L'incidente - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
4.40/5

L'incidente

RANKING
50° su 2562 in Generale
16° su 732 in Drammatico
19671 h 45 min
Trama

Oxford College. Stephen e Charley, due docenti di mezza età, prendono una sbandata per una studentessa austriaca di nome Anna, conosciuta tramite William, un giovane studente che frequenta la ragazza. Fra pranzi, cene, ricorrenze, e incontri più o meno fortuiti, il terzetto circuirà la bellissima Anna, fino all’incidente che chiuderà le danze di una borghesia allo sfacelo.

Metadata
Regista Joseph Losey
Titolo originale Accident
Data di uscita 16 Giugno 2019
Nazione Gran Bretagna
Durata 1 h 45 min
Attori
Cast: Dirk Bogarde, Stanley Baker, Jacqueline Sassard, Michael York, Delphine Seyrig, Alexander Knox, Vivien Merchant, Maxwell Caulfield
Trailer

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L'incidente

Il legame Joseph Losey / Harold Pinter è al secondo atto di una collaborazione piuttosto proficua, che comprenderà anche il successivo capolavoro “Messaggero d’amore” (1970). Tratto dal romanzo di Nicholas Mosley e adattato da Pinter per Losey, “L’incidente” è un marchingegno psicologico di una raffinatezza formale e di una precisione, una puntualità stilistica di toni, umori, segni e particolarità che ha pochi eguali nella storia del cinema. Come anche il successivo e interessante, anche se meno riuscito e più oscuro, “Cerimonia segreta” (1968), i personaggi borghesi sono filmati nelle loro stesse trappole: case di lusso, giardini vistosi e spaziosi, legami ormai non più saldi e resi logori dal tempo e dalle nuove conoscenze giovanili.

I due docenti, interpretati da Dirk Bogarde e Stanley Baker, assommano tutti i vizi e le meschinerie della classica borghesia, decadente eppure esageratamente desiderosa di mostrarsi e dimostrarsi ancora giovane, e da qui nasce una forte gelosia non solo fra gli stessi docenti, ma anche con il giovane Michael York, che sembra avere una relazione con la studentessa Anna, che ha l’angelico e sensualissimo volto di Jacqueline Sassard. I conflitti si amplificano nell’assuefazione dei corteggiamenti, resi possibili dalla donna che ammicca e seduce con gli occhi e con il corpo, con quelle residue parole smozzicate che pronuncia con un vago accento tedesco, e quasi sottovoce, nel silenzio e nella quiete degli incantevoli giardini che circondano le due magioni principali: il college e la casa di Stephen. Sono uomini sposati o in procinto di divorziare, che sentono di essere giunti ad un bivio, sono abituati ad avere e mantenere delle amanti e giocano con la menzogna, il non detto, che è fondamentale in questo film.

Per gran parte del film i personaggi comunicano con delle occhiate, con silenzi-assensi, nell’ambiguità generale (stupenda e significativa la scena del giro in barca, in cui il primo atto di seduzione di Stephen nei riguardi di Anna ha la gittata blanda e magica dell’ondeggiamento dell’acqua e delle piante che le girano attorno). Losey mette molta cura nei dettagli e nella scelta delle location, così come degli attori. I suoi attori girano spesso a vuoto, attorno a loro stessi, e all’interno di dimore che somigliano a delle roccaforti antiche, quasi dei labirinti, dove il regista americano (in una lunga trasferta inglese, fase di spicco della sua intensa carriera registica) muove la cinepresa con una morbidezza sempre consona al racconto. L’incidente finale suggella la sconfitta. Non ci sono scene di sesso nel film. Tutto resta molto ambiguo. Chi ha veramente posseduto Anna? Una cosa è certa, nessuno l’ha veramente conquistata. Ma se chi più l’ha desiderata riesce a possederla solo in un momento di estrema impotenza, allora il tragico disegno si compie nella dispersione futile di ciò che è stato e che mai più sarà. Un rombo, un boato, uno schianto improvviso e lacerante. Campo lunghissimo. Il cancello si chiude. La porta di casa pure. L’azione anche. Le parole, le spiegazioni, le giustificazioni, svanite da un pezzo.

Voto dell’autore:4.8 / 5

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