L'evocazione - The conjuring - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 1 voto/i
3.50/5

L'evocazione - The conjuring

RANKING
1376° su 2562 in Generale
41° su 113 in Horror
20131 h 52 min
Trama

Rhode Island, 1971. Carolyn e Roger Perron si trasferiscono in un’antica dimora abbandonata nei pressi del villaggio di Harrisville insieme alle loro cinque figlie, Andrea, Nancy, Christine, Cindy ed April. Tuttavia, fin dalla prima notte trascorsa nella nuova casa la famiglia Perron inizia a notare strani fenomeni, che con il trascorrere dei giorni si fanno sempre più inquietanti, fino a rivelare i segni di una sinistra presenza…

Metadata
Regista James Wan
Titolo originale The Conjuring
Data di uscita 21 Agosto 2013
Nazione U.S.A.
Durata 1 h 52 min
Attori
Cast: Patrick Wilson, Vera Farmiga, Lili Taylor, Ron Livingston, Hayley McFarland, Mackenzie Foy, Joey King, Shanley Caswell, Shannon Kook-Chun, Kyla Deaver, Sterling Jerins, Marion Guyot, Morganna Bridgers, Amy Tipton, John Brotherton
Trailer
L'evocazione - The conjuring

Esattamente da quarant’anni, con l’uscita nelle sale del classico di William Friedkin “L’esorcista”, il cinema horror sembra essere indissolubilmente legato alle entità demoniache, alle possessioni e agli esorcismi: un autentico filone a sé, all’interno del vasto campo dei film dell’orrore, che nel corso del tempo ha proliferato cristallizzandosi in un’iconografia di riferimento ben precisa, immancabilmente presente in quasi tutti gli esempi di questo sotto-genere. E a quattro decenni di distanza dall’intramontabile cult che terrorizzò decine di milioni di spettatori, il suddetto filone rimane saldamente ancorato a tale iconografia, ancora oggi molto efficace, ma al tempo stesso limitante rispetto ad un cinema che fatica ad evolversi e a trovare nuove modalità di espressione; come dimostra anche “L’evocazione – The conjuring”, horror dai contorni soprannaturali diretto da uno dei registi maggiormente specializzati in questo settore, il malesiano James Wan.

Nel campo dell’horror, Wan ha dimostrato un notevolissimo talento fin da quando, a soli 27 anni, diede vita alla saga cinematografica di “Saw”, in un tripudio di efferatezze e torture fisiche e psicologiche. E nel 2013, dopo il clamoroso successo messo a segno due anni prima con “Insidious”, Wan è riuscito a tenere nuovamente il pubblico con il fiato sospeso grazie a “L’evocazione” (film in grado di raccogliere oltre 200 milioni di dollari al box-office), ispirandosi alla “storia vera” – il virgolettato, in questi casi, è d’obbligo – che ha visto protagonisti, nel 1971, una coppia di demonologi / esorcisti, Ed e Lorraine Warren, interpretati da Patrick Wilson e Vera Farmiga. A partire dalle figure dei due “esperti dell’occulto”, “L’evocazione” non si fa mancare nulla, riportando sullo schermo tutti gli elementi canonici del genere di appartenenza ed inserendoli, ovviamente, in una vecchia casa infestata, inesorabile palcoscenico delle manifestazioni demoniache, con il ben noto corredo di sinistri scricchiolii, porte che si aprono e si chiudono all’improvviso, cantine infestate, angosciosi sussurri nell’ombra e mostri senza volto che si nascondono negli armadi e sotto i letti.

In questo teatro degli orrori, le cui malcapitate vittime saranno i coniugi Carolyn e Roger Perron (Lili Taylor e Ron Livingston) e le loro cinque bambine, James Wan sa muovere la macchina da presa con indubbia perizia, sfruttando abilmente i mezzi a disposizione e le suggestioni di una storia che punta a suscitare le inquietudini più profonde dell’animo umano (con espliciti rimandi religiosi al conflitto fra Dio e Satana). Eppure, nonostante in superficie tutto funzioni a dovere, il film di Wan lascia la sensazione del compito molto ben svolto, ma nulla di più; come se il regista avesse voluto dar sfogo all’intero campionario iconografico degli horror demoniaci, in un parossistico accumulo di situazioni, stilemi ed effetti (non manca davvero nulla), rinunciando però ad aggiungere una nota più personale o un dettaglio davvero spiazzante. Ecco, forse il maggiore limite de “L’evocazione” è proprio questo: per quanto più o meno spaventati non si rimane mai davvero sorpresi, in quanto tutto ciò a cui si assiste sullo schermo rientra comunque in quell’ottica di convenzioni filmiche ormai fin troppo consolidate nel nostro immaginario. E se, nel buio della sala, le urla isteriche e i sobbalzi sulla poltrona non mancheranno di certo, “L’evocazione” difetta tuttavia di quella perversa ambiguità di fondo che a fine visione avrebbe potuto lasciare gli spettatori non solo un po’ intimoriti, ma anche – impresa ben più ardua – intimamente perturbati.

Voto dell’autore:3.5 / 5

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