Le fidèle - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 2 voto/i
2.90/5

Le fidèle

RANKING
2080° su 2514 in Generale
658° su 715 in Drammatico
20172 h 10 min
Trama

Tra Gigi Vanoirbeek e Bibi Delhany nasce un amore appassionato. Il problema è che lui è un gangster di una nota banda di Bruxelles mentre lei è una pilota d’auto da corsa, appartenente a una famiglia benestante. Il loro sentimento dovrà superare diversi ostacoli che sembreranno insormontabili.

Metadata
Titolo originale Le Fidèle
Data di uscita 6 settembre 2018
Nazione BelgioFranciaOlanda
Durata 2 h 10 min
Attori
Cast: Matthias Schoenaerts, Adèle Exarchopoulos, Jean-Benoît Ugeux, Kerem Can, Sam Louwyck, Stefaan Degand, Corentin Lobet, Igor van Dessel, Gaël Maleux, Charley Pasteleurs, Dimitry Loubry
Trailer
Le fidèle

Il regista Michaël R. Roskam torna al cinema con il film che completa il suo viaggio nella criminalità belga, iniziato nel 2011 con “Bullhead – La vincente ascesa di Jacky”, candidato all’Oscar come miglior film straniero, e proseguito nel 2014 con “Chi è senza colpa”, ultima apparizione sul grande schermo di James Gandolfini, in cui Roskam si spostava nei sobborghi di Brooklyn. “Le fidèle” è l’ideale conclusione di un dittico simbolicamente unito da Matthias Schoenaerts, presente in entrambe le pellicole precedenti: dal giovane pastore lussemburghese di “Bullhead” al rapinatore de “Le fidèle”, l’attore belga ha affinato una grande intesa con Roskam e in quest’ultimo film riesce a a dare profondità a un personaggio all’apparenza piuttosto bidimensionale. Un lavoro intenso che si riflette sul rapporto con il personaggio femminile; in questo caso Adèle Exarchopoulos dimostra però meno dimestichezza del collega con il ruolo assegnatole, e nell’evoluzione complessiva della trama è un handicap non da poco.

Se le premesse si rivelano interessanti e potenzialmente originali, il film di Roskam evidenzia in seguito troppi passaggi a vuoto, anche in sede di sceneggiatura, sfilacciata e priva di quel mordente che possa giustificare appieno un cambio di direzione così lampante nel corso della narrazione. L’operazione risulta dunque fredda e poco coinvolgente: un difetto che assume contorni ancor più rilevanti se si considera che al centro della trama, caratterizzata da confusionari salti temporali, dovrebbe collocarsi la storia d’amore fra Gigi e Bibi, i due protagonisti. Come nei precedenti capitoli della sua breve ma interessante filmografia, Roskam si dimostra un cineasta attento nel proporre idee che tentino di svicolare dai classici stilemi dei generi nei quali si cimenta. Al contempo palesa una certa difficoltà nel creare un prodotto che sia omogeneo e interamente connesso, al di là della forma, così come poco fluido risulta il racconto. L’impressione è che la strada intrapresa dal regista belga sia quella giusta, ma che occorrano ancora diversi chilometri per arrivare ad una destinazione convincente.

Voto dell’autore:2.5 / 5

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