L'ultima follia di Mel Brooks - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
3.85/5

L'ultima follia di Mel Brooks

RANKING
656° su 2562 in Generale
4° su 36 in Demenziale
19761 h 27 min
Trama

Mel Spass, un regista mandato in rovina dall’alcool, si trova alle prese con la folle idea di realizzare un film muto fuori tempo massimo. Si propone quindi alla sua vecchia casa di produzione, ormai sull’orlo del fallimento, ma l’unico modo per convincere il suo manager è di reclutare il maggior numero possibile di star…

Metadata
Regista Mel Brooks
Titolo originale Silent Movie
Data di uscita 9 Dicembre 2019
Nazione U.S.A.
Durata 1 h 27 min
Attori
Cast: Mel Brooks, Marty Feldman, Dom DeLuise, Sid Caesar, Harold Gould, Ron Carey, Bernadette Peters, Carol Arthur, Liam Dunn, Fritz Feld, Chuck McCann, Valerie Curtin, Yvonne Wilder, Burt Reynolds, James Caan, Liza Minnelli, Anne Bancroft, Marcel Marceau, Paul Newman
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L'ultima follia di Mel Brooks

Meno celebre e apprezzato dell’indiscusso capolavoro di Mel Brooks, “Frankenstein Junior”, “L’ultima follia di Mel Brooks” è un sentito omaggio con risvolti parodici ai tempi del cinema muto e della slapstick comedy. L’interprete-regista Mel Brooks dà vita al personaggio di Mel Spass, che con modalità e risultati rocamboleschi e con l’aiuto di due stralunati assistenti – Marty Feldman e Dom DeLuise – riuscirà a ingaggiare per il proprio film: Anne Bancroft, Liza Minnelli, Burt Reynolds, Marcel Marceau, James Caan e Paul Newman. L’unico a rifiutare la parte sarà il mimo Marcel Marceau, e lo farà pronunciando l’unico dialogo parlato del film: un semplice “NO!”. L’esilarante sequenza valse alla pellicola l’ingresso nel Guinness dei Primati come film con il minor numero di parole pronunciate.

Il film di Mel Brooks aderisce completamente alla storia che racconta: nell’epilogo, quando alla fine della prima del film muto si accendono le luci e il pubblico applaude entusiasta, il film di cui si parla è in realtà quello che abbiamo appena visto: un’anacronistica commedia slapstick muta ma a colori, con una incredibile sfilza di star nei panni di loro stesse. Diversamente dal modello di “Frankenstein” e da quello western, Mel Brooks non fa a pezzi il cinema muto, ma anzi lo omaggia e lo proietta nel mito, riuscendo a realizzare un’opera che funziona tanto nella sua pura comicità fisica e slapstick, quanto nella sua natura meta-cinematografica di omaggio al passato del cinema e riflessione critica sul suo presente: un presente certamente discutibile per Brooks, che affida al comicissimo gruppo di magnati-squali della casa di produzione “Trangugia e Di Vora” il compito di rappresentare il peggio della macchina da soldi hollywoodiana.

La comicità demenziale delle gag incessanti che si susseguono, pur nella sua ripetitività, è travolgente ed esilarante, con almeno un paio di picchi di follia da ricordare – tutta la sequenza dell’ubriacatura di Spass sul finale è straordinaria – e il grandissimo Marty Feldman che regala un’altra interpretazione memorabile dopo quella di Igor in “Frankenstein Jr”.

Voto dell’autore:4 / 5

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