Lucy - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 1 voto/i
4.10/5

Lucy

RANKING
239° su 2562 in Generale
1° su 99 in Azione
20141 h 30 min
Trama

La sventurata studentessa Lucy è costretta dal suo fidanzato a consegnare ad un gruppo di malavitosi una valigetta contenente della droga. Il capobanda Jang le tende un agguato e la rapisce, dopo aver trucidato all’’istante il suo ragazzo. Obbligata con la forza a fare da corriere della droga, Lucy viene operata chirurgicamente e all’interno del suo stomaco le inseriscono una sacca contenente una speciale droga blu, che a seguito di un pestaggio finisce per tracimare all’interno del suo organismo donandole incredibili poteri fisici e mentali. La giovane decide così di mettersi in viaggio partendo da Taipei, per passare poi tra Berlino, Roma e Parigi, dove con l’aiuto del professor Samuel Norman metterà a punto i suoi sconcertanti piani di vendetta.

Metadata
Regista Luc Besson
Titolo originale Lucy
Data di uscita 25 Settembre 2014
Nazione Francia
Durata 1 h 30 min
Attori
Cast: Scarlett Johansson, Morgan Freeman, Choi Min-sik, Amr Waked, Julian Rhind-Tutt, Pilou Asbæk, Analeigh Tipton, Nicolas Phongpheth, Jan Oliver Schroeder, Luca Angeletti, Loïc Brabant, Pierre Grammont, Pierre Poirot, Bertrand Quoniam, Pascal Loison, Isabelle Cagnat, Pierre Gérard, Frédéric Chau, Claire Tran, François Legrand, Bob Martet, Cédric Chevalme, Alexis Rangheard, Tonio Descanvelle, Christophe Lavalle, Julien Personnaz, Matthew Bravais, Renaud Cestre, Thibault Segouin, Claire Zaniolo, Alessandro Giallocosta, Wolfgang Pissors, Sifan Shao, Paul Chan, I. Cheng-Sheng, Chou Chung-Wei, Huan Jhih-Cyuan, Frank Ma, Tseng Sheng-En, Liu Hsieh-Min, Sandra Abouav, Abel Aboualiten, Ken Lin, Feng Hsing, Hao-Hsiang Hsu, Laura D'Arista, Eunyul Hong, Samuel Churin, Mason Lee, Mohammad Aslam Ansari, Kevin Dust, Diego Llano, Timothy Reevis, German Tintaya Mamani, Kanneti Sawe Han
Trailer
Lucy

E meno male che il Luc Besson di “Nikita” e “Léon” aveva deciso di non farne più, di film d’azione! Invece Besson torna in grande stile, e in grande forma, con “Lucy”, fuorviante parabola tecnologica sci-fi agitata nel genere action. Ci sono voluti dieci anni prima che Besson riuscisse a realizzare questo film; dieci anni di ricerche e di svolte inaspettate, prima che lo script prendesse forma, sostanza e vita. Ciò che colpisce già nell’arco di una manciata di minuti è il pathos per mezzo del quale il regista, sceneggiatore e produttore francese riesce a costruire un marchingegno ad orologeria, superficialmente caotico, ma in realtà ben strutturato e ricco in maniera mirabile – prodigiosa è la tecnica del film – di effetti speciali, tarati in maniera esemplare attraverso un vero e proprio linguaggio a sé stante del montaggio.

Come Besson già ci aveva insegnato nei sopracitati film – di gran lunga i più riusciti della sua carriera, cominciata nel 1983 con “Le dernier combat” – la tensione è il suo inconfondibile marchio di fabbrica, in grado di divampare furoreggiando ad ogni colpo di scena o svolta del film, dentro e per mezzo dei suoi personaggi, impietosi killer costretti ad avere a che fare con donne apparentemente inoffensive (sotto questo aspetto Besson se la batte ferocemente con Abel Ferrara). Il cinema di Besson è un concentrato di adrenalina che nel caso di “Lucy” deve molto, appunto, al montaggio, vortice ipnotico di sensorialità inclini a tessiture visive e psicologiche coerentemente innervate dentro teorie neuro-scientifiche. Besson, consapevolmente, frusta e fa rincorrere componenti antitetiche a livello di generi (vi sono riccamente amalgamati codici del gangster-movie e dell’action, dei film fumettari sui supereroi e dello sci-fi), sconquassandone le fondamenta nelle loro esteriorità, con l’obiettivo di non lasciare punti di riferimento certi, se non scientificamente provati a livello teorico; Lucy, ad esempio, è il nome del celebre esemplare femmina Australopithecus ritrovato nel 1973, e infatti ne vediamo una ricostruzione proprio all’inizio del racconto.

Per dare risalto alla storia del film serviva un’interpretazione che potesse donare vigore e forza espressiva al ruolo di Lucy, e Scarlett Johansson riesce a conferirle quel “quid” necessario attraverso tutto il corpo, nelle sue esemplari movenze recitative, superando la prova in maniera convincente dopo la straordinaria performance vocale compiuta in “Lei”. Sta di fatto che alcune sequenze non possono non riportare alla mente diverse acrobazie stratosferiche compiute da Christopher Nolan e dal suo team in “Inception” (nella fattispecie la scena all’interno del corridoio dell’ospedale e il lungo inseguimento in macchina per le vie di Parigi, girato nell’arco di tre giorni), mentre il caos, dal punto di vista iconico, tende a imporsi rispetto all’ordine che lo stesso, metodico caos ha dato l’impressione di poter controllare per tutto il film; specie nel finale, che sembra smarrire parte di quanto detto ed esposto tramite un preponderante impatto visivo.

Voto dell’autore:4.1 / 5

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