La voltapagine - Recensione

Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
4.05/5

La voltapagine

RANKING
259° su 2323 in Generale
115° su 660 in Drammatico
20061 h 25 min
Trama

Mélanie Prouvost ha dieci anni ed un promettente talento per la musica; sfortunatamente, la bambina fallisce l’esame di ammissione al Conservatorio a causa di una distrazione della presidente della commissione, la celebre pianista Ariane Fouchécourt, e da quel momento smette di suonare. Alcuni anni più tardi, Mélanie si fa assumere come babysitter in casa di Jean Fouchécourt, il marito di Ariane…

Metadata
Titolo originale La tourneuse de pages
Data di uscita 9 febbraio 2007
Nazione Francia
Durata 1 h 25 min
Attori
Cast: Catherine Frot, Déborah François, Pascal Greggory, Christine Citti, Clotilde Mollet, Jacques Bonnaffé, Xavier de Guillebon, Antoine Martynciow, André Marcon, Julie Richalet, Martine Chevallier, Arièle Butaux, Michèle Ernou, Danièle Douet, Mark Reed, Jean Chrétien, François Rosolato, Alexis Monceaux, Jacques Sotty, Catherine Lebaigue, Frédéric Moulin, Émilie Reignier, Marion Sicre, Pomme Bourcart, Juliette Bône, Caroline Mathieu, Moussa Ag Assarid, Karim Adelis, Danièle Renaud, Julie Primot, François Guillaume
Trailer

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La vendetta, si sa, è un piatto che va servito freddo… ed è proprio questa la ricetta seguita nel film “La voltapagine”, un tesissimo dramma psicologico sceneggiato e diretto da Denis Dercourt, ex-suonatore di viola nonché docente al Conservatorio di Strasburgo. Il tema atavico della vendetta, che ha sempre avuto molta fortuna al cinema, viene qui ripreso da Dercourt per costruire un affilatissimo thriller che vede al centro della scena, nei rispettivi ruoli di vittima e carnefice, due personaggi femminili: Ariane Fouchécourt (Catherine Frot), pianista di successo dal fragile equilibrio psichico, e la giovane Mélanie Prouvost (Déborah François), le cui ambizioni di musicista erano franate in tenera età proprio per colpa di Ariane.

Dopo un breve prologo che ci racconta l’antefatto degli eventi, il film ci trasporta una decina d’anni più avanti: quando Mélanie, che nel frattempo ha abbandonato del tutto la musica, riesce subdolamente a introdursi nella vita di Ariane e di suo marito Jean (Pascal Greggory) come babysitter di loro figlio. In breve, Mélanie saprà conquistare la fiducia e l’affetto di Ariane, che le affiderà il delicatissimo compito di farle da voltapagine per la sua attesa rentrée; e intanto, fra le due donne si instaura un legame sempre più profondo ed ambiguo. Dercourt, dunque, gioca la carta della suspense attraverso un’impeccabile attenzione per i dettagli: la tensione del film, infatti, è tutta basata su piccoli gesti, su sguardi fugaci, su silenzi emblematici, dietro cui si nasconde l’insondabile vertigine dei sentimenti inespressi (l’odio di Mélanie nei confronti di Ariane e, viceversa, l’attrazione inconfessabile che la matura pianista prova per la ragazza).

Con uno stile freddo e conciso, il regista ci mostra così una delle vendette più raffinate mai viste al cinema, non mancando di tinteggiare la storia con sottili sfumature di carattere sociale (le umili origini di Mélanie contro lo status alto-borghese della famiglia Fouchécourt). A metà strada fra i perversi giochi di potere alla Joseph Losey e il thriller psicologico alla Claude Chabrol, Dercourt è molto abile nel tenere alta la tensione dello spettatore, senza ricorrere a improbabili colpi di scena, ma rendendoci partecipi (e quindi complici) della vendetta di Mélanie; e intanto, fa sì che la nostra simpatia si rivolga al personaggio di Ariane, con la sua sommessa disperazione che si riversa nell’amore omoerotico per la propria carnefice. E non a caso, l’impianto narrativo del film è sorretto in buona parte dalle spalle delle due protagoniste: l’impenetrabile diciottenne Déborah François, che aveva esordito un anno prima ne “L’enfant” dei fratelli Dardenne, e la bravissima Catherine Frot, che si conferma una delle migliori attrici in circolazione nel cinema francese.

Voto dell’autore:3.8 / 5

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