Le streghe son tornate - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
4.10/5

Le streghe son tornate

RANKING
239° su 2562 in Generale
2° su 36 in Demenziale
20131 h 52 min
Trama

Un padre disperato, José, organizza un’improponibile rapina, mascherato da Gesù Cristo, ad un negozio di compravendita di oro, coinvolgendo il suo amico Tony e suo figlio Sergio, che proprio quel giorno è costretto a portare con sé a causa del divorzio dalla moglie Silvia. La rocambolesca rapina finisce per coinvolgere il tassista Manuel, con cui scappano verso la Francia. Con due sbirri alle calcagna ed una moglie disperata alla ricerca dei propri “cari”, i rapinatori faranno una sosta dalle parti di Zugarramurdi, un luogo tutt’altro che ospitale e popolato da un’orda di streghe sanguinarie.

Metadata
Titolo originale Las brujas de Zugarramurdi
Data di uscita 30 Aprile 2015
Nazione SpagnaFrancia
Durata 1 h 52 min
Attori
Cast: Hugo Silva, Mario Casas, Carmen Maura, Javier Botet, Carolina Bang, Carlos Areces, Macarena Gómez, Pepón Nieto, Secun de la Rosa, María Barranco, Terele Pávez, Enrique Villén, Santiago Segura
Trailer

No trailer added for this movie.

Le streghe son tornate

Con “Le streghe son tornate”, il suo film più saturo di elementi apparentemente omogenei, Alex de la Iglesia dimostra di aver raggiunto la sua maturità di cineasta nutritosi di cinema, ma anche di fumetti. Il suo nuovo lavoro, infatti, è un fumettone ancestrale dal ritmo di montaggio e di dialogo scoppiettante, vorticoso, letteralmente strabordante di ammiccamenti e citazioni ad una babele di film dell’orrore, nella scorza spessa del grottesco (dentro cui il regista spagnolo ama sguazzare) e della commedia nera (“Crimen perfecto” è, fra le sue, la migliore). Il film parte in quarta con un incipit travolgente, una delle sequenze d’inseguimento più eccitanti che si siano mai viste sugli schermi degli ultimi tempi, seguendo la linea retta dell’action-movie ed esaltandone i connotati; poi il giallo sputato sul goticheggiante dipana una sorta d’indagine di culto che conduce gli innumerevoli personaggi del film dentro una serie infinita di concatenazioni assurde e mutevoli, senza alcuna via d’uscita.

Si sprecano le strizzatine d’occhio ad altri film horror, specie nella lunga sequenza finale, ambientata nelle grotte sotterranee: da “Un lupo mannaro americano a Londra” a “La casa”, da “L’esorcista” a “Splatters” (con cui condivide il vorticoso ritmo di montaggio), da “The descent – Discesa nelle tenebre” alla serie Tv “The walking dead”, ed è possibile scovare riferimenti persino al “The Rocky Horror Picture Show”, per l’assoluta originalità e stravaganza delle trovate scenografiche, costumistiche e anche di fotografia. Così come non è possibile non pensare pure a Guillermo del Toro, quello di “Mimic” e “Cronos”, ad esempio. Forse nel film sono presenti un po’ troppi riferimenti, e nel finale il caos rischia di compromettere in parte il bel ricordo di uno di quei titoli di cui si può dire di tutto fuorché che siano noiosi; ma de la Iglesia amalgama tutto con la piena maturità di chi sa unire l’artigianato con l’industria in una maniera talmente convincente da non sfigurare accanto al capolavoro di Peter Jackson (il sopracitato “Splatters – Gli schizzacervelli”).

Nel cast non sfigura nessuno: tutti gli attori spagnoli – Javier Botet, Mario Casas, Hugo Silva, Carlos Areces – perlopiù sconosciuti al nostro pubblico tengono testa ad una presenza importante e in questo caso anche imponente come quella di Carmen Maura, che si diverte da morire nel ruolo della strega-regina (la Maura aveva lavorato con de la Iglesia già ne “La comunidad”). “Le streghe son tornate” è uno spettacolo-poltiglia, una zuppa di repellente kitsch, un moderno e antico campionario di efferatezze stemperate nell’assurda e compiacente ironia di nero e di morte, ma anche di lotta e guerra dei sessi. Una baraonda ordinata di reminiscenze del sottosuolo e della cultura underground: è paludoso, pompante, viscido eppure lucido, luciferino, ribollente come un’enorme pentola di disumani resti. Se Mary Poppins aveva la sua borsa (e che borsa!), le stregone di Zugarramurdi hanno la loro pentola: volete mettere la differenza?

Voto dell’autore:4.4 / 5

The following two tabs change content below.

Ultimi post di Federico Mattioni (vedi tutti)

Loading...