La testimonianza - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
3.50/5

La testimonianza

RANKING
1341° su 2492 in Generale
491° su 706 in Drammatico
20181 h 31 min
Trama

Yoel, un ricercatore che studia l'Olocausto, è nel mezzo di una battaglia legale, ampiamente ripresa dai media, contro interessi potenti in Austria. La questione riguarda un brutale massacro di ebrei che ebbe luogo verso la fine della Seconda Guerra Mondiale nel villaggio di Lendsdorf.

Metadata
Titolo originale Haedut
Data di uscita 25 gennaio 2018
Nazione Israele
Durata 1 h 31 min
Attori
Cast: Ori Pfeffer, Rivka Gur, Hagit Dasberg, Orna Rotenberg, Emmanuel Cohn
Trailer

No trailer added for this movie.

La testimonianza

Nella Bibbia ortodossa ebraica si parla di “Luchot Ha Edut”, Tavole della Testimonianza, per indicare le tavole con i dieci comandamenti con cui Mosè scesa dal monte Sinai. “Ha Edut”, forse non a caso, è il titolo originale dell’opera prima di Amichai Greenberg che racconta di Yoel, ebreo ortodosso che si mette alla ricerca della verità su quanto successo in piccolo villaggio austriaco. Secondo l’ortodossia ebraica, quando Mosè ricevette le Tavole della Testimonianza non solo nacque un codice di comportamento del popolo ebraico, ma in un certo senso il primo monumento ebraico alla memoria, perché quelle tavole rappresentavano la testimonianza dell’esistenza di Dio ed il patto tra Dio ed il popolo ebraico. Il richiamo religioso di Greenberg, sottolineato sin dalla scelta del titolo “La testimonianza”, potrebbe essere approfondito in due aspetti: quello pubblico rappresentato dal popolo ebraico durante l’Olocausto e quello privato legato a Yoel, alter ego di Greenberg stesso.

Ed è proprio su questi due aspetti che si muove il film, infrangendo le barriere che separano l’uno dall’altro. La scelta di Greenberg di mostrare testimonianze reali ma usando nomi inventati, di raccontare una storia plausibile ma non supportata da fatti certi, di scegliere il fittizio villaggio di Lendsdorf come luogo che non esiste ma che è ovunque, di muoversi tra docu-film e fiction, è da collocare nel tentativo di universalizzare Yoel. Perché il viaggio di Yoel non è superficialmente la ricerca della verità su quanto accaduto a Lendsdorf, bensì rappresenta un viaggio intimo e profondo del protagonista (e del regista), il quale vedrà disintegrarsi ogni certezza personale proprio sotto il peso di quella agognata verità. E in questa catarsi Yoel dovrà affrontare il becero negazionismo che contraddistingue l’essere umano, scontrandosi contro tutto ciò con cui è cresciuto. “La verità è sempre una e assoluta”, dice Yoel, scoprendo ben presto che non è affatto così, ma è necessario scoprire tutte le verità.

Se da un lato, dal punto di vista registico, “La testimonianza” risulta troppo spesso schematico, dall’altro Greenberg riesce a creare un forte impatto emotivo che mescola la sfera privata e quella pubblica del suo protagonista, cadenzando, con i ritmi di un buon thriller, i processi che porteranno alla verità. Forse non ci sarà la maturità registica sufficiente ad affrontare temi di questa portata, però bisogna riconoscere a Greenberg una sincerità di fondo che regala a “La testimonianza” una vasta gamma di emozioni, dall’incertezza all’orrore, dall’amore al senso di appartenenza. A Greenberg va quindi il merito di aver scelto un approccio privo di retorica, ma che piuttosto guarda all’animo umano attraverso le scelte compiute da ciascuno per sanare la propria coscienza personale.

Voto dell’autore:3.5 / 5

The following two tabs change content below.
Da quando ho 13 anni mi sono imposto di vedere almeno due film al giorno. Ora ho quasi 29 anni e posso dire di aver visto più di diecimila film, qualcuno più, qualcuno meno. Nel 2016 ho collaborato alla stesura del libro " J-Movie. Il cinema giapponese dal 2005 al 2015" (2016, Edizioni Simple) occupandomi del cinema horror giapponese nel capitolo 5. Il cinema è la mia grande passione, se ancora non fosse chiaro

Ultimi post di Alfredo De Vincenzo (vedi tutti)

Loading...