fiction viene così rovesciato da Allen per dar vita ad un formidabile paradosso narrativo, in cui il gioco surreale funge da cornice per una profonda riflessione metacinematografica (non a caso il film che Cecilia va a vedere al cinema si intitola “La rosa purpurea del Cairo”).

Ispirandosi al teatro di Luigi Pirandello (“Sei personaggi in cerca d’autore”) ed al film “Calma, signori miei!” (“Sherlock Jr”) di Buster Keaton (dal quale riprende l’espediente del passaggio dalla realtà alla finzione), Woody Allen prosegue così il suo discorso sulla creazione artistica e sul potere immaginifico dell’arte e dello spettacolo, regalandoci al tempo stesso una delle più straordinarie dichiarazioni d’amore per il cinema, suggellata in un meraviglioso finale: quando Cecilia, rifugiatasi ancora una volta nell’ombra della sala, assiste con magico rapimento alle piroette di Fred Astaire e Ginger Rogers nel film “Cappello a cilindro”, sulle note della canzone “Cheek to cheek”. Eccellente la ricostruzione dell’America degli Anni ’30, impreziosita dalla fotografia del solito Gordon Willis e da un campionario di musiche d’epoca: altri pregi di un film graziosissimo, dotato di un’armonia che ha del miracoloso.

Voto dell’autore:4.2 / 5

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