L'altro volto della speranza - Recensione

Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
3.60/5

L'altro volto della speranza

RANKING
1140° su 2323 in Generale
143° su 406 in Commedia
20171 h 38 min
Trama

Wilkstrom, un appassionato giocatore di poker di professione commesso viaggiatore, e Khaled, un immigrato siriano appena arrivato in Finlandia, si incontrano per caso in un buffo locale chiamato "La pinta dorata".

Metadata
Regista Aki Kaurismäki
Titolo originale Toivon tuolla puolen
Data di uscita 6 aprile 2017
Nazione Finlandia
Durata 1 h 38 min
Trailer

Uscito nelle sale finlandesi a febbraio e presentato in concorso al 67° Festival del Cinema di Berlino, dove si è aggiudicato il premio per il miglior regista, “L’altro volto della speranza” (“Toivon tuolla puolen” in originale) è il diciassettesimo film del regista finlandese Aki Kaurismäki, sei anni dopo il precedente lungometraggio da lui diretto, “Miracolo a Le Havre”. E con “L’altro volto della speranza” Kaurismäki sembra legarsi indirettamente alla sua penultima opera per le tematiche e lo stile proposto, realizzando un’altra commedia malinconica e mettendo al centro della vicenda le storie di Khaled (Sherwan Haji), un immigrato siriano ritrovatosi per caso ad Helsinki, e di Wilkstrom (Sakari Kuosmanen), un burbero signore di mezza età che decide di ripartire da zero avviando un ristorante. Il regista de “Le luci della sera” punta a bilanciare con equilibrio le diverse anime del proprio cinema, cercando di trattenere con misura gli elementi drammatici della narrazione e provando a riproporre il suo personalissimo umorismo.

Con “L’altro volto della speranza” pare dunque di assistere a un’opera quasi sospesa fuori dal tempo, nonostante l’esplicito riferimento nel racconto all’attualità attraverso temi come l’accettazione e l’integrazione degli immigrati e il razzismo. Ma nonostante il difetto del film, forse, consista proprio nel voler ribadire senza grande novità il concetto trainante al cuore del messaggio, Kaurismäki riesce ad andare oltre i limiti di una pellicola che a tratti rischia di assumere connotazioni politiche superficiali e un tono eccessivamente “corretto” nelle intenzioni: il regista finlandese volge dunque lo sguardo pure verso una narrazione e una messa in scena caratterizzate da una profonda delicatezza, descrivendo le parabole di vita dei due personaggi protagonisti con un tono buffo e stralunato, e assumendo un ammirevole candore nella propria osservazione del mondo. Così “L’altro volto della speranza” finisce per elaborare un discorso più ampio, che non resta confinato al momento storico attuale ma parla della solidarietà intesa come guardare l’altro e soprattutto come riscoperta dell’umanità: la propria e quella altrui.

Voto dell’autore:3.5 / 5

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