Le idi di Marzo - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 4 voto/i
3.63/5

Le idi di marzo

RANKING
1249° su 2562 in Generale
478° su 732 in Drammatico
20111 h 38 min
Trama

Un giovane responsabile della comunicazione, Stephen Meyers, viene assunto dal Governatore Mike Morris, che concorre alle primarie del Partito Democratico per la candidatura alla Presidenza degli Stati Uniti. Durante il periodo della campagna elettorale, Meyers si renderà conto di tutte le falsità e le brutture del mondo della politica.

Metadata
Regista George Clooney
Titolo originale The Ides of March
Data di uscita 16 Dicembre 2011
Nazione U.S.A.
Durata 1 h 38 min
Attori
Cast: Ryan Gosling, George Clooney, Philip Seymour Hoffman, Paul Giamatti, Evan Rachel Wood, Marisa Tomei, Jeffrey Wright, Jennifer Ehle, Gregory Itzin, Michael Mantell, Max Minghella, Yuriy Sardarov, Bella Ivory, Maya Sayre, Danny Mooney
Trailer
Le idi di Marzo

Democraticamente parlando, la politica non nasce a carte scoperte, ma al contrario tende a confondere, demistificare, fino a seppellire la concreta pulizia della verità. George Clooney, regista e interprete del film “Le idi di marzo”, conosce a memoria l’inghippo, e nello scendere a compromessi con il proprio personaggio narcisisticamente si ripulisce a nuovo, riprendendo le redini del vecchio; ossia, discorso sostenuto brillantemente per un film di stampo classico. Liberamente tratto dal testo teatrale “Farragut North” di Beau Willimon, che scrive parte della sceneggiatura del film in collaborazione con il produttore, regista e protagonista George Clooney e con Grant Heslov, “Le idi di marzo” dice egregiamente e con senso della misura quel che deve dire e che tutti ormai sanno fin troppo bene, e lo fa senza esagerare né con i compromessi né con il tiro a segno sulle tortuose pecche del potere.

Nel film Clooney è il governatore Mike Morris, che in vista delle nuove elezioni predispone il gioco a proprio favore. Crede fortemente in lui un rampante guru della comunicazione, Stephen Meyers (Ryan Gosling, in panni che ben gli si confanno), che preme per una campagna di tutto rispetto. Molly Stearns (Evan Rachel Wood) fa la stagista e il suo mestiere, a quanto pare, è quello di sedurre per cadere poi sedotta. Paul Zara (Philip Seymour Hoffman, mai fuori ruolo) lavora dietro le quinte in attesa di una losca promozione. Tom Duffy (Paul Giamatti, la consueta ciliegina sulla torta) rema controvento cercando di attirare a sé le attenzioni di Stephen, che si lascia travolgere dagli eventi; eventi più grandi di lui, più grandi di tutti quelli che abbordano la politica da una postazione in retrovia, in confronto a quelli che sono i reali scenari dei giochi sottobanco. Ida Horowicz (Marisa Tomei) ne condiziona i progetti, facendo buon viso a cattivo gioco. Fanno buon viso a cattivo gioco quasi tutti, pur di accaparrarsi un po’ di favori, scendendo più volte a compromessi, fra gli inganni del mestiere.

Con un linguaggio classico, il film ha il suo punto di forza nei dialoghi più che nel complessivo della sceneggiatura, perché ogni personaggio sproloquia con energia quello che da lui con tutta tranquillità ci si aspetta, mentre il colpo di scena non fa scena e finisce per indebolire l’assunto del disadorno quadro di acidi umori in odore di vendetta. Il quadro però non si arena, e nelle scelte di regia Clooney sa come solleticare la fantasia di chi si attende un massacro verbale e, perché no, suicida. In fin dei conti “Le idi di marzo” è un film fatto di discorsi formalmente brillanti, di parole apparentemente fuori posto, e di sguardi che allenano l’impossibile desiderio di uscirne fuori una volta per tutte.

Voto dell’autore:3.3 / 5

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